Media e politica: tre pesi e tre misure sugli incidenti stradali

La rilevanza mediatica e politica di un incidente stradale dipende da diversi fattori. La nazionalità del pilota è uno di questi

Il 27 maggio 2015 a Roma c’è stato un incidente stradale che rientra nella casistica dei “pirati della strada”. Ha causato un morto, otto feriti, una caccia all’uomo e successivamente cortei di protesta, scalpore nazionale e dichiarazioni di importanti uomini politici. Motivo: l’auto era occupata da tre rom, due dei quali ancora ricercati dalla polizia.

Come mai altri incidenti simili non creano altrettanto scalpore? Qui un altro caso di pirata della strada altrettanto grave e analogo per dimensioni: 5 auto coinvolte, 3 feriti, un ragazzo quindicenne ucciso. Ma nessuno si è particolarmente allarmato, a parte l’impegno della polizia per cercare il colpevole. Nessuna dichiarazione pubblica di uomini politici di livello nazionale, la notizia non è uscita dalle pagine locali. Nel caso precedente invece, se si clicca sui link di approfondimento, si scopre che La Stampa di Torino sta parlando di un incidente stradale avvenuto a Roma.

Qual è la differenza?

Da un punto di vista della meccanica degli incidenti, poche: in entrambi i casi diversi feriti, un morto del tutto innocente, l’auto-pirata in fuga.

Ma nell’incidente romano alla guida c’era un rom non identificato, in fuga per non essersi fermato all’alt di una pattuglia della polizia.

Questo particolare fa scattare l’allarme sociale e la strumentalizzazione politica: “non è un incidente stradale: fuggivano, sono rom, probabilmente sono delinquenti”.

Naturalmente è vero che la popolazione rom costituisce un problema sociale, spesso amplificato e strumentalizzato per ragioni politiche, ed è vero che non rispettare l’alt della polizia è un reato grave.

Però l’arma letale in entrambi i casi è sempre un’auto, e i comportamenti sono analoghi: in nessuno dei due casi il pilota “voleva uccidere”, anzi tutti e due avrebbero preferito evitare ogni incidente.

Anche la valutazione della pericolosità sociale è strabica. Quanti sono gli omicidi di ogni genere commessi da rom in Italia? Probabilmente non molti.

Sono invece moltissimi i morti in strada:

L’incidente di Roma è solo uno dei mille casi di pirateria della strada che avvengono in Italia ogni anno, con una tendenza a crescere negli ultimi anni.

Da notare che, in Italia, oggi, se uccidi una persona investendola in auto e fuggi, in generale rischi due anni di prigione con la condizionale. Cioè praticamente nulla, in proporzione al danno creato.

Sì, ma quello di Roma è un episodio di criminalità…

Si potrà obiettare: sì, ma quello di Roma è un episodio di criminalità, più che un problema di sicurezza stradale. Bene: ecco un caso di criminalità analogo che non è uscito dalle pagine locali: “Napoli, rapinatori sparano e fuggono in ambulanza: 10 feriti”:

I banditi che oggi hanno seminato il panico sulla Statale 268 hanno aperto il fuoco e provocato un incidente stradale,  ferendo una decina di persone, tra cui due carabinieri e un dipendente del supermarket.

Ma non erano stranieri.

Da cui si desume questa semplice graduatoria mediatico-politica:

  1. Incidente stradale: una semplice fatalità (500 volte al giorno in Italia)
  2. Rapina, fuga e incidente: semplice criminalità
  3. Mancato rispetto dell’alt, fuga e incidente, ma alla guida c’è uno straniero: emergenza nazionale e grande allarme sociale.
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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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