Ciclisti sportivi: pedalare in gruppo probabilmente è più sicuro che andare da soli

Un gruppo di persone in bicicletta a Roma. Intralcia? No. Al massimo rallenta, e meno di quanto rallentino le auto in un ingorgo. Notare l’auto che cerca di sorpassare, del tutto illegalmente e pericolosamente, nonostante la linea continua doppia. L’antipatia che suscitano i gruppi di ciclisti è irrazionale.

Sui ciclisti sportivi in gruppo ci sono sempre polemiche e questioni. Il Codice della Strada italiano sul tema è vago e poco chiaro: andare in gruppo è vietato, ma andare in coppia appaiati qualche volta sì qualche volta no. Ma in certi casi è sempre consentito: quando uno dei due ciclisti ha meno di 10 anni: cosa che fa presumere che il legislatore ipotizzasse che la maggiore visibilità della coppia di ciclisti fosse un fattore di sicurezza. Inoltre a quanto pare nel Codice della Strada non si dice niente su una casistica che per via logica appare legittima: il caso di sorpasso fra ciclisti, e il caso di uno o più ciclisti che sorpassano una coppia di ciclisti (se qualcuno ha informazioni concrete su questa casistica, è pregato di indicarle nei commenti). Se l’automobilista ritiene di avere diritto a sorpassare una coppia di persone in bicicletta, non si capisce perché un altro ciclista più veloce di loro non possa sorpassarli anche lui, nel rispetto dell’articolo 148 del Codice della Strada (Sorpasso).

Ma, secondo alcuni dati sugli incidenti stradali, i ciclisti che corrono più rischi di morte sono i ciclisti che viaggiano da soli nelle strade di campagna.

Da “Cycling Accidents Facts & Figures – August 2014”, dati sull’incidentalità ciclistica-automobilistica in Gran Bretagna della Royal Society for the Prevention of Accidents:

Molti incidenti avvengono in aree urbane. Quasi due terzi dei ciclisti uccisi o feriti gravemente sono stati coinvolti presso un incrocio, con gli incroci a T con maggiore frequenza. Le rotonde sono particolarmente pericolose per i ciclisti. La gravità delle ferite aumenta con l’alzarsi del limite di velocità: è più probabile che i ciclisti soffrano ferite fatali nelle strade a più elevata velocità. (Ma ) quasi metà delle morti in bicicletta avvengono sulle strade di campagna.

Circa l’80% degli incidenti in bici avvengono di giorno (Inghilterra), quando la maggior parte dei ciclisti è in circolazione. Per i bambini si tratta del 90%. Le ore più pericolose sono i periodi dalle 15 alle 18 e dalle 8 alle 9 del mattino. Gli incidenti notturni sono più spesso fatali.

Più incidenti avvengono in primavera ed estate (da maggio a settembre) rispetto ad autunno-inverno (da ottobre ad aprile). Il rapporto feriti/miglia percorse è più elevato in autunno-inverno (ci sono più incidenti in rapporto alle miglia percorse).

  1. Circa il 75%  delle ferite gravi o fatali avvengono in area urbana 
  2. Metà delle morti in bicicletta avvengono sulle strade extraurbane (rural roads)
  3. 75% avvengono in corrispondenza o nei pressi di un incrocio (spesso a T)
  4. 80% avvengono di giorno
  5. 80% dei ciclisti feriti sono maschi
  6. Quasi un quarto dei ciclisti uccisi o feriti sono bambini
  7. Tre quarti dei ciclisti uccisi hanno ferite gravi alla testa

Questa analisi degli incidenti ciclistici in Gran Bretagna della Royal Society for the Prevention of Accidents è molto accurata. Non vengono segnalati casi di ferimenti o uccisioni di persone che pedalano in gruppo, segno che probabilmente si tratta di un evento raro o relativamente raro. Qualora l’abitudine di alcuni ciclisti sportivi di circolare in gruppo fosse particolarmente pericolosa, probabilmente ci sarebbero provvedimenti ad hoc, almeno in alcuni paesi europei, ai fini della prevenzione (in Italia c’è solo un vago divieto nel codice della strada, e qualche comune che fa campagne di contravvenzioni in proposito).

Da notare che in Gran Bretagna è consentito ai ciclisti viaggiare in coppia, e il Ministero dei Trasporti inglese è molto più attivo di quello italiano nella prevenzione degli incidenti, quindi è improbabile che questo comporti un particolare rischio, salvo suscitare malumore negli automobilisti.

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Il sorpasso di una lunga fila indiana di ciclisti può essere molto pericoloso se l’automobllista non tiene correttamente le distanze (“adeguata distanza laterale”, come dice il Codice della strada).

In sintesi è probabile che i gruppi di ciclisti creino una particolare (e irrazionale) impazienza negli automobilisti ma siano un fattore di sicurezza per la maggiore visibilità. Nel caso dei ciclisti sportivi, è inoltre da contestare l’accusa di “intralcio della circolazione” quando transitano su strade con limite di velocità di 50 kmh perché è impossibile sostenere che un veicolo che circola a 30-35 kmh costituisca un intralcio per veicoli tenuti al limite di 50. Altrimenti costituirebbe intralcio anche qualsiasi rallentamento di auto e furgoni in caso di traffico intenso.

Come si vede nel filmato, confrontando la velocità dei ciclisti sportivi con quella delle auto in senso opposto, difficile affermare che “intralciano la circolazione”.

Il codice della strada italiano andrebbe quindi rivisto per quel che riguarda le fattispecie dei gruppi di ciclisti sportivi, scegliendo con chiarezza una di queste due strade: 1. vietarli del tutto; oppure 2. tutelarli maggiormente con indicazioni più chiare e meglio orientate alla prevenzione degli infortuni.

Il pericolo sulla strada viene dai veicoli veloci, non dai ciclisti, dai pedoni o dai bambini in bicicletta.

Se qualcuno conosce statistiche sulla particolare pericolosità dei gruppi di ciclisti (numero di incidenti, proporzione con gli incidenti generali che coinvolgono i ciclisti, coinvolgimento di pirati della strada, incidenza della velocità automobilistica sulla gravità dell’incidente, ecc) è pregato di segnalarlo nei commenti per l’aggiornamento di questo articolo ed eventuali correzioni o integrazioni.

Qui un articolo molto approfondito sulle ragioni per pedalare in gruppo o in coppia sulle strade di campagna.

AGGIORNAMENTO – Anche L’Eco di Bergamo e Lifegate riprendono il tema: “I ciclisti in doppia fila? Sono più sicuri per tutti” e “I ciclisti che pedalano in coppia non vanno odiati, ecco il motivo”.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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