“Le strade sono state costruite per le auto” – Falso.

tandem for three

Irlanda, 1897 circa.

 

Secondo alcuni il mondo andava a piedi, quando grazie al progresso sono apparse le auto. E quindi furono costruite le strade, dove pedoni e ciclisti erano intrusi.

Non è vero. Anticamente i trasporti avvenivano a piedi, a cavallo e in carrozza. Quando intorno al 1840 in Europa e negli Stati Uniti cominciò a prendere piede il treno per muoversi da una città all’altra, le carrozze a cavalli cominciarono a perdere “quote di mercato”, pertanto perse importanza anche la manutenzione delle strade extraurbane che comunque in genere erano sterrate perché per i cavalli era meglio così.

La bicicletta e il treno precedono l’auto di decenni.
In quello stesso periodo cominciò a diffondersi la bicicletta come mezzo di trasporto personale (veniva chiamata “cavallo d’acciaio”, termine che oggi attribuiamo al treno, grazie alla visione dei vecchi film western). Furono i ciclisti e le associazioni di ciclisti a chiedere alle autorità comunali e statali di creare e mantenere strade piane e ciclabili… sulle quali circa trenta-cinquanta anni dopo si fecero largo con prepotenza le automobili, facendo milioni di morti in tutto il mondo (attualmente, secondo l’Oganizzazione Mondiale della Sanità ogni giorno nel mondo muoiono 3.000 persone per incidenti d’auto, mentre i morti in guerra sono 500, ovvero un sesto).

Anche in Italia il Touring Club Italiano, all’epoca un’associazione di ciclisti, nacque nel 1894, mentre l’Automobile Club d’Italia nacque nel 1905 su iniziativa dei costruttori di automobili che riunirono su base nazionale alcuni circoli automobilistici locali.

Qui l’articolo completo su come in Inghilterra le biciclette hanno aperto la strada alle auto (in inglese).

Probabile che uno sviluppo industriale e urbanistico basato su treno e bicicletta sarebbe stato meno traumatico per l’ambiente e anche per la fisiologia umana, perché l’automobile privata divora enormi quantità di spazio e risorse, restituendo una mobilità inefficiente (in città la velocità media delle auto è inferiore a quella di moto e biciclette) e molto inquinante. Oltre che dannosa per la salute, visto che la sedentarietà è la premessa per molte malattie metaboliche.

Per chi vole approfondire il tema, qui il libro “Road Were Not Built for Cars”, Le strade non sono state costruite per le auto.

 

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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