“L’Italia non è l’Olanda” (cit) – Be’, ecco qui la differenza principale

Tutte le volte che si parla di ciclabilità e si portano esempi stranieri di qualsiasi tipo o dimensione, emerge sempre lo stesso tipo di obiezione:

  • L’Italia non è l’Olanda
  • Camaiore non è Parigi
  • Viareggio non è Amburgo
  • Roma non è Milano

Eccetera. Qualsiasi esempio si faccia, relativo a soluzioni urbanistiche di quartiere, città, frazione, paese o circondario, arriva sempre l’obiezione “Ma Roccabruna non è Roccachiara”.

In realtà, in termini di pianificazione urbanistica, l’unica differenza che c’è fra l’Olanda e molti paesi europei, è questa:

  • In Olanda non c’è una forte industria automobilistica.

Negli anni 70 del secolo scorso l’Olanda visse una forte motorizzazione, come tutta Europa. Questo significò la ristrutturazione di interi quartieri per fare strade e parcheggi. Ma significò anche un grande numero di incidenti stradali con morti e feriti.

Qui ci sono i dati storici italiani dal 1930 al 2010, per dare un’idea: il picco massimo in Italia si ebbe con 11.000 morti nel 1972 (Istat). In Olanda ci fu un andamento analogo. La goccia che fece traboccare il vaso fu l’anno in cui in Olanda morirono ben 400 ragazzi e bambini in incidenti stradali, più di uno al giorno.

Ecco la differenza fra Olanda e Italia:

  • In Olanda l’opinione pubblica si ribellò contro la strage automobilistica e chiese più sicurezza stradale per ciclisti e pedoni (i ciclisti erano tanti in tutta Europa: fino agli anni 60 la bicicletta era quasi dappertutto il veicolo più usato in città).
  • In Italia c’era la Fiat che premeva per costruire più strade e autostrade, in modo che si vendessero di più i suoi prodotti, le auto, che guarda caso costavano da 50 a 100 volte più di una bicicletta, per non parlare dei costi di manutenzione.

Questa in realtà è l’unica vera differenza fra Olanda e gli altri grandi paesi europei. In Italia, Francia, Inghilterra, Germania (per non parlare degli USA), c’erano e ci sono tuttora forti industrie automobilistiche che avevano un fortissimo interesse a sottovalutare i pericoli e i problemi della motorizzazione per l’unico motivo che volevano vendere più auto.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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