Sicurezza stradale, i dati Istat 2013

Diminuiscono i morti sulle strade per tutte le categorie di utenti.

È uscito il rapporto Aci-Istat sugli incidenti stradali 2013.

Qui le considerazioni della Fiab, Federazione Italiana Amici della Bicicletta onlus.

Da notare in particolare questa osservazione su tre comuni italiani emblematici, Milano, Roma e Bologna:

  • a Milano le biciclette coinvolte sono ben 1.176 su 17.748 su scala nazionale (il 6,7%) mentre le vittime sono 5 su 251 (l’1,9%), ovvero alta incidentalità (per mancanza di politiche adeguate di mobilità sostenibile a fronte di un aumento dei ciclisti) ma bassa pericolosità (per l’aumento dei ciclisti stessi) 
  • a Roma, dove la mobilità ciclistica è sicuramente inferiore, gli incidenti ai ciclisti sono solo l’1,3% sul totale nazionale, ma quelli mortali sono ben l’8%; ovvero in questo caso ci troviamo difronte a bassa incidentalità, ma alta pericolosità
  • a Bologna, caratterizzata da ciclabilità molto più elevata e politiche più avanzate di mobilità sostenibile,  gli incidenti, in rapporto alla popolazione, sono stati la metà di quelli di Milano, mentre l’indice di mortalità è lo stesso (2 morti nel 2013); quindi trattasi di bassa incidentalità e bassa pericolosità.

Va ricordato che in ambito europeo i numeri italiani dimostrano una più elevata pericolosità delle strade italiane rispetto al resto d’Europa.

E infatti, secondo ACI e Istat:

La distrazione è la prima causa di incidente (16,6%), seguita dalla mancata osservanza della segnaletica (16,2%) e dalla velocità elevata (11,2%).

[…]

“Questi numeri dimostrano che i progetti e le iniziative per la sicurezza stradale danno sempre buoni frutti – dichiara il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani – ma nessuno può gioirne, perché 3.653 croci misurano ancora il fabbisogno di formazione per i conducenti e l’inadeguatezza delle nostre strade. Soprattutto in città bisogna fare di più, ma se il 95% degli incidenti è imputabile al comportamento scorretto degli utenti della strada, continueremo a pagare con il sangue la domanda di mobilità del Paese finché non si attuerà una riforma del sistema educativo dei conducenti: serve un percorso di formazione continua che parta dalle scuole, si consolidi nelle autoscuole e si aggiorni periodicamente con i corsi di guida sicura, prevedendo abilitazioni progressive per auto più potenti”.

Nonostante periodiche denigrazioni o proposte assurde come la targa per le biciclette, leggendo le statistiche non sembra che i ciclisti in genere siano responsabili o causa di un numero particolarmente elevato di incidenti, con rarissimi incidenti mortali causati da biciclette (nessuno o quasi negli ultimi dieci anni, uno nel 2014 a Milano, a fronte di “512 incidenti con 10 morti e 725 feriti” ogni giorno in Italia).

L’unico studio internazionale noto, condotto su dati della Polizia di Toronto, ha verificato che su 2.572 incidenti auto-bicicletta, nel 90% dei casi la responsabilità era dell’automobilista. Prima causa di incidente il mancato rispetto della precedenza (che l’auto doveva dare alla bici), terza causa la famigerata e pericolosissima portiera aperta senza guardare.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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