Come i giornali descrivono gli incidenti stradali

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L’auto contro l’albero. Responsabilità? “forse un dosso che ha fatto perdere il controllo dell’auto”… Auto che, dalle condizioni è una certezza, probabilmente andava almeno al doppio della velocità consentita.

Sensazionalisti in tutti i temi, la maggioranza dei giornalisti e dei redattori diventano improvvisamente molto garantisti con i morti sulle strade, quando sono causati dalle automobili. Forse dipende anche dal fatto che le industrie dell’auto sono fra i maggiori investitori pubblicitari in tutto il mondo. 

La notizia: Un imprenditore di grande successo prova la sua nuova Porsche, appena immatricolata, su una strada romana famigerata per la frequenza degli incidenti, via Cristoforo Colombo. Va sicuramente troppo veloce (basta guardare le foto), perde il controllo dell’auto e finisce contro un albero. L’auto è completamente distrutta.

Ecco come tratta la notizia il Corriere della Sera:

  1. Titolo: “Esce a provare la nuova Porsche
    Poi lo schianto sulla Colombo
    Salini forse tradito da un dosso” (!)
  2. Occhiello: “…In corso le verifiche sullo stato dell’asfalto” (!)
  3. Sottotitolo: “La strada killer” (!)
  4. Le prudentissime ipotesi: “La polizia municipale non esclude che la causa dell’incidente possa essere collegata all’alta velocità del veicolo (!) ma sono in corso indagini per ricostruire cosa sia accaduto prima dell’impatto della Porsche contro l’albero.”
  5. La ricostruzione: “Secondo alcune testimonianze aveva deciso di uscire dalla sua abitazione nella zona delle Terme di Caracalla proprio per fare un giro con la nuova auto.
  6. Le testimonianze di chi lo conosceva: “«Era prudente, non correva», assicura chi lo conosceva bene.” (!)
  7. Lo scoop: “Sotto accusa è finito un avvallamento dell’asfalto sulla Colombo, in direzione Eur, non lontano dalla sede della Regione Lazio. Sarebbe già responsabile di altri incidenti e potrebbe aver fatto perdere a Salini il controllo della Porsche.”
  8. L’approfondimento: “Da tempo l’arteria, che arriva fino a Ostia ed è da sempre in cima alla classifica delle strade più pericolose della Capitale, è oggetto di polemiche sulla sicurezza. E oltretutto quello di domenica è il quarto incidente mortale a Roma negli ultimi quattro giorni. ” — C’è un serial killer in azione? Non sarà invece la velocità dei veicoli che ci transitano?

Pochi giorni dopo un altro incidente. Questa volta la vittima non è famosa e potente, ma la descrizione dell’incidente da parte della testata, in questo caso un sito di informazione locale, è asettica. Da News Go:

  1. Titolo notarile: “Incidente sulla Cristoforo Colombo, morto motociclista dopo schianto”
  2. Ricostruzione: “Nuovo incidente mortale su via Cristoforo Colombo a Roma a pochi giorni da quello dell’imprenditore Claudio Salini. (…) Secondo quanto si è appreso, una moto si è schiantata contro un albero. Il conducente, trasportato dal 118 in gravi condizioni in ospedale, è deceduto poco dopo. Sul posto per i rilievi la polizia municipale.”

Nessun cenno alla causa che ha certamente reso drammatico l’incidente: la velocità. Se vai piano puoi scivolare, se vai piano puoi procurarti un brutto ematoma, se vai piano puoi frenare prima di urtare l’albero, se vai piano puoi evitare di perdere aderenza…

Qui altre osservazioni di Alberto Fiorillo sul tema dell’informazione e del trattamento mediatico degli incidenti stradali.

Per fare un interessante confronto, ecco come cambiano i toni quando il veicolo NON è un’auto privata, il veicolo che guidano tutti. Qui un autobus finisce contro un albero a causa di un malore dell’autista. Non c’è nessuna vittima, solo spavento e qualche ferito lievissimo, l’incidente avviene a bassissima velocità (non si è rotto neppure il parabrezza: l’autobus si è praticamente “appoggiato” all’albero), eppure qui si parla di “pauroso incidente” e “attimi di terrore”.

“Pauroso incidente”; “attimi di terrore”. Confrontare questa foto con quella della Porsche di Roma, e i toni dei due articoli.

Per fare un ulteriore confronto, il caso di un ciclista travolto da un auto-articolato. In questo caso non ci sono “fatti al vaglio degli inquirenti”, o “dinamica da accertare”. In questo caso il giornalista è già perfettamente in grado di stabilire dinamica e responsabilità:

A quel punto il ciclista,[viene citato il nome e cognome], di Fano, 29 anni, o non si accorge della manovra del mezzo pesante e viene preso in contropiede o arrischia un sorpasso: fatto sta che avrebbe superato l’autoarticolato sulla destra e nel mentre questo svolta finisce agganciato dal cinque assi.

Del tutto incolpevole l’autista del camion, che non può fare assolutamente niente per evitare l’incidente. (!)

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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3 risposte a Come i giornali descrivono gli incidenti stradali

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