Come la Fiat ha insegnato la maleducazione agli italiani

fia seicento 600 sul prato

“Vieni con me sul prato. L’olio e la benzina non sono un problema, e l’erba gode sotto le ruote. Presto questo prato diventerà un parcheggio tutto per noi.”

Ricorre in questi giorni il sessantenario del lancio della Fiat 600, l’auto che ha motorizzato gli italiani. Qui un paio di foto tratte dai materiali pubblicitari dell’epoca. Sopra, l’auto su un prato, in riva al lago, con una coppia intenta a una conversazione fra il rigido e il galante.

Sotto, la 600 al centro di un antico teatro. Il messaggio implicito: con l’auto puoi andare dappertutto. Un messaggio che molti italiani considerano valido ancora oggi, a danno della vivibilità delle città italiane, spesso urbanisticamente inadatte al traffico automobilistico (strade strette, case vecchie senza box e senza posto auto riservato, parcheggio selvaggio per mancanza di spazio…). E infatti in Italia c’è il record europeo di auto per abitante, mentre nelle capitali straniere si fanno progetti per eliminarle dal tessuto urbano.

Seicento in teatro antico

L’auto è sempre al centro della scena. E manda fuori tutti gli altri: pedoni, bambini, anziani, disabili…

Sessanta anni dopo, nel filmato quivsi vede il risultato di una cultura che vede l’auto arrivare dappertutto. Naturalmente è un esempio estremo. Ma, nelle panoramiche totali, è istruttivo confrontare visivamente lo spazio occupato dalle auto, molto superiore allo spazio occupato dalle persone.

Aggiornamento – in una discussione su Facebook qualcuno ha obiettato con insistenza che la foto della 600 in riva al lago non è significativa, perché erano altri anni, non c’era la sensibilità che c’è oggi, ecc. Bene. Sessanta anni dopo, nel 2015, ecco come l’azienda che ha preso il posto della Fiat prosegue l’opera di conquista totale dello spazio pubblico e naturale con l’auto:

Qui altre informazioni sulla Fiat 500 acquatica.

la-500-a-playa-bonita isola dei famosi

2015, sessanta anni dopo il lancio della Fiat 600, il product placement della 500 all’Isola dei Famosi…

Aggiornamento 2: Qui un esempio concreto dei paradossali effetti della pubblicità automobilistica, spesso formalmente ineccepibile, ma suggestivamente ingannevole. A Cuneo un automobilista vuole emulare quello che ha visto in uno spot e tenta di percorrere una pista da sci in suv. Resta bloccato e prende una multa da 800 euro.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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3 risposte a Come la Fiat ha insegnato la maleducazione agli italiani

  1. andrea sechi ha detto:

    Finitela idioti ignoranti di scrivere cazzate assurde senza fondamento logico !!
    Un “auto parcheggiata su un prato non crea nessun inquinamento !
    Per la cronaca dal 1978 presumo in TUTTA Italia tutti gli accessi stradali automobilistici per accedere ad aree verdi dove poter fare una sosta in auto per svago sono stati bloccati e vige pure persino il divieto folle di sosta e di transito per le auto !
    Da quasi 40 anni sono solo quei pezzi di merda di ciclisti privilegiati ,sporcaccioni e maleducati che dispongono di accessi e parcheggi ad aree verdi .
    Dovreste scrivere cosi per correttezza : siamo noi ciclisti maleducati e -privilegiati ad inquinare ed ad imbrattare le aree verdi con le nostre bici e con la nostra spazzatura !
    Faccio un semplice esempio : dal 1980 le auto non possono più accedere né sostare in determinate arre verdi del comune di Venezia dove sono state create strade pedonali per non far accedere le auto .
    Le strade pedonali di accesso alle aree verdi dal 1980 sono diventate tutte piste ciclabili abusive e parcheggio per ciclisti dove poi buttano spazzatura di vario genere !
    Sulle strade pedonali dal 1980 i ciclisti sono pure autorizzati dalla locale Polizia Municipale di Venezia di poter investire od urtare i pochi pedoni in transito .senza avere conseguenze .
    Non ho mai visto dal 1980 ad oggi 2015 nessun vigile urbano di Venezia fermare è multare le migliaia di ciclisti quando compiono infrazioni stradali .
    Persino davanti a ben 2 o 3 feroci pattuglie di vigili urbani qui a Mestre ho visto ciclisti che beati è candidi commettevano numerose infrazioni stradali .
    Nel giro di soli 2 minuti scarsi (aspettavo il semaforo verde ) ho visto ben 3 ciclisti transitare con il semaforo rosso poi ho visto ben 4 ciclisti transitare come pazzi sul marciapiede infischiandosi dei pedoni e infine ho visto ben 4 ciclisti transitare fuori dalla loro pista ciclabile nessuno dei 6 o 7 vigili urbani presenti ha fermato i ciclisti pirati stradali .
    Tutti i vigili urbani hanno fatto finta di non vedere le numerose infrazioni stradali fatte dai ciclisti in centro città a Mestre nella zona del “ex ospedale civile .
    Non multare mai i numerosi ciclisti che fanno infrazioni stradali è sinonimo di ingiustizia sociale e maleducazione .
    P.S.
    Nella stessa strada una settimana dopo ben due stronzi di ciclisti che andavano in direzione opposta sono rimasti vittime di due strani incidenti stradali .
    Un coglione di ciclista è passato con il semaforo rosso ed è andato a sbattere addosso ad un “auto !
    Presumo che l” automobilista che aveva il semaforo verde abbia torto al 100 % cento secondo voi ?
    Dalla parte opposta della stessa strada più in la c” è stato un secondo coglione di ciclista che ha provocato un secondo incidente stradale ed è finito addosso ad un “auto ..
    Il ciclista senza guardare ha svoltato a sinistra abbandonando la sua larga pista ciclabile perché voleva entrare in un senso unico contromano .
    Questi 2 distinti incidenti stradali NON SONO INCIDENTI SONO DA CONSIDERSI SUICIDI STRADALI POICHE SONO STATI PROVOCATI DAI STESSI CICLISTI COINVOLTI !
    QUESTI 2 INCIDENTI POTEVANO ESSERE EVITATI SE QUEI DUE CICLISTI COGLIONI FOSSERO STATI MULTATI DAI VIGILI URBANI DURANTE LE LORO BRAVATE CICLISTICHE !
    ARRABBIATEVI PURE CICLISTI DEL CAZZO !

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    • Gianni Lombardi ha detto:

      Quindi, siccome ci sono alcuni ciclisti maleducati, dovremmo tollerare le auto in spiaggia, quelle sulle strisce bianche, quelle parcheggiate sui marciapiedi, sugli scivoli per i disabili, quelle agli angoli delle strade, le auto in doppia fila “solo un momento”…

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  2. Pingback: San Valentino dei cretini: arenati in spiaggia per una serata romantica | Benzina Zero

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