La tassa degli incidenti stradali: circa 580 euro per ogni italiano. Ogni anno

Presentazione di Alfredo Giordani agli Stati Generali della Mobilità Nuova, Bologna 2015 per la Rete Vivinstrada di Roma che raccoglie 15 associazioni che si occupano di sicurezza stradale. Ecco alcuni punti fondamentali

  1. Nel 1972 in Italia ci sono stati 11.078 morti per incidente stradale (con un parco auto di circa 15 milioni di veicoli); quasi il triplo di oggi: nel 2013 sono diminuiti i morti ma non gli incidenti, né i feriti.
  2. Mezzo milione di morti in totale, con 15 milioni di feriti in 15 milioni di incidenti (dati Asaps 2012) Praticamente il bilancio di una guerra mondiale: si stima che l’Italia abbia avuto 650mila soldati morti.
  3. Politiche di sicurezza stradale da parte delle istituzioni in questo quarantennio:
    – generalmente assenti
    – generalmente sbagliate
    – generalmente insufficienti
  4. Costi degli incidenti stradali: 2% del pil ogni anno (come ordine di grandezza circa 35 miliardi, pari a circa 580 euro per ogni italiano)
  5. Dal 2001 al 2013 calano incidenti, morti e feriti (Istat)
    Osservando l’incidentalità dal 1934 al 2010 (Istat) risulta che il 2001 è stato un anno di incidentalità massima. Quindi prendendo come riferimento il massimo, i valori seguenti sono di diminuzione.Spostando il riferimento indietro, solo i morti diminuiscono. Il numero di incidenti aumenta e aumenta il numero dei feritiPerché diminuiscono i morti? Perché dagli anni ’70 le case automobilistiche, giustamente, si preoccupano di migliorare la sicurezza all’interno dell’abitacolo: cinture, poggiatesta, strutture a deformazione passiva, piantoni dello sterzo che non impalano più il guidatore in caso di scontro frontale, materiali imbottiti anziché duri, spigoli ammorbiditi, plastica sul cruscotto, airbag, sistemi frenanti abs, barre anti intrusione e roll bar.
  6. Dal 1970 al 2000 stato e industria si preoccupano principalmente dei sistemi di sicurezza passiva.
    Sicurezza attiva: previene l’incidente
    Sicurezza passiva: interviene DOPO l’incidente, per limitare i danni (in genere per guidatore e passeggeri)
  7. Interventi dello stato:- 1972: primi autovelox
    1986: casco moto obbligatorio
    1988: cinture obbligatorie (molti anni dopo gli altri paesi europei!)1992: nuovo codice della strada (con l’introduzione della possibilità di consentire il parcheggio sui marciapiedi! C’entra poco con la sicurezza, ma illustra bene alcune logiche legislative)
  8. L’aumento della sicurezza passiva induce un meccanismo psicologico di “compensazione del rischio”: siccome l’automobilista si sente più protetto all’interno dell’abitacolo, adotta, anche inconsapevolmente, uno stile di guida più rischioso.
  9. Infatti dopo il 1971 la mortalità diminuisce ma non il numero di incidenti. Dal 1992 al 2001 c’è un’impennata negli incidenti: diminuiscono i morti, ma aumentano incidenti e feriti. Questo dipende anche dalla enorme crescita del parco veicolare:1971: 15 milioni di vetture
    2001: 41 milioni di vetture (l’Italia oggi ha il record europeo di auto per abitante)Il principale ruolo attivo dello stato italiano è stato incentivare vendita e diffusione d’uso del veicolo più pericoloso sulle strade, anche con le famigerate “rottamazioni” e gli incentivi per l’acquisto di nuove automobili. Ovviamente con l’entusiastica adesione delle case produttrici.“Incidenti stradali: quali le vere cause?” Prof Giancarlo Signorini  (1999)
    “ I dispositivi di sicurezza installati nelle auto e tanto propagandati avessero come scopo principale, anche se non esplicito, quello di vendere più auto e/o di alzare il prezzo delle medesime.”
  10. Dal 2001 incidenti, morti e feriti diminuiscono in modo concorde. Quali le cause:- diminuiscono gli spostamenti: le persone che escono di casa per uno spostamento qualsiasi calano dal’85% al 76% della popolazione.
    – Nel 2012: ulteriore flessione: 1 persona su 4 non esce di casa per un calo di 5,8 milioni di spostamenti di lavoro, e analoghe dimensioni degli spostamenti nel tempo libero.
  11. Nel frattempo ecco i provvedimenti per la sicurezza stradale dello Stato Italiano:
    – Abbassamento del tasso di alcol alla guida
    – Introduzione della patente a punti
    – Sistema di frenatura ABS obbligatorio
    – Aumentati controlli da parte della polizia stradale (spesso con l’accusa di “fare cassa” e non prevenzione)
  12. Nel 2006 giro di vite sulla velocità in autostrada: con l’introduzione del sistema Tutor sulle autostrade i morti dal 2006 al 2009 diminuiscono del 45%
  13. Principale deterrente escogitato dalle istituzioni statali: inasprimento delle sanzioni. (decreto Bianchi  che contiene l’obbligo di segnalazione luminosa delle postazioni di controllo, vanificando in parte l’effetto dissuasivo dei controlli nelle aree non coperte)
  14. Motivi della diminuzione degli incidenti dal 2001 al 2013:
    Diminuzione degli spostamenti
    – Sistemi di controllo elettronico della velocità
    – Opera attiva da parte di alcuni Comuni (talvolta ostacolati dalla legislazione nazionale)
    – Diffusione delle scatole nere che documentano lo stile di guida a fini assicurativi
    – Attività di sensibilizzazione da parte delle Associazioni (non da parte dello Stato)
auto sulla pista ciclabile ponte fiumetto marina di Pietrasanta

Gli incidenti costano.

Lo strumento principale scelto dal cittadino per la propria sicurezza stradale?

Corazzarsi dentro un suv: quota di mercato del suv in Italia 21%. Un’auto su cinque in Italia è un suv, crossover o fuoristrada. Come capita spesso in Italia mancando organizzazione, prevenzione, comunicazione e controllo da parte delle Istituzioni, ci si arrangia. Comprare più auto a causa della carenza di mezzi pubblici, comprare auto più grosse e robuste per salvarsi in caso di incidente.

Come risolvo il problema per me e per la mia famiglia: il suv.

Testimonianza di un agente di polizia locale:

Ho una guida molto prudente e credo con fermezza che viaggiare su un fuoristrada sia più sicuro per me e per la mia famiglia. Sono un agente di polizia municipale e so benissimo cosa sia la sinistrosità: molti degli 8mila morti che ci sono ogni anno sulle strade, sono spesso vittime innocenti di comportamenti altrui”. (2004 – dal sito Asaps)

Del tutto carenti anche campagne di comunicazione da parte delle diverse istituzioni coinvolte. Il governo italiano in fatto di sicurezza stradale conta solo su normative, sanzioni, e informazione spontanea veicolata attraverso giornali e tv. Dal 1970 ad oggi pochissime o inesistenti anche le campagne di comunicazione sulla sicurezza stradale, sull’importanza di rispettare gli utenti deboli, sui pericoli oggettivi della velocità, estremamente sottostimati a livello popolare.

Scarica i documenti della presentazione di Vivinstrada agli Stati Generali della Mobilità Nuova, Bologna 2015:

01 Associazione VIVINSTRADA pres Stati Mobilità Nuova Bologna 2015

02 Associazione VIVINSTRADA pres Stati Mobilità Nuova Bologna 2015

03 Associazione VIVINSTRADA pres Stati Mobilità Nuova Bologna 2015

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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