Bicicletta in inverno: piove, fa freddo, non si può… Ma nel Nord Europa non lo sanno.

Il parcheggio delle biciclette della stazione centrale di Uppsala, in Svezia

Il parcheggio delle biciclette della stazione centrale di Uppsala, in Svezia.  Come si vede da alcuni dettagli dell’immagine, è inverno.

Quando si parla di andare in bicicletta in Italia arrivano subito due o tre obiezioni automatiche:

  1. La bici si usa per divertimento, va bene per andare in giro al parco o nel weekend;
  2. Perché non hai figli. Come fai a portare i bambini e le borse della spesa?
  3. D’inverno non si può: piove e fa freddo.

Come si vede dalla foto sopra, bisogna informare i pendolari, i lavoratori, gli studenti, gli anziani e le mamme del Nord Europa, perché in Olanda, Danimarca, Germania, Svezia, Finlandia e altri paesi dal clima invernale non proprio mite, in molte città molte persone usano tranquillamente la bicicletta anche d’inverno, anche con la neve, usando normali biciclette e indossando normali abiti invernali.

Qui un esaustivo documento dal Winter Cycling Congress 2013, tenuto a Oulu in Finlandia (no, non a Ibiza). Clicca qui per scaricare il pdf: Winter Cycling Cities ton ten timo_perala_top_10_wcc (con le dieci città più ciclabili in inverno).

AGGIORNAMENTO – Qui una serie di consigli utili per affrontare la pioggia in bicicletta.

Copenhagen. Persone normali vestite normalmente. Temperatura: -10.

Mamme cargo bike neve danimarca scuola bambini

Mamme danesi portano i figli a scuola

pista ciclabile sotto la neve danimarca ciclisti urbani

Traffico cittadino in inverno

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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26 risposte a Bicicletta in inverno: piove, fa freddo, non si può… Ma nel Nord Europa non lo sanno.

  1. Claudio C. ha detto:

    Il segreto è il liquido antigelo. Qui lo mettono nel motore, lì se lo bevono 😉
    Le persone che fanno le tre (tra le più classiche) obiezioni sopra devono solo stare zitte.

  2. Proulx Michel ha detto:

    No, ma! Io ho cresciuto in Quebec, negli anni ’60, e si andava a scuola a bici anche d’inverno. Sole le forti nevicate ci obbligavano a prendere il mezzo. Ma il freddo non è che ci dava tanto fastidio: certo meno dalla pioggia!

  3. Alessandro ha detto:

    Mi fa piacere leggere certi articoli, mi fa sentire meno solo e meno pazzo; visto che ho abbandonato l’auto da parecchi anni e che con la bici ci faccio tutto anche la spesa, perfino le confezioni dell’acqua: Sono solo in difficoltà per la pioggia per via dell’abbigliamento vivendo in provincia ho difficoltà a reperirlo.

    • Libra ha detto:

      Fai benissimo a usare sempre la bici Alessandro, ma se posso permettermi ti do un consiglio: non comprare le bottiglie dell’acqua! Sarai più comodo nel fare la spesa in bici e avrai aiutato (ulteriormente) l’ecosistema. Ci sono tante alternative all’acqua in bottiglia: caraffe filtranti, distributori comunali, filtri domestici, ecc.

  4. Carlo ha detto:

    Io abito in Svezia e confermo: io uso la bici tutti i giorni, anche quando fa -20 gradi. Ma anche la settimana scorsa che pioveva e quando tira vento. Gli svedesi hanno infatti un proverbio che recita “det finns inte dåligt väder, utan dålig kläder” cioé “non esiste brutto tempo, solo cattivo abbigliamento”. (in svedese fa la rima peró)

  5. Libra ha detto:

    Tutto giusto e condivisibile. L’unico fattore che non è stato preso in considerazione però è la mancanza di adeguate infrastrutture ciclistiche in Italia. Mentre sappiamo bene che in “Olanda, Danimarca, Germania, Svezia, Finlandia e altri paesi dal clima invernale non proprio mite” la situazione è ben diversa. È un circolo vizioso (poche persone usano la bici da noi quindi fanno poche infrastrutture e siccome ci sono poche infrastrutture poche persone usano la bici da noi) ma a interromperlo dovrebbe essere la lungimiranza dei nostri amministratori (ahimè).

    • Gianni Lombardi ha detto:

      È vero ma spesso l’obiezione che viene fatta in Italia all’uso della bici è proprio l’osservazione che in inverno fa freddo… come se fosse un impedimento insuperabile. 🙂

    • Italo Portesan ha detto:

      Basta iniziare ad andare in bici e le infrastrutture arriveranno. E poi gli amministratori sono quelli che votiamo noi. Ovviamente è molto più comodo dare ad altri la colpa delle nostre inettitudini e pigrizie.

  6. Tony ha detto:

    il vero problema sono le strade ghiacciate e/o innevate, il freddo di per se basta coprisi bene con capi tecnici, purtroppo le chiodate per la bici ancora non esistono !!!

  7. Maurizio Stefanizzi ha detto:

    Lettera Aperta

    Se non è un disturbo avrei il piacere di raccontarvi questa nostra ultima avventura di altre due concluse con successo, auto sostenute con il patrocinio della Frisbeebikes che ci ha dato il mezzo e l’assistenza lungo I viaggi.
    Archiviato e datato il materiale video e fotografico, da realizzare un documentario di cui scriverò un libro, a raccontare: come si viaggia in bicicletta con un cane per migliaia di km tra Italia Spagna e Canaries e scoprire quanto è possibile affrontare lunghi viaggi con una Frisbeebikes e un carrello. Io sono la prova vivente che. SI…PUÒ…FARE!!! Emoticon smile
    Lo slogan riprodotto verbalmente nel primo viaggio vuole essere un simpatico messaggio a riflettere che cambiando tipologia di vita, utilizzando mezzi ecologici qualunque essi siano, faremo felici noi e lambiente e vedere concretamente quanti soldi si risparmiano.
    Lo slogan che per il prossimo viaggio voglio portare ideato da me è:

    +V -B
    Frisbee♡My Life

    che sta per
    +vitamina -benzina
    Frisbee ama la mia vita.
    (IdeaI-ispiratori in disegni di libera fantasia potrebbero esprimersi liberamente per renderlo più significativo il significato).

    I tre viaggi conclusi con successo sono:

    ♢CICLO ECO TOUR
    (22/5/13 – 31/6/13)
    ♡RITORNO ALLA FONTE
    (22/7/14 – 28/09/14
    ♧FONTE DI VENTO ALLE CANARIE DAL SALENTO
    (2/11/14 – 5/1/15)

    Vedi trailer YouTube.

    Io e Kleo abbiamo affrontato questi viaggi documentando il nostro presente che queste traccie nel tragitto ci hanno donato e tolto e spero di renderlo visibile quanto prima per il prossimo progetto: realizzare un video dei tre viaggi, un libro ed essere a disposizione ad invito per circoli ed associazioni culturali sportive ecc. e scuole, a rispondere alle domande dei presenti e con spettacolo finale di artista di strada che sono a completare la realtà dei fatti sotto l’occhio vigile e sapiente della kleo che se non per altro molto più saggia di tanti esseri umani lo è.

    Per spaziare nel passato potrete vedere sempre su YouTube i video di
    “Acoustic Spirit Duo” con la kleo protagonista durante i nostri concerti in strada.

    Quel progetto del viaggio dalla Grecia alla Spagna.
    Sono molto interessato.
    Grazie dell’attenzione.
    Cordiali saluti.

    Maurizio Stefanizzi
    In arte Mimito Sorrydista
    Ambasciatore Eolico museo della bora di Trieste

  8. zioluc ha detto:

    Sono un convinto ciclista urbano d’estate e d’inverno, ma con acqua e neve evito: l’abbigliamento lo potrei anche adeguare, ma la mia bici (normale bici da città da uomo, una “bici del nonno”) sul bagnato frena male e scivola. Voi come fate?

  9. Pingback: Abbigliamento antipioggia in bicicletta | Benzina Zero

  10. Pingback: Perché usi così tanto la macchina? Perché qualcuno ti sta fregando | Benzina Zero

  11. Giovanni ha detto:

    Se prendo la bicicletta in questa stagione per percorrere più di 4 km arrivo a destinazione bagnato, non di sudore ma dalla nebbia, bagnato e avendo respirato una quantità spropositata di smog. Forse in Danimarca mancano questi comfort da pianura padana

    • Gianni Lombardi ha detto:

      Consolati pensando che l’inquinamento, dentro l’auto, è peggio: “Smog: dentro l’auto è peggio che fuori” [Airparif] | Benzina Zero http://owl.li/zHxS307ennX

      • Giovanni ha detto:

        Attivando il ricircolo prima di mettersi in colonna eviti di aspirare gli scarichi altrui.
        Riferendomi al tuo articolo citato, anche un CRETINO capirebbe che per non aspirare l’aria dall’esterno bisogna spegnere l’aspirazione, o attivare il ricircolo.

        La quantità di schifezze assorbite aumenta direttamente con la respirazione, pedalando col fiatone ci si intossica peggio che stando fermi e rilassati

      • Gianni Lombardi ha detto:

        Attivando il ricircolo, semplicemente acceleri l’accumulo di gas tossici all’interno dell’abitacolo. Anche la tua respirazione, in presenza di poco ossigeno, produce monossido di carbonio.

      • Giovanni ha detto:

        Gianni, ho rispetto per il tuo mestiere.

        Sappi comunque che ogni reazione chimica che coinvolge la rottura dell’ossigeno molecolare, soprattutto in presenza massiccia di carbonio (e figuriamoci le reazioni di combustione che prevedono la produzione stechiometrica di diossido di carbonio) genera una certa quantità (più o meno rilevante) di monossido di carbonio.
        La quantità di monossido di carbonio prodotta con il respiro è così ridicolmente bassa che è circa 0.6ppm. La concentrazione di CO nel sangue di un fumatore è compresa fra i 10 ed i 20ppm, arriva a 50ppm nei casi estremi di fumatori accaniti.

        Detto questo, i tuoi blog sono molto interessanti e ti faccio i complimenti. Ma dovresti evitare di scrivere stupidaggini.

    • Italo Portesan ha detto:

      La nebbia e l’umidità in Danimarda. Olanda, Belgio sono superiori a quelle della pianura pasdana. _Te lo dice un pavese trapiantato la

      • Giovanni ha detto:

        Un lombardo non ha idea di cosa sia la nebbia fra padova, rovigo e treviso. Ci sono inverni che non vediamo il sole per due mesi, norvegesi e finlandesi si lamentano dell’inverno artico…

  12. Stefano Bellini ha detto:

    Ricordo che i ns. nonni e magari anche i ns. padri, almeno per quelli della mia generazione, sono sempre andati in bicicletta d’inverno, d’estate, con pioggia, con neve o con nebbia. La “vita comoda” di certi che ora temono la bici, solo perché in cielo c’è un accenno di grigio, è un fenomeno che investe l’Italia a partire da un certo momento storico, più o meno dalla fine dei 70 – inizio degli 80, cioè quando si decide di “rompere” con ciò che s’è sempre fatto per diffondere una falsa, e incompleta, idea di progresso o di civiltà.

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