La grande truffa dell’automobile

Molti pensano che la storia dei trasporti sia andata così: piedi, cavallo, carrozza, treno, automobile, in una marcia verso il progresso scintillante che però si è trasformato nel caos automobilistico che vediamo in Italia.

In realtà le cose sono andate diversamente. Fra il 1850 e il 1900 la rivoluzione dei trasporti era rappresentata dal treno, per collegare le città, e la bicicletta, per gli spostamenti autonomi. L’urbanistica ottocentesca ruotava intorno alle stazioni ferroviarie e lo sviluppo urbano intorno alle linee ferroviarie.

In quel periodo le biciclette erano estremamente diffuse sia per sport, sia per spostamenti di lavoro, incentivando la manutenzione delle strade.

L’apice della tecnologia meccanica era nell’ingegneria ferroviaria e nella progettazione ciclistica. Certe soluzioni meccaniche fondamentali per lo sviluppo dell’auto nacquero nel mondo delle biciclette: la trasmissione a catena,  i cuscinetti a sfera, i pneumatici e le camere d’aria.

Infatti molte industrie automobilistiche sono nate producendo biciclette oppure da fondatori provenienti dal mondo del ciclismo.

Dopo la I Guerra Mondiale cosa hanno scoperto queste aziende? Semplicemente che vendendo un’automobile guadagnavano molto di più che a vendere biciclette, fra prodotto, servizi e indotto. Infatti quando compri un’automobile sei costretto a compiere un sacco di spese accessorie che oggi sono diventate:

  1. Benzina
  2. Olio
  3. Fare la manutenzione programmata (i cosiddetti taglianti) e quella imprevista
  4. Pagare la tassa di circolazione
  5. Pagare una copertura assicurativa
  6. Riparare la carrozzeria in caso di incidente
  7. Pagare il parcheggio
  8. Fare le revisioni ogni due anni
  9. Pagare le multe in caso di infrazioni
  10. Comprare un box o affittare un posto in garage se non si dispone di un posto auto sottocasa
  11. Avviare costosi contenziosi legali in caso di incidente (evento estremamente frequente in automobile: ogni giorno solo in Italia ci sono 500 incidenti con 10 morti e oltre 700 feriti)

Tutte queste spese, a seconda della categoria dell’auto e dei km percorsi, possono andare da 300 a oltre 1.000 euro al mese, laddove le spese per una bicicletta, una volta comprata, si riducono a:

  1. Comprare un buon lucchetto anti ladro
  2. Riparare le forature quando capitano

Sintesi: l’automobile più economica costa cento volte di più di una bici economica.

Critical Mass Berlin

Berlino. Scopri la differenza con il traffico automobilistico…

Dov’è la truffa? Nel fatto che l’automobile è un mezzo di trasporto realmente efficiente solo nelle aree poco popolate. Nelle città è ingombrante e inefficiente al punto che la sua velocità media è paragonabile a quella della bicicletta: 8-10 kmh. Bel risultato per un mezzo di trasporto che costa cento volte di più!

Tutti sanno che gran parte del tempo che si trascorre in auto quando ci si sposta in città si trascorre in coda ai semafori dietro altre auto oppure è dedicato a cercare parcheggio.

Però cento anni di propaganda politica e pubblicitaria hanno convinto moltissimi cittadini che l’auto è indispensabile, anzi è un veicolo di libertà, mentre in realtà in molti casi è solo una costosa tassa volontaria che obbliga a costruire costosissime infrastrutture.

Un grande business. Una grande truffa alle spalle dei cittadini.

Dopo aver sottomesso America ed Europa, l’auto alla conquista della Cina.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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Una risposta a La grande truffa dell’automobile

  1. marco ambrosi ha detto:

    d’accordissimo, ma che te lo dico affà?… 🙂

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