Perché gli automobilisti sono più pericolosi dei ciclisti.

Attenzione, pericolo! Possono andare contromano, sui marciapiedi e investire zero pedoni l’anno, ferendone e menomandone altri zero circa!

Qui viene spiegato bene perché le bici sono i capri espiatori della polemica urbana. Ovvero per quale motivo i moralisti percepiscono come “pericolosissime” le bici sui marciapiedi e non si rendono conto dei circa 600 pedoni uccisi dai veicoli a motore in Italia ogni anno, spesso sulle strisce bianche.

Ecco in sintesi le tesi e le confutazioni:

Tesi n°1: Il ciclismo in città è pericoloso sia per il ciclista che per gli altri.
Confutazione: Dopo quasi 25 milioni di chilometri percorsi, Citibike, il bike sharing di new York, non ha ancora causato una singola vittima tra ciclisti o pedoni. Tra il 1999 e il 2009 sono stati uccisi da veicoli a motore 59.925 pedoni, mentre le bici hanno causato 63 vittime.

Tesi n° 2: I ciclisti violano le regole del codice della strada più degli automobilisti. 
Confutazione: per quanto sia difficile portare statistiche sulle violazioni non sanzionate, la probabile verità è che i ciclisti violano regole DIVERSE (per esempio passare col rosso, o i contromano) e che la loro violazione di quelle regole ha un impatto inferiore sulla sicurezza stradale (come dimostrano i dati sulle vittime citati sopra). In Oregon ciclisti si fermano completamente agli stop solo il 7% delle volte, mentre gli automobilisti solo il 22%.

Tesi n° 3: Gli automobilisti odiano le bici perché interferiscono con un sistema a cui sono abituati.
La spiegazione che Alviani dà dell’avversione degli automobilisti per il ciclismo è: l’odio irrazionale di un sistema che si vede messo in discussione. Una forma di cecità selettiva di matrice culturale impedirebbe all’automobilista di vedere le continue violazioni delle regole del codice che le auto commettono continuamente, dal non fermarsi alle strisce pedonali al non usare le frecce. L’automobilista spesso dà per scontate queste violazioni ma la sua mente registra ogni singola violazione compiuta da un mezzo diverso da quello a cui è abituato. Uno studio del 2002 rivela la tendenza dell’automobilista a considerare le infrazioni dei ciclisti come causate da inettitudine o sconsideratezza, ma non così le stesse infrazioni causate dagli automobilisti.

I dati dimostrano quindi che nella società, costituita per la maggior parte di automobilisti, esiste una stereotipizzazione negativa del ciclista, una cecità selettiva che causa un pregiudizio infondato nei confronti della bicicletta, che è invece il mezzo di trasporto più sicuro e sostenibile e – per ragioni ambientali e di costi del carburante – il futuro quasi inevitabile di chi oggi guida un auto.

Leggi tutto il resto qui, con i link agli articoli originali e ai dati statistici.

Annunci

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
Questa voce è stata pubblicata in Bici nel mondo, Ciclismo urbano, Prevenzione incidenti e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

13 risposte a Perché gli automobilisti sono più pericolosi dei ciclisti.

  1. gianni ha detto:

    il problema è che, almeno in italia, i ciclisti pensano che non avendo un mezzo a motore possano ignorare il codice della strada.
    nel mio paese in una stretta via del centro storico è stato proibito il transito alle biciclette perchè i ciclisti sfrecciavano a velocità assurde rischiando di travolgere le persone.. pensate che a qualcuno importi? macchè.. il divieto è stato ignorato.. e dunque un agente è stato messo ogni giorno all’inizio della via, inizialmente solo per avvisare che la via alternativa è a soli 10 metri di distanza, poi per multare! e fanno bene!
    io quando viaggio in bicicletta, e ultimamente lo faccio spesso, cerco di evitare le statali e uso le piste ciclabili quando disponibili, anche se allungo il tragitto, ho i fari, catadiottri sui pedali, mi vesto di colori chiari quando esco la sera e segnalo chiaramente con il braccio i miei cambi di direzione, specialmente nelle rotatorie, rispetto le precedenze i divieti e i semafori come se fossi in auto.
    se tutti facessero così non ci sarebbero problemi

    • Gianni Lombardi ha detto:

      Premettendo che la velocità eccessiva è sempre da condannare, quanti incidenti si sono verificati a causa delle bici in quella via? Spesso molti provvedimenti restrittivi vengono presi per semplice antipatia nei confronti delle bici. Se valesse il principio di chiudere al traffico OGNI strada dove si è verificato un incidente mortale, quante vie cittadine resterebbero aperte alle auto?

      • gianni ha detto:

        Molti. Non è antipatia
        Sono state travolte diverse persone anziane

      • Gianni Lombardi ha detto:

        Ripeto la domanda: Se valesse il principio di chiudere al traffico OGNI strada dove si è verificato un incidente mortale, quante vie cittadine resterebbero aperte alle auto?

      • gianni ha detto:

        non capisco perchè tu debba continuamente difendere il ciclista anche quando ha torto.. parli senza conoscere la situazione
        la via in questione è situata in un centro storico con molto traffico pedonale per via dei numerosi negozi, l’amministrazione comunale a seguito di numerosi incidenti, per tutelare i pedoni ha deciso di deviare il traffico ciclistico sulla via parallela, che sbocca nella stessa piazza. non ci sono auto su nessuna delle due vie dato che sono zone pedonali!

      • Gianni Lombardi ha detto:

        Perdona, ma non hai capito il senso della domanda. Se è giusto chiudere alle bici una via a causa di alcuni incidenti ciclistici (lievi, immagino), non sarebbe altrettanto giusto chiudere al traffico automobilistico le vie dove sono avvenuti incidenti d’auto con morti e feriti?

  2. gianni ha detto:

    dunque chi ci mandiamo sulle strade? le lasciamo vuote? ti ricordo che sono pensate per gli autoveicoli, altrimenti non avrebbero le caratteristiche che oggi presentano
    non per niente esistono le piste ciclabili adibite al solo ciclista/pedone che presentano caratteristiche ben diverse. fortunatamente nella mia regione ce ne sono svariati chilometri.
    io capisco che vuoi essere sempre e comunque dalla parte del ciclista ma stai esagerando, specialmente perchè il punto del mio discorso è “ciclisti che non rispettano le regole” e ti stai ostinando su quella cacchio di strada del mio paesino che non conosci nemmeno
    è GIUSTISSIMO proibire il traffico alle biciclette visti i NUMEROSI incidenti avvenuti in passato e considerato che possono transitare sulla strada PARALLELA distante DIECI metri dove IN OGNI CASO non transita nessun autoveicolo in quanto ZONA PEDONALE
    non so se mi spiego!

    • Gianni Lombardi ha detto:

      E chi parla della strada del tuo paesino? 🙂 sto solo osservando che per ciclisti e automobilisti stai usando due pesi e due misure 🙂

      • gianni ha detto:

        io sto osservando che sei instancabile, anche nel torto
        se in seguito al mio discorso sul DIVIETO (non chiusura) di transito ai ciclisti continui a fare osservazioni evidente che ti riferisci a questo, pur con affermazioni fuorvianti
        ti ricordo che sono un ciclista anch’io, ma non mi atteggio da padrone del mondo

      • Gianni Lombardi ha detto:

        Sembra un dialogo tra sordi. C’è un post pieno di dati e informazioni e tu continui a riportare tutto alla strada del centro storico del tuo paesino 🙂

  3. carlo luigi marini ha detto:

    Tipico Gianni “CECITÀ COLLETTIVA” non capiranno ne oggi ne domani, ne tantomeno se un giorno viene travolto un loro caro. Cecità Gianni cecità. Uno che consume cocaina o gioca d’azzardo o fuma o va a puttane reagirà dello stesso modo, è molto difficile far cultura quando le persone non vogliono culturizzarsi, queste persone anche se leggono dei dati, articoli e quant’altro continueranno a percepire il pericolo nella bicicletta, è inutile discutere, il loro cervello è andato, fuso, K.O., sono cittadini di seconda classe, in Italia ci può salvare solo la selezione naturale.

  4. carlo luigi marini ha detto:

    Da quanto che cerchiamo di far capire l’articolo delle “50 biciclette”? Qualcuno di tutti quelli che inveiscono verbalmente, hanno detto “forse hai ragione”? Mi prendo qualche minuto per riflettere? No. Quindi…

  5. Pingback: “Per un ciclista sui marciapiedi, 9 pedoni sulle ciclabili” [Torino, Rapporto Rota] | Benzina Zero

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...