Grandi città nel mondo che hanno ridotto l’uso dell’auto privata o hanno strategie per ridurlo, fino a zero.

Più auto, più traffico. Solo riducendo le auto si riduce il traffico.

Molte grandi capitali del mondo hanno operato una serie di scelte urbanistiche per ridurre l’uso dell’auto privata, e nel caso di Amburgo ed Helsinki si pongono l’obiettivo di portare la presenza di auto private in ambito cittadino a zero entro un certo numero di anni.

Qui l’indice delle 20 città più ciclabili (aggiornato al 2013):

  1. Amsterdam
  2. Copenhagen
  3. Utrecht
  4. Siviglia
  5. Bordeaux
  6. Nantes
  7. Anversa
  8. Eindhoven
  9. Malmö
  10. Berlino
  11. Dublino
  12. Tokio
  13. Monaco di Baviera
  14. Montreal
  15. Nagoya
  16. Rio de Janeiro
  17. Barcellona 
  18. Budapest
  19. Parigi
  20. Amburgo

Nessuna grande città italiana è fra le prime venti, nonostante il clima generalmente favorevole e il fatto che normalmente le città italiane sono di piccola estensione geografica, con strade strette e pianeggianti. Uno dei paradossi italiani è che più si va a sud e meno si usa la bicicletta, con una scusa o quell’altra, fra amministrazioni poco sensibili e commercianti tenacemente contrari per il timore di un calo del volume d’affari se si scoraggia il traffico automobilistico e la sosta selvaggia.

In realtà l’esperienza italiana e internazionale dimostrano che ciclabilità e pedonalizzazioni fanno aumentare il valore immobiliare e commerciale delle zone che vi sono sottoposte.

* AGGIORNAMENTO – Anche Oslo ha deciso di eliminare totalmente le auto dal centro cittadino, in questo caso entro il 2019.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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12 risposte a Grandi città nel mondo che hanno ridotto l’uso dell’auto privata o hanno strategie per ridurlo, fino a zero.

  1. GiorgioF ha detto:

    Sto diventando una vecchia suocera …
    A New York i parcheggi costano oro e la viabilità è mostruosa.
    Ah già i taxi sono 13.000 (ufficiali) e parecchie migliaia “extra”. La “piccola” metro conta tipo venti linee e i numeri di trasportati annualmente sono esorbitanti.
    Normale d’altra parte pensare che le città europee stiano sempre più pedonalizzando le aree centrali e cercando di fornire alternative con mezzi pubblici. Ne viene un vantaggio al commercio ed alla vivibilità della città. In Italia lo si capirà tra 10/20 anni, come sempre succede.

    Non male l’elenco di città europee “bicycle friendly”, tra cui spiccano le europeissime:
    12) Tokio
    14) Montreal
    15) Nagoya
    16 )Rio de Janeiro
    😉

    Scherzi a parte in Italia il problema è quello di “JohnnyStecchiniana” memoria, del traffico.
    Se si riuscissero a creare alternative serie con i mezzi pubblici e si chiudessero sempre più i centri cittadini e le zone “belle”, fiore all’occhiello del nostro paese, di certo ci guadagneremmo tutti.

    Piccola provocazione (senza non posso stare), se si chiudesse completamente il centro di Firenze alle auto, le bici da corsa (con sopra i famosi pazzi invasati sprinter della domenica) potrebbero circolare o no ?
    Non dico City Bike, “Grazielle”, scatti fissi, tricicli, velocipedi, sai bene a chi mi riferisco.

    Ciao
    Giorgio

    • Gianni Lombardi ha detto:

      Grazie per la segnalazione della svista sulle città europee. Ho corretto. Per quel che riguarda Firenze, raramente le bici da corsa circolano in città.

      • GiorgioF ha detto:

        Su questo asserto ho dei dubbi. Io vedo bici da corsa con “ciclisti sportivi replica” girare sempre in ogni città che vedo..

  2. GiorgioF ha detto:

    Questo articolo non è male …
    http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/2014/10/24/se-gli-italiani-facessero-sport-il-governo-risparmierebbe-3-miliardi/
    Al di la dei risparmi che sono come sempre virtuali, ci guadagnerebbe la salute.

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