I vigili multano la vittima

Un ciclista di 92 anni viene investito da un’auto “proveniente da tergo non a moderata velocità”, muore dopo giorni di agonia e secondo il giornale viene multato per aver intralciato il traffico:

Secondo quanto ricostruito dai vigili, «nell’effettuare la manovra di cambio di direzione» Gravellone «creava pericolo ed intralcio ad altro utente della strada che arrivava da tergo ad una velocità non particolarmente moderata».

In pratica un veicolo (la bicicletta) viene tamponato da un altro veicolo (l’auto che “arrivava da tergo ad una velocità non particolarmente moderata”), effettuando un sorpasso senza la necessaria prudenza (vedi articolo 148 del Codice della Strada: sorpasso), e i vigili urbani ritengono di dover multare la vittima.

Questo fatto, così come è stato raccontato, è la palese dimostrazione di due cose:

  1. Le numerose ambiguità del Codice della Strada italiano che non tutelano adeguatamente gli utenti deboli della strada (pedoni, ciclisti, motociclisti) rispetto alla prepotenza degli utenti più forti (automobili, furgoni, mezzi pesanti);
  2. L’inconsapevole cultura pro-auto di alcuni addetti della vigilanza urbana, che talvolta si identificano con gli automobilisti trascurando diritti e tutele che, in molti altri paesi europei, spettano a motociclisti, ciclisti e pedoni.

Qui l’articolo di cronaca dal Secolo XIX con i dettagli.

Qui un caso analogo di ciclista vittima di una buca e destinatario di una multa “per non essere andato abbastanza a destra”.

600 pedoni uccisi ogni anno in Italia, quasi sempre per colpa degli automobilisti.

L’Italia ha il record europeo di motociclisti uccisi.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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