Lavoro e industria. Il governo italiano offre uno sconto a chi compra suv di lusso.

il prototipo di suv Lamborghini. “Ecologico”, in riva a un lago… con le gomme ribassate sulle pietre. In una foto ben sintetizzata l’ipocrisia dell’industria dell’auto.

Secondo questo articolo del Fatto Quotidiano, il governo italiano sarebbe pronto a dare 100 milioni di euro al gruppo Volkswagen per costruire un suv di lusso marchiato Lamborghini in Italia. La promessa è la solita: lavoro e occupazione, anche grazie all’indotto, ecc ecc ecc.

Ci sono però un paio di problemi:

  1. L’industria dell’automobile è un’industria costosa che crea più problemi che vantaggi. Basti pensare che, in 120 anni, nessuna città al mondo ha risolto in modo efficace la mobilità urbana con l’auto privata, anzi l’auto privata crea enormi problemi di inquinamento e degrado urbano, richiedendo inoltre infrastrutture costosissime e ingombranti [chi non è d’accordo può gentilmente citare qualche caso di città in cui gli abitanti si muovono prevalentemente in auto senza problemi di traffico, e ciononostante la città resta vivibile?].
  2. Se il governo regala 100 milioni al gruppo Volkswagen per costruire queste auto di lusso in Italia, si tratta di una sovvenzione che, generando minori costi industriali, in parte verrà girata al cliente finale con uno sconto sul prezzo. In pratica, se l’obietivo fosse realizzare 3.000 esemplari all’anno per raggiungere il punto di pareggio in tre anni con 9.000 auto prodotte, ogni acquirente del suv di lusso riceverebbe circa 11.000 euro di sconto gentilmente offerti dal contribuente italiano. (si tratta di una semplificazione: più probabilmente una parte di quei 100 milioni verranno incamerati come utile dagli azionisti del gruppo. Comunque il principio è valido). Il suv dovrebbe costare, secondo l’articolo, 250.000 euro, per cui lo sconto non sarebbe determinante per indurre all’acquisto… ma ha senso per l’Italia incentivare questo tipo di consumi e questo tipo di produzione con sovvenzioni a fondo perduto?

Naturalmente, per eventuali benefici sociali, tutti i governi del mondo possono incentivare particolari attività sul proprio territorio. Ma se l’obiettivo è creare lavoro e occupazione, probabilmente con quei 100 milioni se ne creerebbe di più investendo nella ciclabilità, oppure nella raccolta differenziata e riciclaggio dei rifiuti urbani, due settori che entrambi generano molta più occupazione, per milione investito, dell’industria “automotive”, che è notoriamente un’industria ad alta intensità di capitale, ovvero dove il costo degli impianti e delle tecnologie è molto grande ed è molto maggiore rispetto al numero di posti di lavoro generati.

Insomma, per le politiche industriali, il governo italiano ragiona ancora con i criteri degli anni 30, quando a costruire le autostrade e sostenere l’automobilizzazione universale in Europa erano due regimi politici non proprio simpaticissimi. Oggi il governo italiano prova una variante: sovvenzionare l’auto di lusso. Grazie al riscaldamento globale, stiamo cominciando a pagare le conseguenze di questa automobilizzazione selvaggia proprio in questi anni, novant’anni dopo.

AGGIORNAMENTO – Come volevasi Dimostrare, il governo conferma i 100 milioni di euro promessi a beneficio di chi comprerà il suv di lusso. Pronti fra cinque anni al salvataggio della fabbrica se il suv non ha successo sul mercato.

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Informazioni su Gianni Lombardi

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