Complicazioni e burocrazia. L’idea di Assoedilizia (e il PD e l’Ania) per la sicurezza stradale.

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Una proposta semplice e lineare.

In Italia l’Ufficio Complicazione Affari Semplici non dorme mai. In questo caso opera tramite Assoedilizia che, a fronte di un singolo incidente mortale di una bicicletta che ha investito un pedone a Milano  propone l’adozione della targatura obbligatoria per le biciclette. Una proposta che, a quanto pare, con grande lungimiranza caldeggia da anni. L’incidente avvenuto è deprecabilissimo e disgraziatissimo e in generale il pedone andrebbe rispettato di più anche dai ciclisti. Ma va notato, anche a proposito dell’appello del sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che analoghi incidenti, quando sono protagonisti auto e furgoni, avvengono con ben altra frequenza: un pedone viene ucciso una volta alla settimana nel milanese, e una volta al giorno in Italia.

Alcuni fatti a proposito della proposta di Assoedilizia:

  1. La targa per le bici non esiste in nessun paese europeo.
  2. Era prevista in Svizzera, ma tale obbligo è stato abrogato nel 2012.
  3. Esisteva una targa comunale per biciclette in Italia prima della prima guerra mondiale.

Altri fatti:

  1. Le auto hanno l’obbligo di targa dai primi decenni del secolo scorso.
  2. Per guidare l’auto occorre la maggiore età in quasi tutti i paesi del mondo.
  3. Sempre in quasi tutti i paesi del mondo, per guidare l’auto occorre conseguire un apposito permesso di guida, chiamato in Italia “la patente”.
  4. Le auto sono sottoposte ad assicurazione obbligatoria a protezione dei danni causati a terzi da diversi decenni.
  5. Per prevenire, nei limiti del possibile, gli incidenti automobilistici, tutti i principali paesi del mondo si sono dotati di una complessa normativa, in Italia il Codice della Strada, e una complessa segnaletica stradale, che prima dell’apparizione dell’automobile sulle strade del mondo erano entrambe molto più semplici o quasi inesistenti.

Al contrario, la bicicletta può essere usata sin da bambini, senza particolari formalità, in tutto il mondo (dove peraltro l’educazione stradale viene spesso insegnata a scuola, a differenza dell’Italia).

Ciononostante, ovvero nonostante tutte queste cautele che invece vengono risparmiate ai ciclisti, la gran parte degli incidenti sulle strade, mortali o con feriti gravi, sono causati da veicoli a motore, e vedono gli automobilisti e i loro passeggeri trasportati come principali vittime. Non solo, se si prendono in esame solo gli incidenti auto-bici, secondo uno studio della Polizia di Toronto su 2572 incidenti la responsabilità dell’incidente è nel 90% dell’automobilista, spesso imprudente o disattento.

Se non lo fa nessuno, deve essere un’idea originale…
In questo panorama, qual è la ricetta di Assoedilizia, l’associazione dei proprietari immobiliari? Creare oneri burocratici unici in Europa e forse nel mondo, istituendo una specie di Pubblico Registro delle Biciclette, comunale o nazionale, e targando ogni bicicletta circolante sul territorio nazionale.  Aggiungendo a chi va in bicicletta e chi le vende costi e oneri. Invece di preoccuparsi della semplificazione dell’ossessiva e malfunzionante burocrazia che affligge l’edilizia italiana e i proprietari immobiliari italiani, Assoedilizia si preoccupa di estenderla ai settori che ancora non ne sono toccati. Qui, in proposito, alcune osservazioni e domande più specificamente legali e normative di Jacopo Michi, avvocato fiorentino e socio FIAB.

Quale vantaggio comporterebbe la proposta di targatura? Multare i ciclisti che vanno sui marciapiedi e quelli che vanno contromano, concentrando lì le risorse della vigilanza urbana invece di perseguire parcheggi in seconda fila, eccessi di velocità, sorpassi pericolosi, parcheggi su marciapiedi e strisce pedonali, violazioni tanto comuni quanto spesso impunite.

Da notare la specialissima logica: UN incidente mortale? Il problema sono i ciclisti sui marciapiedi.
Un ciclista giovane e imprudente investe una signora anziana sulle strisce bianche: ovvero un ciclista sta circolando sulla sede stradale un po’ troppo velocemente oppure in modo distratto e NON rispetta il diritto di precedenza del pedone. Infrazione che gli automobilisti compiono in Italia migliaia di volte al giorno, e con esiti mortali diverse centinaia di volte l’anno.

E il problema quale diventa per alcuni commentatori e per gli autori della proposta? Il dramma numero uno della viabilità italiana: i ciclisti sui marciapiedi. Perché, citiamo testualmente: “L’episodio più tragico si aggiunge alle molte decine di casi, non denunciati, di incidenti ciclista-pedone dalle conseguenze, per fortuna, non letali.” Cioè – a fronte di oltre 3.600 morti e 250.000 feriti gravi, con invalidità e ricoveri ogni anno a causa dei veicoli a motore  con “molte decine di casi, non denunciati” secondo Assoedilizia il problema sono i ciclisti sui marciapiedi. Da risolvere con una “targatura” oggi unica al mondo.

La proposta di Assoedilizia è un chiaro esempio del modo astratto di ragionare di una certa classe dirigente italiana.

Qui la risposta dell’avvocato Jacopo Michi, di Fiab Italia.

AGGIORNAMENTO – La proposta di targare le bici viene ripresa anche da un consigliere regionale lombardo, che dimostra così una certa incompetenza sull’argomento, oltre al consueto fascino del legislatore italiano per le complicazioni non necessarie.

La proposta viene ripresa anche dall’Eco di Bergamo, con un sondaggio online. In Italia quando è possibile complicare le cose, i sostenitori non mancano mai.

La notizia della proposta viene ripresa anche da Repubblica.

Qui le considerazioni su Bikeitalia. In fondo al post un link su un’analoga proposta di targa delle biciclette fatta in Giappone nel 2012 (post in inglese).

AGGIORNAMENTO 2 – Se la targa secondo Assoedilizia può risolvere il problema delle bici sui marciapiedi, come ci spiegano il fenomeno milanese delle moto sui marciapiedi? Il 67% dei motociclisti a Milano parcheggiano sui marciapiedi — eppure hanno targa, patente e assicurazione obbligatoria…

AGGIORNAMENTO 27 novembre 2016. – Nuova e confusa proposta di bollo e targa per biciclette da parte del confuso senatore PD Marco Filippi…

AGGIORNAMENTO 3 – 7 gennaio 2016 – Anche l’Ania (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici) propone la targa per le bici…

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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34 risposte a Complicazioni e burocrazia. L’idea di Assoedilizia (e il PD e l’Ania) per la sicurezza stradale.

  1. GiorgioF ha detto:

    La targatura delle biciclette è una cag@t@ pazzesca (voce di Fantozzi parlando della nota corazzata).

    Due piccole note …
    – Quando una bicicletta (guidata da un bambino, da un adulto o da un koala) entra in una strada, è comunque soggetta alle regole del codice della strada. Giusto per capirci, la bici che va in senso vietato commette lo stesso reato della macchina che va in senso vietato.
    – Lo studio non è della polizia di Toronto, vedi uno dei miei commenti all’articolo per capire che studio sia.

    Ciao

    • Gianni Lombardi ha detto:

      Questo è il link al documento originale dello studio. https://benzinazero.files.wordpress.com/2014/09/toronto-police-bike-car-collision-study-item-6.pdf

      Per essere precisi è della City of Toronto’s Transportation Services su dati della Polizia di Toronto.

      Per quel che riguarda la nota sul contromano: nel caso dell’incidente di Milano l’infrazione rilevante è stata non aver dato la precedenza al pedone. Il ciclista avrebbe potuto andare contromano, senza mani, telefonando e sparando in aria, ma se avesse dato la precedenza al pedone l’incidente non sarebbe avvenuto.

      • GiorgioF ha detto:

        Ah per cui come già dissi, il documento (piuttosto datato e comunque di certo significativo ugualmente) non è della polizia di Toronto.
        Per la nota sul contromano, nel caso dell’incidente di Milano, l’infrazione rilevante è il contromano. Il contromano è di molto più pericoloso della mancata precedenza (pericolosa anch’essa).
        Se fosse andato senza mani, telefonando e sparando, (oltre a lavorare al circo) si sarebbe beccato altre tre contravvenzioni.

        Non vorremo dire che se si va in contromano ma si sta attenti, non si fanno incidenti, vero ?

      • Gianni Lombardi ha detto:

        In bicicletta sì: contromano si fanno meno incidenti. http://www.bikeitalia.it/2014/09/08/controsenso-ciclabile-i-comuni-contro-ministero/ Due studi, uno belga e uno tedesco: “Uno studio effettuato a Bruxelles che è durato tre anni (2008, 2009 e 2010) condotto su un campione di 992 incidenti occorsi ai ciclisti ha evidenziato che il 95% di questi è avvenuto su strade prive di controsenso ciclabile, mentre il restante 5% è avvenuto su strade che prevedono il controsenso ciclabile (che pure rappresentano il 25% del totale delle strade). All’interno di quest’ultime, inoltre, i dati dimostrano che l’incidentalità per i ciclisti che procedono in senso unico è doppia rispetto a coloro che procedono in senso contrario.
        Da uno studio tedesco del 2002 emerge che il numero di ciclisti contromano è lo stesso con e senza autorizzazione, che l’introduzione del controsenso eccetto bici non genera aumenti dell’incidentalità, che la sicurezza si gioca in corrispondenza delle intersezioni e che più la strada è stretta, più è sicura.”

      • GiorgioF ha detto:

        Purtroppo non sono riuscito a leggere i due studi (maledette fonti mai rintracciabili …), però mi sembra possibile che su strade con controsenso ciclabile ci siano mooooolti meno incidenti. E’ normale che in una strada dove al massimo si fanno i 30 all’ora e le macchine vanno solo in un senso, la sicurezza venga garantita maggiormente.
        Sono d’accordo con le 3 affermazioni che fai provenire dallo “studio tedesco”. Sicuramente la statistica sarà così. E’ abbastanza logico.

      • GiorgioF ha detto:

        Letti ora …
        Studio in Belgio.
        Anche qui si parla delle strade a senso unico in ambiente urbano (There are 404 km (251 miles) of one-way
        streets with cyclist contra-flow in the Brussels-Capital Region, accounting for 25% of the road network open to cyclists.)
        Urbane o locali nel 91% dei casi (Nearly 91% of them are local access streets (the “local network”).
        La pericolosità per le bici è infinitamente superiore nelle strade a due sensi a maggiore velocità, le nostre extraurbane (chiaramente) e comunque quelle dove si va a più di 30 Km/h.
        Si legge qui: (Of the 992 cycle accidents analysed, 126 (or 12.7%) involved a cyclist travelling (in either direction) on a road with a cyclist contra-flow, entering an intersection from a contra-flow, or crossing an intersection while heading towards a contra-flow. Only 47 accidents out of 992, or 4.7% of all cycle accidents, involved a cyclist travelling against the traffic on a contra-flow.).
        Occhio agli incroci. Questa è la conclusione. Occhio agli incroci e “rafforziamo la segnaletica”.
        Le conclusioni sono chiare: (two conclusions can be drawn on intersections (a) intersections should be properly designed in order to reduce speeds and increase mutual visibility; (b) road users should be encouraged to take greater care when
        approaching an intersection with a contra-flow.).
        Dice road users non auto users …
        Infatti nell'”Incidente di tipo 1″, in 7 casi era colpa del ciclista ed in 6 dell’altro utente della strada.
        Nell'”Incidente di tipo 2″ siamo a 3 contro 3, un pareggio.
        Nell'”Incidente di tipo 3″ c’è sempre un concorso di colpa, dato che entrambi “avrebbero” ragione.
        Nell'”Incidente di tipo 4″, cioè uscita dal parcheggio, viene raccomandato ad entrambi di fare attenzione.
        “Incidente di tipo 5”: pedone-bici, non applicabile in questa mia analisi.
        “Incidente di tipo 6”, neve, strade strette … Poca roba in percentuale. Ininfluente.
        Dicono alla fine che ci sono più incidenti nelle strade aperte al traffico di tutti, magari a due sensi, che nelle strade contra-flow, con flusso per i ciclisti contrassegnato ed evidenziato.
        Poi nelle strade con due file di parcheggi e di conseguenza più strette, si rischiano più incidenti.
        Non sono Belga, ma sono anche io d’accordo, forse tirando ad indovinare ci avrei preso.

        Confermo lo studio in Germania parla SOLO di strade a senso unico urbane con limite dei 30 Km/h.
        Spiega anche chiaramente che la percentuale totale di incidenti su queste strade è irrisoria, come irrisoria è la differenza tra incidenti dei ciclisti che vanno secondo il verso giusto o nel contromano “legale”.
        in compenso c’è una marea di segnaletica orizzontale (che in tutti i paesi del mondo, tranne l’Italia, viene scrupolosamente seguita da chi guida).
        Lo studio d’altra parte non è stato fatto per diminuire i rischi connessi alla circolazione stradale, ma per agevolare l’aumento (auspicato da tutti) del traffico ciclistico in città.

  2. Gianni Lombardi ha detto:

    Qui un incidente del tutto analogo a quello di Milano: un neopatentato non si ferma e investe una macchina dei Carabinieri. Le due differenze? Fortunatamente non ci sono morti, e la reazione, invece di un appello del sindaco, è un sorriso di comprensione per il peccato veniale: “Gli agenti della stradale hanno provveduto ai rilievi e a stabilire l’esatta dinamica dell’incidente che costerà qualche punto in meno sulla patente al giovane neo patentato.” http://www.ilmessaggero.it/ROMA/METROPOLI/amp_8203_neopatentato_non_rispetta_lo_stop_e_investe_pattuglia_carabinieri/notizie/987945.shtml

  3. GiorgioF ha detto:

    Cioè scusa … in questo caso, nonostante ci fossero due auto coinvolte, non ci sono stati problemi gravi, per cui che cosa dimostri ?
    Pensi che se il ciclista non avesse rispettato una precedenza, o tipo un passaggio pedonale, data la fatalità, la vecchietta si sarebbe salvata ? Dubito.
    Se il neopatentato fosse stato contromano, sai che “crocca” dava alla gazzella.
    Li si che ci sarebbero stati i feriti.

    • Gianni Lombardi ha detto:

      Nel caso dell’incidente di Milano l’infrazione rilevante è la MANCATA PRECEDENZA al pedone. Punto. Se investi un pedone sulle strisce bianche, quella è l’infrazione. Andare contromano è solo un’aggravante. Se il ciclista si fosse fermato per far passare la vecchietta, nessuno avrebbe mai saputo che stava andando contromano.

      Nel caso della vecchietta di Milano (che resta un caso rarissimo) secondo me ci sono stati due fattori a pesare: 1. il più GRAVE: La velocità del ragazzo (o la sua distrazione). 2. Non grave dal punto di vista del codice, ma importante dal punto di vista del comportamento e della sicurezza: La signora non ha guardato in entrambe le direzioni prima di passare.

      Non so te, ma a me, da ragazzino, mi avevano insegnato di guardare SEMPRE da tutte due le parti passando la strada, anche se è a senso unico, proprio perché potrebbe sempre arrivare una bicicletta o un ciclomotore dal senso sbagliato.

      • GiorgioF ha detto:

        La legge non dice così.
        Il solo fatto di andare contromano è una violazione del codice della strada bella grossa.
        Per capirci, se il ciclista va in contromano e si ferma per far attraversare una fila di vecchiette e un tutore dell’ordine è in vena di noie, farà la multa al ciclista.
        Se il ciclista va lungo il suo verso e si ferma per far attraversare una fila di vecchiette, il tutore dell’ordine non avrà nulla a che dire e continuerà a non fare le multe alle auto in sosta vietata in mezzo agli incroci.
        Poi se mi vuoi spiegare che nei paesi civili c’è il contra-flow su strade urbane a senso unico ed a velocità ridotta. Non ho nulla da eccepire.
        Al momento (finchè non cambieranno le leggi attuali) per me l’automobilista in contromano, il ciclista che fa un rosso e il pedone che gira con l’ascia per colpire i passanti, sono sullo stesso piano.

      • GiorgioF ha detto:

        Ma anche una macchina può arrivare contromano, fai sempre due pesi e due misure.
        Se la vecchietta (condoglianze) veniva investita da una macchina, facevi le misure se andava ai 30 o ai 50 o ai 100 o dicevi “guarda sto delinquente contromano” ?

      • Gianni Lombardi ha detto:

        Dicevo, per l’automobilista come per il ciclista: “guarda questo delinquente che non dà la precedenza al pedone.” Vivo su una strada a senso unico e di bici, moto e persino auto contromano ne ho viste tante: nel caso di moto e bici, al massimo la moto e la bici si fermano per far passare l’auto. Nel caso di auto che si trovano contromano (è molto raro ma qualcuna l’ho vista), quella in torto semplicemente fa marcia indietro fino al primo passo carrabile e lascia passare l’auto che ha la precedenza.

      • GiorgioF ha detto:

        Non sono d’accordo.
        Il contromano è come il rosso, se si ha fortuna l’incidente non è mortale.

      • Gianni Lombardi ha detto:

        Non sei d’accordo, però gli incidenti frontali contromano sono molto rari (nei sensi unici si va piano, chi va contromano lo fa con mille occhi, non guida all’impazzata). Infatti persino nei contromano più pericolosi di tutti, il classico tizio che guida 10 km contromano in autostrada perché ha sbagliato a entrare, raramente si conclude con uno scontro frontale. Il contromano spaventa di più, ma la mancata precedenza agli incroci nei fatti è molto più pericolosa del contromano.

      • GiorgioF ha detto:

        Se questo galantuomo avesse dato la precedenza alla macchina, le forze dell’ordine potevano facilmente soprassedere sul resto, no ?
        http://www.romagnanoi.it/news/imola/1210601/Trovato-ubriaco-in-sella-alla-sua.html

      • Gianni Lombardi ha detto:

        L’infrazione *rilevante* per lo specifico incidente.

      • GiorgioF ha detto:

        Fonti ?
        Che la mancata precedenza sia super-pericoloso non lo metto in dubbio. Che il contromano sia così tranquillo, fatto da attentissimi guidatori che vanno pianissimo, ho i miei buoni dubbi.
        I frontali contromano comunque non si fanno solo nei sensi unici.

      • Gianni Lombardi ha detto:

        La maggior parte degli incidenti sono impatti laterali.
        Gli scontri frontali avvengono anche in caso di invasione della corsia nei sorpassi azzardati, ma qui stavamo parlando di sensi unici.

      • GiorgioF ha detto:

        Mmm, no.
        Quando c’è un incidente, ti fanno le multe per tutte le infrazioni che vengono riscontrate.

      • Gianni Lombardi ha detto:

        Che lavoro fai? Il burocrate? Parlavo della dinamica dell’incidente, non dell’aspetto formalistico amministrativo delle multe ex post.

      • GiorgioF ha detto:

        Non sono un burocrate, faccio tutt’altro lavoro.
        Sono solamente una persona precisa, che condivide l’80% delle tue affermazioni, ma che non si fa prendere dall’entusiasmo e cerca di viaggiare nei limiti della legge e della legalità.

      • Gianni Lombardi ha detto:

        Va bene, ma in certi casi sei molto teorico e astratto, come molti cultori della legalità in astratto. Inoltre un conto è la dinamica di un incidente (analizzare la quale può servire per la prevenzione di futuri incidenti o per capire le priorità in fatto di pericolo e prevenzione), un altro conto andare a verificare puntualmente le diverse contarvvenzioni stradali e amministrative. Per esempio un’auto perfettamente in ordine può essere non in regola con la revisione perché il proprietario se n’è dimenticato. Amministrativamente è grave, dal punto di vista della dinamica di un particolare incidente può essere irrilevante. Con questo non sto contestando l’eventuale multa: sto dicendo che se la macchina è a posto il dettaglio della revisione dimenticata è un fatto puramente amministrativo e non sostanziale.

      • GiorgioF ha detto:

        Si, ma se mi dici che la colpa del ciclista è del non aver dato la precedenza al pedone e non di aver fatto un contromano, il ragionamento della revisione cade di botto … Dai.
        Se avesse seguito la legge (dato che la legge dice questo AL MOMENTO), il ciclista non sarebbe stato li e precedenza o non precedenza, NON avrebbe fatto quell’incidente.

      • Gianni Lombardi ha detto:

        Stai facendo una ricostruzione da senno di poi. Allora vale anche il discorso “se la signora avesse guardato anche a sinistra prima di passare…” (il codice prescrive anche che il pedone si *assicuri* di poter passare in sicurezza). L’azione critica è quella “SINE QUA NON”: se il ciclista fosse stato contromano ma avesse dato la precedenza, non sarebbe successo NIENTE. Se fosse stato nel verso giusto ma non avesse dato la precedenza al pedone, l’incidente sarebbe avvenuto ugualmente.

      • GiorgioF ha detto:

        Perfetto, è colpa della signora, che proditoriamente ha fatto apposta ad attraversare quando il ciclista passava in contromano.
        Di sicuro era una truffatrice di assicurazioni.
        Questo porta a dire che il ciclista che viene buttato in un fosso dall’automobilista rinscemito, doveva guardarsi alle spalle.
        Ottimo doppiopesismo.
        Comunque chiudo qui la cosa della precedenza/contromano, è una futile ed inutile polemica. I fatti parlano chiaro.

      • Gianni Lombardi ha detto:

        Non inventarti le cose per sola polemica. Chi ha mai detto che è colpa della signora?

      • GiorgioF ha detto:

        Tu l’hai detto:
        [Ti cito]Allora vale anche il discorso “se la signora avesse guardato anche a sinistra prima di passare…”[Smetto di citarti].
        Presumendo che in parte fosse colpa sua, che (sulla base della tua totale supposizione) non avrebbe guardato nella direzione da cui non sarebbe COMUNQUE dovuto passare nessuno, dato il senso unico.

  4. Gianni Lombardi ha detto:

    “Schianto nella notte a Resana: auto distrugge un’abitazione” http://owl.li/DHgpq

    “Forse una distrazione, un colpo di sonno, un malore…”

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  6. Gianni Lombardi ha detto:

    GiorgioF, sei sempre formalista pro domo tua 🙂

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