Ospedale Versilia: Pronto Soccorso con 200 m di pista ciclabile e nessun accesso pedonale sicuro

L’Ospedale Versilia è operativo dal 2002 ed è stato presentato a suo tempo come l’ospedale più moderno d’Italia.

È stato progettato in un epoca in cui si immaginava che i cittadini italiani avrebbero viaggiato solo in auto,  in elicottero o col teletrasporto. Infatti è difficilissimo da raggiungere a piedi o in bicicletta, persino da chi abita nel raggio di un chilometro.

L’ingresso del Pronto Soccorso dispone di circa 200 metri di pista ciclabile che partono dalla curva a gomito di via della Gronda e finiscono nel nulla (vedi foto). La pista ciclabile non è raccordata né con l’ingresso né del Pronto Soccorso né quello dell’Ospedale e non c’è nessun passaggio pedonale per i pedoni che provengono da viale Kennedy o dal supermercato vicino.

Ovvero, se si proviene da viale Kennedy a piedi o in bicicletta, non c’è modo per arrivare in sicurezza né all’ingresso del Pronto Soccorso, né all’ingresso dell’ospedale. A cosa pensavano gli urbanisti che hanno progettato lo svincolo e le due rotonde di cui una con sottopassaggio? E dal 2002 ad oggi, qualche amministratore pubblico o sanitario ha mai provato ad arrivare a piedi o in bici al Pronto Soccorso o all’ospedale provenendo da viale Kennedy o dal parcheggio del supermercato?

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L’inizio della pista ciclabile, presso la curva a gomito di via della Gronda. Quello che si vede dietro gli alberi è l’edificio dell’ospedale…

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L’intera lunghezza della pista ciclabile, che viene usata anche come marciapiede. Nessun passaggio pedonale in vista per raggiungere l’ingresso del Pronto Soccorso e il cancello dell’ospedale. Finita la vernice?

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Il termine della pista ciclabile. La rotonda serve per instradare le auto dirette verso l’ingresso, e per consentire ad autobus, ambulanze e mezzi di servizio di tornare indietro. Chi si azzarda ad entrare nella rotonda in bicicletta per raggiungere uno degli ingressi lo fa a suo rischio e pericolo. La pista ciclabile infatti termina nel nulla e non c’è un raccordo in sicurezza con la rotonda o con l’ingresso.

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Un’auto esce dalla rotonda. Devi passare la strada a piedi? Meglio aspettare che non arrivi nessuno — salvo che le auto provenienti dal sottopasso alle spalle non sono visibili se non all’ultimo momento.

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Due passanti, dopo aver sfidato la sorte attraversando la strada senza strisce bianche né sistemi di rallentamento del traffico, usano la pista ciclabile come marciapiede. L’auto bianca arriva dal sottopasso.

via della gronda-pista-ciclabile-pronto-soccorso-ospedale versilia

Gli stessi passanti in via della Gronda, stretta e senza marciapiedi. Una via che dovrebbe essere trasformata in ciclabile-Zona 30 visto che, con un po’ di giro dell’oca, è l’unico percorso per raggiungere il Pronto Soccorso e l’Ospedale a piedi o in bici provenendo da Viale Kennedy e dall’area dell’Esselunga.

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La vista del sottopasso, totalmente inospitale per bici e pedoni. La costruzione bianca che si intravede è l’Esselunga, a circa 200 metri in linea d’aria. Dietro l’Esselunga, numerosi condomini e palazzine. Chi ci abita è vivamente scoraggiato dall’andare all’ospedale a piedi o in bici. Meglio prendere la macchina anche se devi percorrere seicento metri.

(Foto scattate nel febbraio 2014)

Qui sopra la mappa della zona da Google Maps. Il supermercato è fra le due rotonde, separato dalla statale Aurelia dall’Ospedale. La pista ciclabile è il pezzettino tratteggiato di fianco all’ultimo tratto di via della Gronda. Molte delle vie verso mare e verso Viareggio sono densamente abitate. Ciò nonostante, anche chi abita nel raggio di un chilometro non può andare a piedi all’ospedale senza fare il giro dell’oca (viale Kennedy, via Nievo, via della Gronda) e poi attraversare la strada a suo rischio e pericolo perché mancano passaggi pedonali o sistemi di sicurezza e rallentamento del traffico in arrivo.

Per il fanatico dell’auto sembrare poco rilevante fare queste osservazioni. Ma:

  1. I ciclisti sono moltissimi. Non è vero che la bici la usano in pochi. La Regione Toscana stima circa 30.000 i ciclisti di Viareggio (ovvero i viareggini che almeno occasionalmente usano la bici per muoversi in città e nei paraggi). È probabile che in tutta la Versilia ce ne siano in proporzione.
  2. 200 metri di pista ciclabile ci sono, dal 2002(!). La pista ciclabile litoranea, che collega tutta la costa da Viareggio a Forte dei Marmi, si trova a meno di 1 km sul lungomare e ospita transiti stimabili in mille-tremila bici al giorno. Perché le due piste non sono state collegate, consentendo a lavoratori, pazienti non disabili e parenti che provengono da un raggio di 4-8 km di venire anche in bicicletta? (nella fattispecie, data la larghezza di viale Kennedy, non occorrono neanche lavori tanto complicati: qualche dissuasore e il ridisegno delle strisce in terra, oppure un po’ di armadilli)
  3. Si alleggerirebbe traffico e parcheggio. Se solo il 10% degli arrivi giornalieri all’ospedale avvenissero a piedi o in bicicletta si decongestionerebbe il parcheggio, con vantaggi per tutti (l’ingresso dell’ospedale è costantemente occupato da auto in sosta precaria e irregolare).
  4. I lavoratori risparmierebbero. I lavoratori che abitano nel raggio di 4-8 km potrebbero andare al lavoro in bicicletta (almeno nella bella stagione), con vantaggi economici e di salute. E in molti casi senza perdere tempo, visto che i tempi di percorrenza in bici nei percorsi sotto i 5 km sono spesso concorrenziali con l’auto, soprattutto se si mettono nel conto i tempi di ricerca del parcheggio.
  5. Perché due rotonde, il sottopassaggio e agevolazioni d’accesso per le auto, e niente per pedoni e ciclisti? È vero che a piedi o in bici c’è una migliore accessibilità da via Arginvecchio, ma a piedi o in bici fare un km in più o in meno pesa molto di più che in auto. In una struttura così grande, non si capisce perché le auto debbano avere più vie di accesso di chi viene a piedi o in bici. Inoltre c’è una zona densamente popolata lungo la via della Gronda, per cui arrivare a piedi o in bici in via Arginvecchio è poco pratico.

Alla fine per migliorare l’accessibilità ciclistica e pedonale bastano poche opere, un po’ di vernice e qualche segnale opportuno.

Piccoli interventi potrebbero migliorare l’accesso all’ospedale, alleggerendo la pressione sul parcheggio.

 

Aggiornamento 23 luglio 2014. Qui il filmato dei lavori in corso per la pista ciclabile in viale Kennedy:

 

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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