Polemiche auto-bici. L’obiezione più cretina: “ma tu la usi per divertimento”

La uso per divertimento.

Negli Stati Uniti e in tutta Europa c’è una forte crescita del traffico ciclistico: ciclisti urbani, pendolari in bicicletta, ciclisti sportivi, cicloturisti aumentano sulle strade di Italia, Inghilterra, Francia, Spagna, Germania, Stati Uniti, Nuova Zelanda.

Questa crescita comporta conflitti fra i diversi utenti della strada, che spesso non comprendono le rispettive ragioni se non hanno esperienza diretta e quotidiana di un dato mezzo di trasporto, e non capisce che il problema non è decidere chi ha astrattamente ragione in una data situazione, ma tutelare di più l’utente più debole.

Se metti sullo stesso piano il forte e il debole, non hai fatto un’operazione di equità: hai lasciato più potere al più forte.

Nel dibattito, ci sono ragioni da tutte le parti, ma viene spesso fatta un’obiezione che invece è proprio cretina (e uso il termine non per polemica ma tecnicamente: è proprio un’obiezione cretina, perché dimostra una disinformazione totale sull’argomento) è questa:

chi va in macchina la usa per lavoro o per motivi importanti, chi va in bici ci va per divertimento.

Ecco perché è cretina:

  1. La bici è un veicolo usato anche per lavoro, sia dai numerosi lavoratori che fanno casa-ufficio, sia dagli studenti che la usano per andare a scuola, sia dai pendolari che la usano per andare in stazione.
  2. Usano la bici per divertimento i cosiddetti – e molto stigmatizzati – ciclisti della domenica. Ma se vanno in giro il sabato e la domenica, quanti sono gli automobilisti che in quel momento sono in giro per “lavoro” o per motivi “urgenti”? Andare al supermercato, all’Ikea o in trattoria o a trovare i cugini in auto è quindi un’attività importante e degna di rispetto, mentre andare in bici no? Perché?
  3. I ciclisti sportivi, cioè quelli che per definizione vanno in bici “per divertimento”, raramente lo fanno nelle ore di punta dei pendolari e raramente lo fanno sulle strade dei pendolari.
  4. I ciclisti sportivi che si allenano tutti i giorni invece sono professionisti, semi-professionisti o dilettanti che sperano di diventare professionisti. Quindi LORO vanno in bici per lavoro. Se usare l’auto per motivi di lavoro merita un particolare rispetto, allora anche i ciclisti professionisti meritano un particolare rispetto.
  5. La bici viene usata per innumerevoli commissioni e per fare la spesa, esattamente come l’auto. Andare per negozi in auto è “shopping”, mentre andarci in bici sarebbe “intralcio della circolazione”?
  6. Soprattutto nelle città di provincia la bici, quella normale ma anche nella versione a tre ruote, viene usata da molti anziani come una specie di sedia a rotelle per avere una mobilità che altrimenti a piedi non potrebbero permettersi.
  7. Infine, la bici è il veicolo dei postini, ed è stato il veicolo di vigili urbani, poliziotti, carabinieri e metronotte i quali non sempre sono più efficienti in auto.

La bici, esattamente come l’auto, è un veicolo che viene usato per necessità e per divertimento e che spesso in città è anche molto più razionale, pratica e veloce dell’automobile che invece è ingombrante, cento volte più costosa e, in contesti urbani, spesso anche più lenta.

L’argomentazione “chi va in bici lo fa per divertimento mentre chi usa l’auto lo fa per necessità”, oltre ad essere contraddetta da quasi tutta la pubblicità automobilistica (il “piacere di guidare” è una delle argomentazioni usate in moltissimi spot per vendere le auto) è frutto anche della totale ignoranza e della superficialità con cui molti parlano di bicicletta, di ciclismo, di cicloturismo e di ciclismo urbano.

È frutto anche dell’ignoranza in fatto di viabilità (se l’auto fosse una necessità imposta, chi viaggia per turismo sceglierebbe in massa il treno ogni volta che fosse possibile) e del mercato dell’auto in genere: le auto più costose del mondo vengono vendute proprio per essere usate per divertimento.

Chi è che usa la Ferrari, la Porsche, certi fuoristrada, certi modelli sportivi di automobile, se non per divertimento? Se il divertimento trasformasse ogni veicolo in un veicolo di serie B, chi va in Ferrari dovrebbe dare la precedenza a ogni camion e ogni furgone, sempre.

BMW, "Piacere di guidare".

BMW, “Piacere di guidare”. Il divertimento alla guida viene considerato una motivazione forte per indurre all’acquisto delle auto più costose. (Ed è una motivazione forte anche per la guida irresponsabile…)

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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16 risposte a Polemiche auto-bici. L’obiezione più cretina: “ma tu la usi per divertimento”

  1. f2ilbardo ha detto:

    Ora sono sicuro che sei un troll. Hai preso il mio commento e l’hai volutamente tolto dal discorso per farlo suonare cretino. Se non sai cosa scrivere abbi la compiacenza di stare zitto.

    Ti ripeto il discorso perché evidentemente non ti è chiaro.
    L’automobile è un mezzo di locomozione che la gente prende per raggiungere il più rapidamente possibile e più comodamente possibile la propria destinazione. Non è l’essere in strada che è importante per un automobilista. E’ solo ed unicamente raggiungere la destinazione. Ci sono una piccola percentuale di automobilisti che amano guidare ma la maggior parte non guidano per piacere.
    La bicicletta è un mezzo di locomozione che viene preso PER SCELTA. A parte la piccola percentuale di gente che usa la bici per lavoro, la maggior parte dei ciclisti sono in giro perché vogliono andare in bici. Non è solo raggiungere la destinazione che è importante ma anche il fatto di andare in bici.

    Faccio un esempio idiota così chiunque è in grado di capire:
    immaginate che domani una persona qualsiasi venga da voi e vi dica: “Ti faccio da autista per un anno. Tu non devi più usare ne’ auto ne’ bici. Stai pure seduto sul mio sedile passeggero e fai quel che vuoi ed io per un anno, gratis, ti porto in giro dove vuoi”. Voi accettereste?
    Posso assicurarti che un ciclista non lo farebbe. Perché non usa la bici perché DEVE ma perché VUOLE.

    Non capisco seriamente cosa c’è di difficile da capire. E’ palese che lo stai facendo apposta ora.

    • Gianni Lombardi ha detto:

      Non ho preso il “TUO” commento. È un commento che hanno fatto altri e che, discutendo con gli automobilisti, si sente spesso fare. A me, per esempio, una volta me l’ha detto uno che aveva parcheggiato il furgone sulla pista ciclabile: “Sì ma io sto lavorando, tu sei in bici per divertimento”. Divertimento una mazza: stavo tornando dal lavoro.

      • f2ilbardo ha detto:

        Non stai rispondendo ai miei argomenti. Stai solo parlando aneddoticamente. Gli esempi che hai portato sono esempi praticolari e non generali. Io parlo in linea generale. Mi vuoi dire di preciso cosa c’è di sbagliato nel mio ragionamento spiegandomi esattamente in che modo la maggioranza di ciclisti è in giro perché è obbligato a farlo e/o la maggioranza di automobilisti è in giro per il piacere di guidare?

      • Gianni Lombardi ha detto:

        In generale, l’argomento che un dato veicolo viene usato “Per divertimento” per definirlo di serie B non ha valore. Se avesse valore, dovrebbe averlo anche nel caso della Ferrari e della Porsche, auto che, salvo rari casi, vengono comprate esclusivamente per divertimento. 🙂

      • f2ilbardo ha detto:

        Stai dicendo che i ciclisti in giro non per obbligo sono un numero talmetne tanto ristretto da essere paragonabile alla gente con la ferrari? No, perché mi pare un pelino insulso da affermare.

    • claudio ha detto:

      Vero l’uso della bici è una scelta consapevole mentre quella dell’auto è obbligata dai condizionamenti mentali.. un piccolo esempio: per recarmi al lavoro in bici ci metto 30 minuti esatti da portone a chiusura bici, in auto ce ne vogliono almeno 45.. ma per tutti ci vuole meno tempo in auto perchè è un tragitto lungo.. DEVO usare la bici se voglio arrivare in 30 minuti … DEVO usare la bici se voglio fare anche del movemneto e tenermi in forma, DEVO usare la bici se voglio contribuire a rendere le città più vivibili.. altri SCELGONO di fregarsene dell’ambiente della salute e di chi ci sta intorno .. In quanto all’esempio idiota è esattamente quello che è.. idiota…

      • f2ilbardo ha detto:

        Hai preso l’esempio che meglio calzava la tua argomentazione solo per poter fare il sarcastico. Ma la realtà è talmente ovvia che se la piantassi con l’arroganza ti renderesti conto dei tuoi errori di ragionamento. La maggior parte di noi non ha la fortuna di lavorare a 30 minuti di bici da casa.
        Io lavoro a 45 minuti di auto da casa, 45 minuti di strade di aperta campagna che sono impraticabili in bici in qualsiasi condizione se non con il sole e poco traffico. Non solo: non ho alcun mezzo pubblico che mi porta a lavoro se non 2 autobus che fanno orari solo scolastici. Questa situazione è quella in cui vivono la maggior parte delle persone in Italia. E che quindi, NON PER SCELTA, prendono l’auto.
        Quando vivevo a Milano, essendo molto servita dai mezzi, mi muovevo coi mezzi. Che sono più economici, più comodi e, dato che circolano comunque, rendono la città ancora più vivibile delle biciclette.
        Quindi l’unica situazione dove prendere una bici è più vantaggioso è:
        – lavori a meno di 45 minuti da casa;
        – non ci sono mezzi pubblici;
        – fa bel tempo;
        – non devi portare con te troppe borse e/o pesi.
        OPPURE lo fai perché scegli di farlo anche se non è la soluzione migliore perché preferisci fare così per fare movimento o, nel tuo caso, per poi tirartela nei commenti e fingerti superiore perché tu “rendi la città vivibile”.
        Come vedi, nessun condizionamento mentale.

      • Gianni Lombardi ha detto:

        f2ilbardo, guarda che le tue argomentazioni dimostrano solo che non sai praticamente niente di viabilità e di biciclette.

        Esempio 1. A Viareggio la Regione Toscana stima che ci siano 30.000 ciclisti (su 60.000 abitanti). Molti di questi usano la bici per andare al lavoro e per commissioni.

        Esempio 2. A Copenhagen oltre il 50% degli spostamenti cittadini si fanno in bici.

        Ergo, tanto in Italia quanto all’estero numerosissimi ciclisti usano la bici per lavoro e per commissioni personali.

  2. f2ilbardo ha detto:

    E tanto per rispondere ai tuoi punti (a cui ho risposto già ma probabilmente non hai letto perché sei troppo impegnato a non ascoltare gli altri):
    1. Come ho scritto una piccola percentuale di gente usa la bici per lavoro. Ma è una percentuale minima e quindi non la prendo in considerazione. Così come non prendo in considerazione i tassisti che usano l’auto per lavoro perché sono anche loro una piccola percentuale degli automobilisti.
    2. Nessuno ha mai usato le parole “urgente” o “lavoro”. Ho sempre usato le parole “scelta” e “necessità” che sono cose diverse.
    3. I ciclisti sportivi sono quelli che incontri per la maggior parte in montagna. Il mio commento riguardo al “divertimento” era in risposta ad un tuo post che parlava di un automobilista in montagna che aveva avuto un litigio con ciclisti in montagna. Quindi non capisco perché parli di pendolari.
    4. Non è lavoro, è passione. Io amo scrivere. Vorrei diventare uno scrittore. Questo non vuol dire che ogni volta che scrivo lo sto facendo “per lavoro”. Sto comunque e sempre scrivendo per passione. Se non vieni pagato per farlo NON E’ LAVORO.
    5. Veramente vuoi prendere in considerazione chi va in bici a “fare la spesa”? No, perché davanti a tutti i supermarket vedo sempre enormi parcheggi dedicati alle auto e qualche spazietto minuscolo sempre vuoto dedicato alle bici. Quindi dove diavolo li vedi tutti questi ciclisti che vanno a far la spesa lo sai solo te. Sopratutto sono pazzi, io quando faccio la spesa prendo sempre almeno 3 o 4 sacchetti di roba. Dove cacchio li metti in bici?
    6. Sì, ci sono anche le sedie a rotelle motorizzate che sono usate dalle persone con handicap o quella sorta di motorini grossi usati da persone con problemi di locomozione. E quindi? Secondo te rappresentano la maggioranza dei ciclisti? E soprattutto, secondo te quando si parla di “ciclisti” si parla di loro?!?! Quando parli di automobilisti, parli forse di chi va in giro con l’auto elettrica che fa i 30 all’ora??
    7. E’ una ripetizione del punto 1. Non parlo di chi usa la bici per lavoro, esattamente come tu non parli di chi usa l’auto per lavoro. Si parla di chi va in giro usando auto o bici in modo generico. Andare a cercare i casi specifici solo per aver ragione è un pelino ridicolo.

    • Lara Cconta ha detto:

      anche l’auto non è una scelta obbligata. per molti viaggi (<5km) è sostituibile dalla bici. per altri dai mezzi pubblici. o dal non muoversi proprio (comprare su internet invece di andare al supermercato, scaricare un film inveche che andare al cinema).
      ognuno fa le sue valutazione pratiche (tempo, costo, comodità, flessibilità, isolamento o condivisione forzata degli spazi, esercizio fisico o meno, piacevolezza di viaggiare in un modo o nell'altro) e sceglie di conseguenza come fare i propri spostamenti.

      io ad esempio uso la bici per andare al lavoro, per fare la spesa, per andare in centro per motivi ricreativi. perché è più conveniente dell'auto su tutti i fronti. faccio parte di una minoranza in crescita. perché dovrei essere ignorato?

      • f2ilbardo ha detto:

        “per molti viaggi (<5km) è sostituibile dalla bici."

        Il problema è che la maggior parte dei viaggi che compiono la maggior parte delle persone che vivono in Italia sono superiori ai 5km e solo nelle grandi città sono fattibili coi mezzi pubblici. Quindi la larghissima maggioranza di automobilisti NON HA fatto una scelta. Ha preso l'auto perché era obbligato a farlo.

  3. Carlo Luigi Marini ha detto:

    Lara Cconta, come sempre sono d’accordo con te, un grande. Più tardi darò il mio contributo a questa discussione.

  4. Gianni Lombardi ha detto:

    f2ilbardo dici: “Il problema è che la maggior parte dei viaggi che compiono la maggior parte delle persone che vivono in Italia sono superiori ai 5km e solo nelle grandi città sono fattibili coi mezzi pubblici.”

    Questo lo dici tu. A parte i viaggi in vacanza, la realtà dimostra che la maggior parte degli spostamenti in auto è sotto i 5 km, quindi – salvo il trasporto di nonni paralitici e sacchi di cemento – in gran parte sono spostamenti fattibili in bicicletta. E infatti in Olanda e in Danimarca (che non sono paesi arretrati) la metà di tutti gli spostamenti sono fatti in bicicletta.

  5. nicola ha detto:

    aggiungo il mio commento qui dopo aver letto questa discussione che sembra sia cominciata su un altro articolo.
    In merito al discorso sulla scelta e sulla necessità, credo che, come messo in luce un po in tutti gli interventi, qualunque posizione sia soggetta a facile smentita sia in un senso che nell’altro: ognuno usa la strada per i propri motivi e con lo stesso diritto di usarla quali che siano le ragioni (diletto, obbligo, piacere, dispiacere, varie ed eventuali) e senza che esista una gerarchia in base ad essa (discorso a parte per ambulanze, urgenze particolari, ecc). Non ha molto senso porla in questo termini perché chiunque può portare acqua al proprio mulino senza portare ad una soluzione che invece bisogna trovare proprio perché gli utenti della strada devono, volenti o nolenti, convivere (il discorso sulle ciclabili merita una risposta a sé ma, in breve, servono anche se non sono la soluzione a questo problema). Un ultimo appunto, anche se fatto per assurdo, ma giusto per rimarcare quanto sia inutile come impostazione di discorso: la scusa del “ma io devo lavorare” è mooolto spesso sulla bocca di chi viene ripreso (non bisogna essere dei ciclisti per ricevere questa spiegazione) mentre compie scorrettezze tipo parcheggi a caso, semafori rossi, precedenze ecc ed è molto simile al “ma io tengo famiglia” per giustificare molto altro…
    Personalmente uso la bici in seguito ad un viaggio fatto qualche anno fa. Prima del viaggio non avevo mai usato la bici ma mi sono subito reso conto di quanto fosse vantaggioso in tutti i sensi rispetto a macchina e scooter, che invece usavo regolarmente. Oggi, pur con 3 figli piccoli, ho rottamato la macchina ed in famiglia abbiamo 5 bici ed un seggiolino. Non credo che tutti possano o debbano essere tanto radicali ma sono assolutamente convinto che un buon 80% della popolazione motorizzata possa tranquillamente rinunciare alla macchina almeno nel 70% degli spostamenti senza modificare troppo le proprie abitudini. Riguardo alle abitudini mi sembra scontato che chi usa regolarmente la bici faccia normalmente la spesa più di frequente di un motorizzato e vicino casa piuttosto che nei centri commerciali fuori mano, che usi delle borse da bici o carrellini per i propri carichi, che abbia un cambio appresso se lavora in ufficio ecc… Tutte cose di buon senso ma che si comprendono solo provandole di persona.
    In merito al discorso sul tenere la destra e favorire il passaggio dei più mezzi più veloci, non credo ci sia nemmeno bisogno di tirar fuori il codice della strada che altro non fa che mettere nero su bianco un principio di buon senso. Di solito faccio in modo di far passare rapidamente chi va più veloce di me ma, ovviamente, devo prima mettermi al sicuro e stare il più possibile a destra non è sempre la cosa più sicura. Per esempio (i casi citati non sono esaustivi delle possibilità) a destra l’asfalto è di solito accidentato, molto più che nelle già disastrate strade romane, oppure ci sono troppi detriti, oppure la strada è tanto stretta che una macchina al fianco di una bici ci passerebbe pure ma, talmente vicina da rendere la manovra rischiosa oppure in prossimità di incroci o di una svolta a destra e si vuole proseguire dritto, stare “tutto a destra” manda un segnale sbagliato a chi sta dietro. In questi casi mi sposto verso il centro della corsia indicando ed in modo da far capire di non superarmi in quel momento; in genere dopo pochi secondi torno nuovamente superabile. Raramente, quasi mai, mi capita di andare a fianco ad altri ciclisti (forse perché mi sposto così per le faccende di tutti i giorni e meno frequentemente per scampagnate) ma credo che per un automobilista un gruppo di 4 in fila per 2 o anche 3 (che occupa più o meno lo spazio di una macchina) sia generalmente più rapidamente sorpassabile di una fila indiana di 4 che espone i ciclisti ad un rischio esponenzialmente più alto (il rischio è legato al tempo che ci mette la macchina a sorpassare ed alla distanza macchina-bici) soprattutto se l’autista cerca di invadere il meno possibile la corsia opposta. Ovvio che 50 ciclisti siano un altro paio di maniche ed una situazione del genere credo sia meglio che non si verificasse. Però non si può nemmeno pretendere che l’assembramento si dissolva all’istante. Come per un ingorgo di macchine ci vuole un po di tempo e pazienza affinché ognuno ritrovi il proprio ritmo di marcia.
    (per la cronaca, vivo tra roma e stoccolma, ho usato la macchina anche per portare carichi tra le due città, tanto per dire che di km in macchina ne ho macinati anch’io. In Svezia è anche molto comune fare i pendolari in bici in sicurezza da città e città… in inverno ci sono meno ciclisti ma qualcuno con le chiodate gira sempre)

  6. Pingback: Bicicletta in inverno: piove, fa freddo, non si può… Ma nel Nord Europa non lo sanno. | Benzina Zero

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