Un’idea intelligente per le aree pedonali controverse

Area pedonale biciclette a passo d'uomo

Oristano, area pedonale. (foto di Jacopo Michi)

Nelle aree pedonali il codice della strada consente esplicitamente il transito delle biciclette (art 3, comma 2), anche se talvolta, facendo il ragionamento sbagliato “area pedonale = divieto assoluto per tutti i veicoli”, molti pensano erroneamente che sia vietato.

Ad aggiungere confusione alla materia, però i sindaci possono vietare il transito delle bici nelle aree pedonali per i motivi più svariati. In genere si accampano “motivi di sicurezza”, però senza che vengano esibite statistiche di particolare incidentalità fra bici e pedoni. Se analoghi motivi di sicurezza valessero anche sulle strade, migliaia di strade sarebbero chiuse al traffico automobilistico visto che in Italia avvengono 500 incidenti al giorno con 10 morti e oltre 700 feriti gravi.

Un divieto a macchia di leopardo, per ragioni spesso oscure

In tutti i casi, l’eventuale divieto assoluto di circolazione delle biciclette nelle aree pedonali adottato a macchia di leopardo da alcuni sindaci  è sicuramente un rimedio troppo drastico, che non migliora la sicurezza né dei pedoni né dei ciclisti.

Un limite di velocità di 5, 8 o 10 kmh a seconda delle condizioni, per ciclisti ed eventuali altri veicoli, forse sarebbe una soluzione molto più tollerante e intelligente.

Per evidenziare l’assurdità di alcuni provvedimenti restrittivi:

  • A Viareggio c’è un divieto assoluto in via Cesare Battisti, ma non nella strada pedonale e nei sentieri della Pineta di Ponente, dove ciclisti e pedoni convivono senza particolari problemi (forse anche in virtù del fatto che ci sono numerosi ciclo-noleggi… sarebbe assurdo consentire il noleggio di biciclette e giocattoli a pedali per poi vietarne il transito);
  • Sempre a Viareggio c’è un divieto comunale di transito delle bici in Passeggiata e sulla Terrazza della Repubblica, dove però è consentito il transito di alcuni mezzi in alcune fasce orarie (principalmente i furgoni che fanno le consegne), e di fatto tollerato a tutte le ore il transito e il parcheggio di centinaia di mezzi a motore che spesso viaggiano tra i pedoni a velocità superiori rispetto alle biciclette. Questo è disorientante per i turisti (vedono auto e furgoni parcheggiati in Passeggiata ma non possono circolare in bicicletta?) e palesemente assurdo ai fini della sicurezza.

È evidente che nel caso di Viareggio divieti e permessi sono finalizzati più alle esigenze delle attività commerciali, che a reali motivi di sicurezza. Un limite di velocità a 5, 8 o 10 kmh tutelerebbe la sicurezza molto di più di un divieto assoluto.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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