44 Miliardi di euro per il cicloturismo in Europa. E in Italia?

Il Parlamento europeo ha scoperto che l’impatto economico del cicloturismo ha cominciato a raggiungere giri d’affari importanti (si stimano almeno 44 miliardi di euro nel 2012). I paesi europei più visitati dai cicloturisti sono in particolare in Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Svizzera e Olanda. Il requisito fondamentale per il viaggiatore è solo una una strada continua, sicura e piacevole, con una chiara segnaletica stradale e magari qualche officina attrezzata presso ostelli, alberghi e agriturismi. Insomma, non serve nessuna grande opera.

L’Italia, fra disattenzione politica e arretratezza culturale, è in ritardo come al solito, nonostante per clima e bellezze naturali e artistiche possa ambire a diventare la meta preferita dei cicloturisti europei. Questi, va ricordato, se spendono meno in benzina e autostrada, hanno più soldi da spendere in pernottamenti, ristoranti e altri servizi.

Per quel che riguarda la Versilia (da cui le città d’arte Firenze, Pisa, Lucca sono a portata di cicloturista, senza contare Siena, Arezzo e l’area della Maremma) siamo in grande ritardo: le piste ciclabili sono poche e mal raccordate fra loro, scarsamente utilizzabili sia per i cicloturisti sia per chi usa la bici per andare a scuola o al lavoro, con la sola eccezione della pista sul lungomare, nonostante qualche interruzione a singhiozzo che non danno fastidio a chi conosce la strada, ma sono incomprensibili per i turisti.

L’intero articolo sulla crescita del cicloturismo europeo cliccando qui.

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Informazioni su Gianni Lombardi

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