I ciclisti sportivi sono antipatici? Sì. Ma le auto sono pericolose.

Spaventosa questa immagine, vero? È un esempio visivo del doppio standard degli automobilisti. Aprire la portiera… una disattenzione perdonabile se fa cadere un ciclista. Ma se viene divelta da un autobus l’automobilista si spaventa di più

Perché tutelare il più debole è un concetto così strano per l’automobilista italiano?

Questo post sui gruppi di ciclisti sportivi che intralciano le auto sulle strade di montagna o sulle provinciali ha suscitato un numero insolitamente grande di visite (60.000 in un singolo weekend, 120.000 visite in tre mesi) e di commenti (84 nello stesso periodo, oltre duecento ad oggi). Segno che l’argomento è controverso.

I commentatori possono essere identificati in diverse categorie:

  1. Ciclisti arrabbiati. Hanno rischiato più volte la vita per un comportamento imprudente o scorretto di automobilisti e autisti professionisti, e sentono il problema sulla loro pelle.
  2. Automobilisti arrabbiati. Vedono i ciclisti esclusivamente come un intralcio alla circolazione, dimenticando che il vero intralcio, quello che crea il traffico e li tiene fermi in coda per ore ogni anno, sono le auto.
  3. Cinici non solidali. Automobilisti che dicono: “in caso di incidente vi fate male voi, quindi state attenti voi… a me al massimo, se ho torto, mi aumentano l’assicurazione”.
  4. Legalitari egualitari. “Tutti devono rispettare il codice della strada” è il loro mantra, come se fosse la semplice soluzione a qualsiasi problema. Spesso analizzando quello che scrivono si scopre che non conoscono il codice bene come pensano, oppure ne dimenticano opportunisticamente le parti meno favorevoli all’auto (esempio: il mezzo che sorpassa deve segnalare sempre e lasciare sempre adeguato spazio laterale, cambiando corsia quando esiste). In genere considerano il codice come un blocco unico che non si può criticare, ignorando il fatto che quello italiano è talvolta ambiguo o scritto male (ad esempio NON vieta di andare in bici appaiati, ma lo consente in modo ambiguo e vago art 182, comma 1) e comunque può avere articoli poco razionali o superati dai tempi. Gli automobilisti ignorano anche un importante aspetto storico del codice della strada: è nato principalmente per tenere a freno la pericolosità delle auto. Prima della diffusione delle auto, per cavalli e bici esistevano regolamenti comunali abbastanza semplici e non erano necessari né semafori né la complessa segnaletica stradale odierna.
  5. Legalitari dogmatici. “È vietato, quindi è giusto così”. Curiosamente, sono meno dogmatici per le regole che non convengono loro.
  6. Persone di buon senso. Si rendono conto che il buono e il cattivo è da tutte le parti ma soprattutto si rendono conto che all’aumentare di velocità e massa il mezzo di trasporto diventa sempre più pericoloso, e quindi l’auto, per la sua pericolosità intrinseca, ha bisogno di maggiore disciplina rispetto alla bici (che comunque, a sua volta, sopra i 25 kmh può diventare anch’essa parecchio pericolosa).
  7. Chi ha capito che il punto vero è tutelare il più debole. Tutelare il più debole è un concetto alieno al Codice della strada italiano, che tende invece a mettere tutti, veicoli, biciclette e pedoni, sullo stesso piano. Ad esempio nel regolamento relativo all’articolo 182 al comma 1 si dice “1. I ciclisti nella marcia ordinaria in sede promiscua devono sempre evitare improvvisi scarti, ovvero movimenti a zig-zag, che possono essere di intralcio o pericolo per i veicoli che seguono.” Cioè la preoccupazione del legislatore è che il ciclista che sbanda per evitare una buca sia di pericolo o intralcio per il camion che segue!…
Procedere su un'unica fila Aurelia Livorno

“Procedere su un’unica fila” è il consiglio degli automobilisti, perché i ciclisti, come si vede dalla foto, creano intralcio.

In molti commenti stupisce l’assenza di pragmatismo, equanimità e sensibilità. Se incontri 50, 30 o 10 ciclisti in gruppo, non puoi pensare che siano tutti lord inglesi e quindi se suoni aggressivamente per chiedere strada questi rispondano con flemma e distacco. Non puoi neanche pensare che “fare strike” (espressione usata in due commenti) sia un gioco innocente.

Sono 50, 30 o 10 persone, che avranno temperamenti, caratteri ed educazioni diverse. Senza contare l’aspetto fisiologico: sono sotto sforzo da tempo, non sono seduti in poltrona. Sono, comunque, un branco, non un singolo individuo razionale ed educato come un lord inglese.

Dall’altra se l’evento su alcune strade capita con frequenza, non puoi nemmeno pensare che basti richiamarsi a un’astratta regola del codice per risolvere il problema.

Gruppi che si formano spontaneamente, come le code di auto

Un fatto di cui molti commentatori critici non tengono conto è che questi gruppi di ciclisti, da 5 o da 50, spesso si formano spontaneamente, esattamente come si formano spontaneamente le code di auto. Non c’è nessuno che li organizza o che può scioglierli in breve tempo, esattamente come nessuno riesce a sciogliere magicamente le code d’auto, se non aspettanto. E le code di auto in genere costituiscono un intralcio alla circolazione ben maggiore di qualsiasi gruppo di ciclisti.

È evidente che il problema dei ciclisti sportivi amatoriali e professionisti viene tenuto in scarsa considerazione nel codice della strada, se non per le incombenze relative alla manifestazioni sportive, e sempre senza spirito di tutela del ciclista ma nell’ottica di un astratto intralcio alla circolazione. Come se i ciclisti, di ogni genere, non facessero parte della circolazione. Il totem è la massima velocità possibile che in molti casi sulle strade provinciali e di montagna non è così alta: la velocità media consentita ai “non piloti di rally” alla fin dei conti non è molto più elevata di quella dei ciclisti. A volte l’automobilista sbuffa perché è costretto per un km o due ad andare a 20 kmh laddove la strada non gli consentirebbe di andare a più di 40.  In molti casi per sorpassare in sicurezza si tratta di pazientare due o tre minuti, alla fine.

Le associazioni di ciclismo sportivo dovrebbero pensare a questo problema, che è di legislazione, di cultura civica (da entrambe le parti, ma di più dal lato delle auto) e di comunicazione.

Il problema di base è che molti automobilisti italiani mancano di saggezza e non riconoscono ai veicoli più piccoli o quelli temporaneamente più lenti diritto di cittadinanza. La stessa impazienza la dimostrano con l’apecar, con l’utilitaria del pensionato col cappello, con i ciclomotori. E infatti l’Italia ha il record europeo di motociclisti morti sulle strade, ed è terza per ciclisti e pedoni.

Molti automobilisti non riconoscono neanche il diverso livello di pericolosità dei diversi mezzi.

Mettendo bici e auto sullo stesso piano, opportunisticamente sostengono la legittimità della prepotenza del più forte sul più debole.

Basta leggere qui e guardare questo video per rendersi conto del comportamento di alcuni automobilisti anche di fronte a ciclisti totalmente irreprensibili.

Dimenticando che, in città o in montagna dietro alle bici si procede, per quanto lentamente, e l’occasione buona per sorpassare arriva presto.

Dietro alle auto, invece, si sta spesso fermi in coda.

Rispetta il ciclista

Molti codici della strada stranieri prevedono una distanza minima laterale di sorpasso che va da 90 cm a 1,5 metri. Il codice italiano prevede di mantenere ADEGUATA distanza laterale. Molti automobilisti italiani pensano che 50 cm bastino. E infatti gli automobilisti italiani fanno più incidenti della media europea.

In ogni caso, per quelli che pensano che “il pericolo” siano i ciclisti, un piccolo ripasso delle statistiche degli incidenti stradali in Italia: il 70% delle persone uccise o ferite sono automobilisti. Seguono i pedoni (15%) e i passeggeri trasportati (14%).

Annunci

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
Questa voce è stata pubblicata in Ciclismo sportivo, Ciclismo urbano, Prevenzione incidenti e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

54 risposte a I ciclisti sportivi sono antipatici? Sì. Ma le auto sono pericolose.

  1. Pingback: Trovi 50 ciclisti sulla strada e ti lamenti? Forse perché non hai riflettuto. | Benzina Zero

  2. Pingback: Vieni a destra, cretino | Pedalate sui Denti

  3. GiorgioF ha detto:

    Caro (se posso permettermi) sig. Lombardi, lei mi vuole fare “minchionella”, ma io ho ancora voglia di fare domande ed avere risposte.
    Sempre parlando dei fantomatici “gruppi che si formano spontaneamente”.
    I due ligi ciclisti vengono raggiunti da un gruppo che a detta sua (ed anche delle leggi della fisica) “sta andando più veloce di loro”.
    Diciamo un gruppetto “classico”, non il peloton della Milano-Sanremo … Quanti saranno cinque ? Sei ?
    E il gruppo di 5/6 ciclisti che “sta andando più veloce di loro” quanto ci metterà per sorpassare in sicurezza il duo dei “più lenti” ? Esagero … 2 minuti ? Diciamo anche 5, una follia, ma va bene.
    Ah be certo, magari la strada è occupata anche da macchine (tutti sempre ligi alla lettera al CDS, ovviamente), per cui magari anche il ciclista più veloce dovrà aspettare qualche minuto in più per sorpassare, lo farà di buon grado o si butterà in mezzo maledicendo l’automobilista ?

    Il povero ciclista che non riesce a fare uno strappetto di 10 metri per sorpassare il più lento davanti e per lasciare i 3 metri per l’eventuale ingresso dell’auto, si deve allenare meglio, oppure, non deve stare nel gruppo dei “più veloci”.
    Io provo a dare una mia risposta.
    Siamo una razza di lamentoni impazienti ed intolleranti. Statisticamente parlando troveremo sempre quelli che si lamenteranno per il comportamento degli “altri”. Tutti adducendo scuse, leggi o chi più ne ha più ne metta.
    Tutti hanno ragione e tutti hanno torto, dato che la legge (pure esistente, ma evidentemente non applicabile) non può andare bene in questo modo, bisognerà cambiarla.
    Da ambo i lati (ciclista ed automobilista) i 5 minuti di attesa non sono la fine del mondo. Ma il 99% degli utenti della strada non lo pensano.
    Sarebbe utile avere una legge precisa per non dover lasciare all’educazione delle persone (inesistente nella maggior parte dei casi) l’interpretazione della situazione.

    Lei però così se l’è giocata troppo bene così.
    Vorrei una sua parola sui famigerati “gruppi orizzontali” di chiacchieroni (per la mia statistica l’80% dei gruppi da più di 3 ciclisti), sul comportamento da tenere quando una macchina in grazia di dio li deve sorpassare e sul come dovrebbero procedere i gruppi di ciclisti sulle strade frequentate anche da macchine e pedoni.

    Circa il quesito sugli strumenti di segnalazione, come la pensa ?
    Saluti
    Giorgio

  4. Gianni Lombardi ha detto:

    In bicicletta superare un gruppo di dieci ciclisti può essere difficile. Non è la stessa cosa di superare un’Ape con la macchina. Per quel che riguarda un ipotetico gruppo di tre ciclisti che chiacchierano, secondo me il comportamento ottimale è, disponendo di sufficiente visibilità: suonare il clacson almeno 50-100 metri prima per avvisare. Attendere che si dispongano in fila o si spostino a destra per facilitare il sorpasso. Sorpassare. Se non hanno sentito, suonare nuovamente il clacson e attendere comunque che ci siano le condizioni di sicurezza per sorpassare.

    Se la strada non è libera e deserta, sarebbe meglio evitare di pedalare in tre chiacchierando, beninteso.

    Per gli strumenti di segnalazione, se si riferisce a luci e catarifrangenti per le bici da corsa, queste non hanno nessun obbligo in proposito. Le luci in bicicletta sono obbligatorie SOLO se si viaggia dopo il tramonto, oppure in caso di cattiva visibilità. Ma in pieno giorno la bici sportiva può viaggiare senza nessuna luce a bordo. Se si riferisce allla sua idea di doppio clacson, con avviso di emergenza e con avviso “semplice” mi sembra una buona idea.

    • GiorgioF ha detto:

      Sono d’accordo sulla procedura che dici.
      Premesso che la segnalazione tramite clacson della macchina 50/100 mt. prima (se possibile) sia una cortesia, dato che comunque il/i ciclista/i in doppia/tripla fila è/sono “fuorilegge”, quasi sicuramente l’automobilista si recupererà un caldo, gradito e sentito “vaffa” dal ciclista che ha scambiato la cortese segnalazione, per un altrettanto cordiale “togliti dalla strada essere inferiore”.

      Ah bene, dato che concorda con me sul discorso della chiacchierata in tre su strada usata da altri utenti … Le faccio un’ulteriore domanda.
      Quanti ciclisti secondo la sua esperienza di ciclista “con sale in zucca” seguono al giorno d’oggi questa prassi ?
      Potrebbe essere che il numero dei ciclisti chiacchieroni in fila orizzontale sia esattamente lo stesso numero degli automobilisti guerrafondai che accelerano, strombazzano e vorrebbero vedere tutti i ciclisti morti a bordo strada ?
      Perchè fino a quando continuiamo a pensare che “la mia categoria è meglio intrinsecamente della tua”, non faremo MAI passi avanti.

      Strumenti di segnalazione … Devo fare un po’ il maestrino …
      E’ vero di giorno la BDC può viaggiare senza luce (sempre che non entri in gallerie), ma è anche vero che il CDS dice che deve avere campanello e catadiottri (3, uno rosso dietro e due arancio nelle ruote) montati e il ciclista deve avere i fanali da montare eventualmente.
      Legga qui che ci sono tutti i riferimenti ( http://www.vigileamico.it/cdv/X/X001.htm ).
      La sanzione è in agguato, anche se non è mai di fatto comminata.
      Quanti ciclisti saranno fuorilegge ? Non dico che i colleghi automobilisti stiano messi meglio in quanto a frecce e stop spesso rotti … Ma almeno non c’è una costante violazione della norma vigente. Il tutto nel completo silenzio delle forze dell’ordine.

      Ciao
      Giorgio

      • Gianni Lombardi ha detto:

        Se la sanzione non è mai stata comminata, forse la regola o non è chiara o non esiste. 🙂 Inoltre la questione del campanello è puramente formalistica: il normale campanello da bici in molte situazioni non viene sentito dalle auto, e comunque si può avvisare urlando o fischiando, come fanno molti ciclisti sportivi.

      • cesare ha detto:

        Ciao Giorgio l’automobilista sarà pur in regola… ma quando ti superano a 10 cm con lo specchietto dal gomito o a volte anche meno a 50 km ti posso dire che non è una bella esperienza …forse un ciclista si sente più sicuro a gruppi di 4-5 …da ciclista ti posso solo dire che ci vorrebbe più buon senso da ambo i lati …e ti consiglio di farti qualche giretto in biciletta in futuro sari più tollerante ….Cesare.

      • GiorgioF ha detto:

        Ave Cesare.
        Se l’automobilista supera un singolo ciclista a 10 cm dal gomito è un delinquente (e dio solo sa quanti ce ne siano).
        Se l’automobilista supera due o tre ciclisti in fila orizzontale a 10 cm dal gomito del più interno alla strada (magari dopo aver suonato il clacson leggermente ed avere preso la consueta dose di insulti), forse ha una giustificazione.
        Sicuramente i ciclisti sono più sicuri in gruppo, ma è meglio un gruppo in fila verticale, che non in fila orizzontale (anche dal punto di vista del CDS) …
        Per informazione, giro in moto, in bici ed in macchina.
        In moto ho praticamente smesso, data l’incredibile percentuale di rischio e pericolo mortale che tocca quotidianamente affrontare.
        Con la mia scatto fisso faccio dei gran bei giretti (nella bella stagione) e discuto spesso con altri utenti della strada (ciclisti, motociclisti ed automobilisti).
        Non sai quanti ciclisti rincretiniti girano contromano sulle ciclabili belli fieri, oppure usano la strada pur di fianco alle ciclabili. La polemica regna sovrana anche tra pari categoria …
        Resto fieramente intollerante nei confronti di chi vuole solo aver ragione, senza vedere i diritti e le ragioni degli altri.

      • Gianni Lombardi ha detto:

        GiorgioF, quello che dici è ampiamente condivisibile. Però un sorpasso pericoloso è sempre un sorpasso pericoloso, anche quando il veicolo sorpassato non è in regola. Il codice prescrive IN OGNI CASO di tenere “adeguata distanza laterale”.

        Mettere tutti gli utenti sullo stesso piano può essere il peggiore arbitrio. Ci sono utenti che PROVOCANO più incidenti di altri. Qui i dati Istat 2013, da poco diramati. Lo stesso presidente dell’ACI, AUTOMOBILE Club d’Italia, non accenna neppure lontanamente a una presunta pericolosità attiva delle biciclette — perché le biciclette sono più vittime che causa di incidente. https://benzinazero.wordpress.com/2014/11/10/sicurezza-stradale-i-dati-istat-2013/

      • GiorgioF ha detto:

        So che ne sei convinto in buona fede. Semplicemente non riesci a vedere obiettivamente come stanno le cose.
        Valere relativo e valore assoluto, la differenza in percentuale sta li.
        La percentuale di cattivi utenti del codice della strada è trasversale.

      • Gianni Lombardi ha detto:

        Dici: “La percentuale di cattivi utenti del codice della strada è trasversale.” Posso essere d’accordo su questa ipotesi — che comunque NON è in contrasto con quel che dico io “Ci sono utenti che PROVOCANO più incidenti di altri”. Furgoni e Camion, per esempio, sia per il fatto di essere più ingombranti, sia per il fatto di fare più km, provocano più incidenti delle auto. Il veicolo più è grosso e più è pericoloso, per cui la STESSA INFRAZIONE è più grave perché potenzialmente più pericolosa e con conseguenze peggiori.

      • GiorgioF ha detto:

        Ci siamo vicini …
        [Ti quoto] Il veicolo più è grosso e più è pericoloso, per cui la STESSA INFRAZIONE è più grave perché potenzialmente più pericolosa e con conseguenze peggiori.[Smetto di quotarti]
        Il veicolo non ha collegamenti diretti con la pericolosità. Chi guida è più o meno pericoloso.
        Conosco camionisti con milioni di Km. sulle spalle senza incidenti negli ultimi vent’anni. Conosco ciclisti di sessant’anni con una media di 3/4 incidenti all’anno sulle ruote. E se chiedi non è mai colpa loro. poi ti fai raccontare la dinamica e saltano fuori le risate.
        Il fatto che il veicolo più grosso – in caso di incidente – sia più pericoloso e causi danni più gravi è indubbio.
        Ma non è la stessa infrazione ad essere più grave, l’infrazione è grave uguale, sono le conseguenze purtroppo ad essere ben diverse.

  5. GiorgioF ha detto:

    Oops, mi auto-correggo… ho scritto “il ciclista deve avere i fanali da montare eventualmente”, leggendo meglio il codice, il ciclista può avere i fanali spenti, ma devono essere comunque montati.
    Scusate.
    Ciao
    Giorgio

    • Gianni Lombardi ha detto:

      Per quel che riguarda i buoni o i cattivi, bisogna guardare le statistiche:

      1. L’Italia ha il record europeo di motociclisti uccisi sulle strade, ed è terza per pedoni e ciclisti: https://benzinazero.wordpress.com/2013/12/17/italia-prima-in-europa-per-motociclisti-morti-sulla-strada/

      2. Uno studio della Polizia di Toronto su 2572 incidenti auto-bici ha determinato che nel 90% la colpa è dell’automobilista: https://benzinazero.wordpress.com/2014/09/21/studio-90-degli-incidenti-auto-bici-sono-causati-dallauto-toronto-1998/

      • GiorgioF ha detto:

        No no, la sanzione esiste ed è anche chiara (non troppo, ma abbastanza, diciamo; basta leggerla). Di sicuro non si può interpretare in “il ciclista con bici da corsa può non avere luci, catarinfrangenti o campanelli”.
        La “questione” del campanello non è formalistica, è una legge dello stato italiano: non ti piace esteticamente ? Stona con il look della nuova Specialized Roubaix ? Froome non lo usa nelle tappe a cronometro ?
        Allora facciamo così, io con il mio mezzo preferito (la mia Speed Triple), da domani mattina ai semafori rossi non mi fermo, ma urlo forte forte come fanno i ciclisti sportivi (in gara … attenzione al piccolo dettaglio).

        Per quanto riguarda quelle terribili statistiche che sembrano veramente bollettini di guerra, vorrei solo dire che la prima non conta nulla nel discorso bici.
        Se legge bene i dati, le morti in bici sono ben lontane da quelle in moto ed addirittura a piedi.
        Di motociclisti che viaggiano appaiati a chiacchierare sbevazzando beveroni dalle loro borraccette sponsorizzate, ne vedo ben pochi sulle strade, al contrario dei ciclisti.
        Anche questa gran folla di pedoni corridori, che sfidano le regole del traffico non esiste in natura.
        Certo se il punto è sensibilizzare l’opinione pubblica sul rispetto delle regole e della sicurezza stradale, io ci sono di sicuro.
        Mi sembra però poco corretto fare l’analogia automobilista=”odiatore di poveri ciclisti santi e sempre incolpevoli”.
        A proposito, sul sito dell’ANIA (dove non ho trovato le statistiche che dicevi), ho trovato in bella mostra questo: http://www.fondazioneania.it/export/sites/fondazione/it/sala-stampa/rassegna-stampa/viversaniebelli-ciclisti-25-luglio.pdf … Che sia un complotto delle case automobilistiche ?

        Questa è una campagna che mi sento di sostenere: “Salviamo i ciclisti” http://www.repubblica.it/cronaca/2012/02/15/news/salviamo_i_ciclisti-29906018/
        Vengono spiegate in poche righe molto giuste, le poche e semplici mosse che potrebbero salvare parecchie vite. Facile no ? E soprattutto senza guerre di religione.

        Interessante anche il secondo articolo.
        Non mi sembra uno studio della Polizia di Toronto, in realtà mi sembra che sia uno “studio” della famosa “Share the road – Cycling Coalition” qui trovi gli estremi http://www.sharetheroad.ca/who-we-are-s15938 .
        Trascrivo qui la traduzione delle cause di incidente ai ciclisti per colpa degli automobilisti. Potrebbe essere illuminante.

        Mancato rispetto della precedenza – 284 (12.20%)
        Sorpasso non sicuro – 277 (11.90%)
        Apertura della portiera di un veicolo in sosta – 276 (11.90%)
        Veicolo a motore curva a sinistra 248 (10.70%)
        Veicolo a motore curva a destra 224 (9.60%)
        Veicolo a motore curva a destra con il rosso 179 (7.70%)
        Ingresso da strada laterale 179 (7.70%)
        Incrocio 73 (3.10%)
        Ciclista in senso vietato 59 (2.50%)
        Ride Out At Mid-block 51 (2.20%)

        Pensate un po’ che strano … Sono tutte cose che i ciclisti di certo non fanno mai, giusto ? Addirittura da ridere la causa numero 9 …

        Allora mettiamola così, chi non rispetta le più banali e basilari regole della strada è un delinquente. Punto. Può essere ciclista, motociclista automobilista o camionista.
        A proposito, notato nell’articolo e nella campagna di Repubblica i richiami ai camion ? Pazzesco, pare che siano più pericolosi delle auto per i ciclisti.
        Altra nota presente nell’articolo, nei paesi più ciclisticamente sviluppati (Olanda e Danimarca) ci sono meno incidenti. Strano, sarà perchè ci sono in giro meno macchine ?

        I dati dal Canada (non meglio spiegati) dicono che all’aumentare di infrastrutture ciclistiche, calano gli incidenti che coinvolgono ciclisti, questo è sicuramente vero.
        Nel civile Canada però se c’è una ciclabile, i ciclisti la usano. Qui da noi mancano le ciclabili (ed è un dato di fatto), ma quando ci sono la maggior parte dei ciclisti che vedo io in giro è troppo furbo e “sportivo” per usarle.
        E’ troppo più appagante fare lo slalom tra auto e pedoni.
        L’Italia è il paese dove chiunque sa intimamente (e nessuno gli potrà mai far sorgere un minimo dubbio) di essere più furbo degli altri e che le leggi che invoca per tutti gli altri, per lui si possano “interpretare”.
        Ciao

      • Gianni Lombardi ha detto:

        L’articolo di Repubblica conferma il fatto che la mortalità dei ciclisti in Italia è più alta di altri paesi Europei. I dati che citavo io si riferiscono all’Europa, Repubblica confronta con la Gran Bretagna (in Italia il doppio che in GB).

    • Gianni Lombardi ha detto:

      Leggendo meglio il codice DOVE?

  6. GiorgioF ha detto:

    Un po’ di dati più seri, sull’Italia.
    I numeri fanno paura, ma bisogna leggerli in maniera corretta:
    http://www.istat.it/en/files/2013/11/incidenti_stradali_anno-2012_def.pdf
    http://www.aci.it/fileadmin/immagini/Notizie/Eventi/5_-_pdf_sintesi_stampa_del_Rapporto.pdf
    Calano gli incidenti ed i decessi.
    Aumenta l’uso urbano della bicicletta, aumenta in controtendenza il numero di incidenti e di morti tra i ciclisti.

    Il ciclista il pedone ed il motociclista sono l’anello debole, su questo non ci piove. Non ci sono pareti di metallo a difenderli.
    Molto spesso i ciclisti a differenza dei motociclisti non usano il casco.
    Meditiamo insieme, invece di azzannarci l’un l’altro.

  7. GiorgioF ha detto:

    Sarò stanchino, ma non riesco a trovare nessuna statistica fondata (sull’Italia o almeno su un altro paese europeo) che dica che negli incidenti che coinvolgono bici ed altri mezzi di trasporto, il 90% delle volte aveva ragione la bici.
    Qualcuno mi potrebbe aiutare ?
    Grazie.

    • Gianni Lombardi ha detto:

      Domanda: come mai per guidare l’auto in quasi tutti i paesi del mondo occorre maggiore età, patente e assicurazione obbligatoria, mentre in bici ci si può andare anche da bambini senza alcuna formalità? Non sarà che è evidente il diverso livello di pericolosità? 🙂

      • GiorgioF ha detto:

        Risposta:
        In macchina sei pericoloso per te e per gli altri. Viaggiare in macchina al giorno d’oggi, con gli elementi che dividono l’uso della strada (auto, moto e bici), è diventato un terno all’otto.
        L’età della patente (da 14 a 18 nella maggior parte dei paesi del mondo) presume che una persona abbia la maturità adatta a girare senza creare pericolo; la patente serve per avere un’idea della circolazione e delle cose che si possono e non possono fare; l’assicurazione permette di avere a che fare con persone che possano, in caso di incidente, fare fronte agli eventuali danni causati.
        Queste tre cose tra l’altro non sarebbe male che fossero anche condivise dai ciclisti.
        te le ripeto:
        1) Maturità adatta a girare senza creare pericolo.
        2) Avere un’idea della circolazione e delle cose che si possono e non possono fare.
        3) Assicurazione per fare fronte agli eventuali danni causati.

        A proposito del punto 3, ma il CDS non dice che TUTTI gli utenti della strada (ciclisti compresi) debbano avere un’assicurazione ?
        La stessa cosa è obbligatoria in quasi tutti i paesi europei (Svizzera compresa).

        Il diverso livello di pericolosità me lo saluti, quando mandi un “ciclista” di sei anni (o un gruppo di 6 invasati col mito della velocità) su una circonvallazione.

        Non sopporto gli integralisti di qualsiasi tipo siano.
        Io non faccio fatica a dire che una buona percentuale di automobilisti è impreparata a guidare sulla strada. Ogni volta che circolo mi rendo conto che la situazione va peggiorando.
        Il 50% degli automobilisti guida male, il 10% malissimo e certi (più o meno 3 che incontro al giorno) sono dei criminali veri e propri.
        Lei signor Lombardi non dirà mai che certi ciclisti sono dei pazzi fuorilegge.

        Oggi ho fatto una gita attorno a Verona.
        I ciclisti stranieri si vedono a colpo d’occhio (e non aggiungo altro).
        Di gruppi di ciclisti italiani in fila orizzontale ne ho contati 3 o 4.
        Di pazzi criminali alla guida di auto in autostrada ne ho contati 3 o 4.
        Di automobilisti che dovrebbero rifare la patente e che non avevano un’idea delle più basilari regole del codice della strada ce n’erano a centinaia.

      • Gianni Lombardi ha detto:

        Ti smentisco subito. Certi ciclisti sono dei pazzi fuorilegge. Ma non costituiscono il pericolo rappresentato dalle auto e altri veicoli a motore. Lo dimostrano le statistiche sugli incidenti stradali.

        Inoltre dici: “Il diverso livello di pericolosità me lo saluti, quando mandi un “ciclista” di sei anni (o un gruppo di 6 invasati col mito della velocità) su una circonvallazione.”

        La pericolosità della circonvallazione è determinata dalle auto, non dalle bici. Se in una circonvallazione circolassero solo bici, gli incidenti mortali diminuirebbero a zero, e quelli con feriti sarebbero molto pochi e meno gravi. Il virgolettato conferma quello che dico: È l’auto ad essere pericolosa, non la bici.

  8. GiorgioF ha detto:

    Urca, mi vuoi davvero dire che i ciclisti sono potenzialmente “incidentogeni” proprio come i temuti automobilisti e camionisti ? Questa tua opinione non l’hai però mai manifestata nei tuoi post recenti.
    Forse vorresti dire che il pericolo intrinseco sta nella massa del veicolo ?
    Su questo ci piove poco, direi.

    Attenzione che adesso arriva Stefano Baldini che ti cazzia dicendo che in una circonvallazione dove circolano solo pedoni, ci sono meno incidenti mortali rispetto ad una circonvallazione dove vanno solo biciclette.

    Io queste circonvallazioni per bici e per pedoni non ne vedo (purtroppo).
    Vedo però circonvallazioni e tangenziali stra-usate da vari veicoli di massa molto differente, spesso guidati da perfetti incoscienti.

    Giusto per dire … Se un ciclista pazzo fuorilegge (uno dei pochi che dici tu) fa un rosso pieno (cosa che non fanno mai, ma ipotizziamo) e taglia la strada ad una macchina, che a sua volta per non stirarlo, sbanda e centra la banda cittadina di Abbiategrasso uccidendo in maniera brutale il basso tuba, due trombettieri, il primo violino ed un suonatore di flicorno, la colpa è sempre della macchina, in quanto tale, giusto ?
    certo se la persona invece di una macchina avesse avuto una city bike, al massimo avrebbe contuso il basso tuba; purtroppo ci sono persone che per svariati motivi devono usare ancora questi mezzi anacronistici.

    • Gianni Lombardi ha detto:

      Vero. Ma i ciclisti pazzi fuorilegge sono meno degli autisti pazzi e fuorilegge. Inoltre il problema è che gran parte degli spostamenti in città sono inferiori ai 5 km (ergo molti sono di 500 m/1km). Almeno il 30% di questi microspostamenti POSSONO essere fatti a piedi o in bici con grandi vantaggi per tutti.

  9. GiorgioF ha detto:

    La percentuale del guidante pazzo fuorilegge è la stessa. Semplicemente circolano più auto che bici, per cui è statisticamente più facile trovare l’automobilista delinquente.
    Quando si avvereranno tutti i suoi desideri (ed anche i miei) ed in città circoleranno più bici che auto, la statistica si ribalterà.
    Oppure vuoi sostenere che il ciclista è intrinsecamente meglio dell’automobilista ?
    Non credo proprio che tu voglia azzardare questa ipotesi.
    Concordo che molti spostamenti potrebbero essere fatti a piedi o in bici, sul numero non saprei.
    certo che ci sarebbero da considerare molte variabili: chi porta i figli a scuola, chi deve spostare un anziano, chi per lavoro deve portarsi dietro un paio di valigette molto pesanti, chi vive in un posto non in pianura, chi deve prendere vie trafficate, chi non può farsi una doccia quando arriva in ufficio, chi non sa dove mettere la bici quando lavora, chi per lavoro deve spostarsi a fare assistenze, chi chi chi …

  10. GiorgioF ha detto:

    Un altro mattoncino.
    Non parlo io sotto mentite spoglie, ma qualcuno che di viabilità se ne intende un po’ più di me.
    Interessanti i commenti dei ciclisti.
    http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_ottobre_27/appello-pisapia-ciclisti-dovete-rispettare-regole-fb2ae65e-5dc4-11e4-8541-750bc6d4f0d9.shtml

    Ciao

    • Gianni Lombardi ha detto:

      Se Pisapia dovesse fare lo stesso appello agli automobilisti, dovrebbe farne 10 al giorno.

      • GiorgioF ha detto:

        Vero, proprio per il discorso numerico che affrontavamo prima.
        Di certo non per il fatto che l’auto sia percentualmente più pericolosa della bici.
        Dai spersonalizziamo la cosa. Non è l’auto o la bici ad essere pericolosa, è il guidatore che fa la differenza.
        Al momento ci sono 10 guidatori di auto per uno di bici (poniamo), al momento la percentuale di ignoranti guidatori in giro sulle strade è di 10 ignoranti/auto e 1 ignorante/bici.
        Qualora un domani ci fosse un cambio (che auspico) e circolassero 5 auto e 5 bici, la percentuale di guidatori ignoranti sarebbe di 5 a 5 …

      • Gianni Lombardi ha detto:

        L’auto È più pericolosa della bici. I ciclisti, mediamente, sono “più ignoranti” degli automobilisti (per andare in bici NON è richiesta la patente e molti ciclisti – bambini, ragazzi, donne anziane – NON hanno la patente) eppure sia per km percorsi sia per numero di spostamenti, le auto fanno più vittime (morti, feriti gravi) in una proporzione 100 a 1.

  11. GiorgioF ha detto:

    Beh su questo c’è poco da dire.
    L’auto fa un rosso e prende in pieno un pedone = un morto (se va bene).
    La bici fa un rosso e prende in pieno un pedone = due contusi (se va bene).

    L’auto è più pericolosa della bici perchè è uno scatolotto di duro metallo del peso di almeno 800 chili, che purtroppo non può scomparire magicamente in situazioni di pericolo.

    • Gianni Lombardi ha detto:

      Esatto. Con la differenza ulteriore che le bici che investono i pedoni sono molto più rare (percentualmente e in termini assoluti) delle auto che investono i pedoni. Nel 2012 ci sono stati 564 pedoni investiti e uccisi da auto. Pedoni investiti e uccisi da bici: zero. Pedoni feriti da biciclette: 365. Pedoni feriti da veicoli a motore: oltre 20.700. (dati Istat) I QUADRICICLI (a motore), che sono pochissimi rispetto alle bici, hanno investito 358 pedoni.

      • GiorgioF ha detto:

        Nunununu
        Le bici che investono i pedoni non sono più rare percentualmente, ma in valori assoluti.
        Cioè poniamo 100 investimenti fatti, ce ne sono 99 fatti da auto ed uno da bici.
        Questo non vuol dire che percentualmente siamo 99 contro 1.
        Bisogna valutare bene i numeri … Se circolano 99 auto ed una bici, le percentuali sono le stesse.
        Purtroppo non ho trovato nulla in merito, ma mi piacerebbe sapere gli spostamenti quotidiani in percentuale in una città medio grande (ad esempio qualcosa come a Rimini ogni giorno circolano 10000 auto, 1000 moto, 5000 scooter e 2000 biciclette).

        Poi se parliamo di come vanno a finire gli incidenti, di sicuro c’è una bella differenza.
        Oltre all’esito (di solito ben diverso) bisogna considerare il fattore “furbizia”.
        L’esito è quasi sempre meno cruento (anche se lo spiega lei alla povera vecchietta morta dell’articolo di Pisapia che è una aberrazione statistica) e per questo viene anche sistematicamente meno denunciato.
        Troppe volte chi viene investito da un’auto (pur se non si è fatto assolutamente nulla), per motivi “assicurativi” subisce gravissimi traumi.

        Sia chiaro che sugli incidenti si scherza poco.

  12. f2ilbardo ha detto:

    “per tenere a freno la pericolosità delle auto”
    Mmmmh no. Il codice della strada nasce semplicemente per proteggere TUTTI quelli che usano la strada, siano questi pedoni, camionisti, ciclisti, automobilisti o motociclisti. Il motivo per cui nascono quando prima non ce n’era bisogno non ha nulla a che vedere con l’invenzione dell’automobile, ma semplicemente con il numero di persone presenti in strada contemporaneamente. Storicamente i primi codici della strada risalgono a molto prima della nascita dell’automobile.

    Detto questo, è perfettamente vero che chi conduce un automobile deve rendersi conto di avere sotto il sedere una potenziale arma. Ma è altrettanto vero che siamo tutti umani. E come tali è possibile fare errori. Per questo non è solo una questione di “mi sorpassa un auto: il conducente DEVE stare attento e DEVE tenere la distanza”, ma anche una questione di “mi sorpassa un auto: devo rendergli il sorpasso più veloce e comodo possibile perché più tempo gli faccio perdere, più complessa la manovra che deve fare, più aumenta il rischio che sbandi o faccia un errore ed io ci rimanga sotto”.
    Per questo non capisco quando uno in bici gira un gruppi grossi. Non è tanto una questione di pericolosità per gli altri ma per se stessi. Girare in gruppi grossi significa rischiare di più. Il fatto che il codice della strada non sia specifico a riguardo o il fatto che gli automobilisti che incontri debbano essere comprensivi o meno, non toglie il fatto che girando in gruppo metti maggiormente a rischio te stesso e la gente con cui sei in gruppo.
    Prima dei diritti e dei doveri viene il buon senso, no? 🙂

    • Gianni Lombardi ha detto:

      Ok. Chi l’ha detto che stare in gruppo sia più pericoloso che stare in una lunga fila indiana?

      Per quel che riguarda il sorpasso di veicoli a due ruote, ti invito a guardare questo filmato. È fatto sulle moto, ma in base all’esperienza comune di molti ciclisti riguarda anche le bici. https://benzinazero.wordpress.com/2014/10/29/motociclisti-scooteristi-e-pericoloso-stare-troppo-a-destra/

      • f2ilbardo ha detto:

        “Chi l’ha detto che stare in gruppo sia più pericoloso che stare in una lunga fila indiana?”

        Pura e semplice logica. Se qualsiasi tipo di evento provoca uno sbandamento di qualsiasi genere in un gruppo di ciclisti, è molto facile che quello sbandamento si propaghi nel gruppo provocando cadute o peggio. Non dico che devi aver vissuto un’esperienza personale, ma ti basta guardare un qualsiasi evento sportivo ciclistico. Dove avvengono la maggior parte delle cadute? Nel gruppo. Perché se cade uno si porta dietro tutti quelli che sono intorno a lui. Il concetto è lo stesso.
        E’ lo stesso principio logico per cui quando si evacua un luogo fanno camminare in fila indiana e non lasciano che la gente corra a caso verso l’uscita. Lo stesso principio per cui in autostrada le auto guidano su 3 corsie in fila e non a casaccio zigzagando in mezzo alla strada.

        Riguardo al video, non capisco cosa vorresti dimostrare. Nel video l’auto fa un errore perché quando si sorpassa è obbligatorio tenersi larghi abbastanza per evitare collisioni accidentali con il mezzo che si sorpassa, l’autobus sbaglia anche lui perché non si sorpassa un mezzo che a sua volta è in sorpasso.
        Se vuoi prendere esempi di errori che si possono fare, facciamolo: immagina un automobilista che sorpassa e, al momento dell’affiancamento con il mezzo che sorpassa, perde il controllo del mezzo e sbanda leggermente a destra. Se stesse sorpassando in modo corretto un ciclista o un motociclista solo alla meglio non succede nulla, alla peggio tocca il ciclista o il motociclista provocando un incidente che coinvolge una singola persona. Se stesse sorpassando un gruppo di ciclisti, oltre ad essere più probabile l’incidente perché lo spazio di sorpasso sarebbe inferiore, in caso di incidente coinvolgerebbe tutto il gruppo.

        Quindi, di nuovo, perché girare in gruppo dovrebbe essere più furbo o più sicuro?

      • Gianni Lombardi ha detto:

        Per due motivi: 1. È più visibile; 2. L’automobilista è costretto a sorpassare in modo consapevole.

        Sulle strade extraurbane gran parte degli incidenti che coinvolgono ciclisti sono causati da auto che tamponano o agganciano o fanno sbandare il ciclisti passando TROPPO vicino (come nel video). I casi di automobili che investono gruppi sono molto più rari (anche se fanno notiza) e spesso sono dovuti a eccesso di velocità dell’automobilista.

      • f2ilbardo ha detto:

        Lasciando perdere la visibilità (effettivamente un gruppo è più visibile ma la visibilità è un problema solo in situazioni estreme come di notte o con brutto tempo), il discorso dell’automobilista che sorpassa in modo più consapevole non sta in piedi. Un automobilista che sorpassa stretto sta violando il codice. Fine. Non ha senso dire “violo il codice della strada anche io creando una situazione pericolosa così gli altri non violano il codice a loro volta”. E’ insulso. Sarebbe come se io dicessi “odio quelli che tengono gli abbaglianti accesi di notte perché vedono male, quindi giro con un faro da stadio montato sul tettuccio dell’auto per costringerli a spegnere gli abbaglianti”. 😀 😀
        Anche le statistiche contano poco. Il motivo per cui sono molti di più i casi di ciclisti investiti da soli e non in gruppo è che semplicemente sono molti di più i ciclisti in giro da soli e/o in piccoli gruppi che stanno in fila come da codice stradale rispetto a quelli in giro in gruppi grossi!

        Io quando sono automobilista sorpasso sempre tenendomi largo e se mi trovassi di fronte un gruppo di bici non sorpasserei e probabilmente suonerei il clacson finché non si dispongono in linea. Perché so per certo che sorpassare un veicolo crea una situazione di potenziale pericolo COMUNQUE. Se nel sorpasso sono coinvolti 2 veicoli, hai solo 2 persone di cui preoccuparti. Se nel sorpasso sono coinvolti 20 veicoli, io devo preoccuparmi di 19 persone che potenzialmente possono fare qualcosa di stupido. Quindi suono il clacson finché non mi trovo in una situazione di sicurezza maggiore.

  13. Pingback: sotto lo sguardo del giornale | piombino in bici

  14. Gianni Lombardi ha detto:

    Qualcuno ogni tanto dice anche che “l’auto è più sicura”…

    Violento scontro tra auto sulla Jonio-Tirreno a Cinquefrondi: sei morti ‹ Giornale di Calabria http://owl.li/ElY8q

    “I mezzi, secondo la testimonianza di alcune persone sul posto, sono completamente distrutti tanto che è stato difficile riuscire ad accertare il tipo di automobili. […] Le operazioni sono particolarmente difficili perchè i due mezzi sono completamente distrutti ed ancora non si è riusciti a trovare i documenti delle sei vittime.”

  15. StefanoC ha detto:

    A quelli che dicono che pedone investito da auto o bici tanto e’ uguale perche’ chi va in bici parla da innamorato e non razionale, ricordo la semplice legge fisica Energia (d’impatto, o da dissipare coi freni prima dell’impatto)= 1/2 massa per velocita’ al QUADRATO. La massa di un ciclista raramente supera i cento chili. La massa di un’auto raramente sta sotto i mille chili. E quindi partiamo da uno scarto uno a dieci come minimo, ma spesso e’ il doppio o triplo visto l’abbondanza di SUV. MA cio che fa la differenza e’ la VELOCITA’. Il ciclista sportivo potra’ andare anche a novanta all’ora su una lunga e ripida discesa, ma state certi che non lo fa se non e’ arcisicuro di non cadere o impattare con qualunque tipo di ostacolo, perche’ il primo a rimetterci le penne e’ lui. Si chiama semplice spirito di autoconservazione. Lo stesso spirito che impedisce a chiunque di andare sulle tangenziali, quindi l’esempio del bimbo di sei anni che ci va e muore subito e’ fuori luogo. Se non avessimo l’istinto di autoconservazione saremmo morti parecchie volte al giorno senza nemmeno uscire di casa. E per quelli che dicono Eh ma io vedo i pazzi ciclisti sulle tangenziali beh guardate queste mappe frutto di MILIONI di ciclisti REALI di tutta europa a maggio 2015 http://www.cyclingchallenge.eu/gps-data-collection
    Nessuno, guardate Roma, va sulla tangenziale est. Fanno percorsi dettati dallo spirito di sopravvivenza combinato piu’ semplicemente dalla ricerca del percorso piu’ breve. Perche’ i ciclisti vanno comunque piano. 20 all’ora e’ gia’ raro che venga superato. Un’automobilista anche in citta’ raramente scende sotto i 40. E la differenza di pericolosita’, per la legge fisica di energia cinetica di cui all’inizio, non e’ doppia, ma e’ QUADRUPLA. quindi gia’ siamo ad un fattore QUARANTA (minimo) di scarto di pericolosita’ (non totale: solo quella di partenza, energia cinetica o potenza d’impatto, poi fate tutte le considerazioni che volete). Quindi il ciclista per superare in pericolosita’ l’automobilista deve essere, Dio solo sa come, CINQUANTA VOLTE PIU” DELINQUENTE. E se, come e’ normale che accada, lo scarto di velocita’ ha un fattore tre (15-45 km/h, per esempio) lo scarto di energia ha un fattore nove. DICIAMO QUINDI CHE SI PARTE DA UNO SCARTO DI UNO A CENTO. E’ per questo motivo che il ciclista non paga alcuna assicurazione di RC. E’ cosi’ bislacco (poi l’uomo che morde il cane fa sempre notizia) che la scarsa energia cinetica faccia seriamente male a qualcuno che il rischio si avvicina veramente a zero. Ora, cari automobilisti di citta’ AD OGNI COSTO (non tutti: anche io non sono un fanatico, se devo portare roba molto ingombrante uso come e’ ovvio una macchina) ma vi assumente il rischio di essere cento volte piu’ pericolosi, per ottenere cosa? Siete cento volte piu’ veloci? No di certo. NE vale la pena?
    Poi, se guardate le mappe e le sovrapponete alla mappa delle scarse ciclabili di Roma vi accorgete che si, molte ciclabili sono meno affollate di tante strade. Perche’ chi fa e progetta le ciclabili non ha la piu’ pallida idea di dove siano, come si guidi una bici, di cosa abbia bisogno, come sagomarle per aiutare la sicurezza. Si tratta di ingegneri o architetti assolutamente non formati e che soprattutto non hanno mai messo il sedere su un sellino, e che comunque se ne fregano perche’ pensano che saranno usate da pochissimi eccentrici, non da loro stessi, dai loro parenti, amic, conoscenti, datori di lavoro, politici. Pensano di dover costruire una specie di autostrada dei puffi. Immaginate un ingegnere che non sa guidare ne’ e’ mai stato su un’automobile che progetta un’autostrada…voi la percorrereste?

  16. Giovanni ha detto:

    Ci sono molti che parlano male dei ciclisti , senza tener conto che ci sono due categorie di ciclisti,
    coloro che usano anche altri mezzi, e coloro che sono ciclisti a tempo pieno ogni giorno anche d’in-verno.I primi ritengono di avere diritto di fare quello che vogliono e si riconoscono subito,mentre gli altri sanno benissimo che questo comporta dei rischi anche gravi,perciò stanno più attenti onde non subire conseguenze.
    Sarebbe ora che tutti rispettassero la vita degli altri e riconoscessero i loro diritti come fanno nei Paesi civili,ma purtroppo per la strada ci sono anche i criminali che per il loro egoismo mettono fa-
    cilmente in pericolo la vita degli altri, e non pare che ci sia la volontà di toglierli dalla strada,per risolvere il problema alla radice costi quel che costi senza se e senza ma.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...