Variante di Valico: code risolte? Forse

Da settant’anni ci dicono che per diminuire il traffico occorre costruire più strade.

La Variante di Valico della A1 sugli Appennini fra Bologna  e Firenze è una prova su strada dell’ìllusorietà di tale principio.

Come nasce il traffico.
Sulle strade il traffico viene creata da due fattori:

  • Quantità di veicoli in transito
  • Discontinuità sul percorso (incroci, bivii, incidenti, lavori in corso che rallentano i flussi, strettoie, semafori ecc…)

La Variante di Valico sicuramente può alleggerire il traffico ed evitare i rallentamenti dovuti a curve, dislivelli e traffico pesante del vecchio tratto della A1 ma crea comunque due nuove discontinuità nel percorso del viaggiatore che va da Bologna a Firenze (o viceversa):

  1. Lo svincolo di ingresso nella variante
  2. Lo svincolo di uscita dalla variante

Salvo il caso di incidente e di altissimo numero di veicoli presenti (che si rallentano a vicenda anche a strada libera nelle cosiddette code ad elastico), in autostrada le code si formano in presenza di caselli e in presenza di svincoli e deviazioni perché i veicoli devono rallentare per modificare il percorso, intralciandosi a vicenda se non vengono rispettate le distanze di sicurezza (utili anche per evitare rallentamenti improvvisi, non solo per evitare i tamponamenti).

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Quando crei una nuova strada, crei nuovi bivii, svincoli o incroci. È inevitabile.

Ecco quindi quello che succederà in caso di traffico intenso, indipendentemente dal fatto di scegliere il percorso vecchio o la variante:

  1. Coda o rallentamento in prossimità del primo svincolo (La Quercia venendo da Bologna);
  2. Aumento della velocità media di tutti i veicoli su Variante e vecchio percorso (perché la dimensione stradale disponibile raddoppia): è il vantaggio atteso dalla variante: diminuire i tempi di percorrenza; ma, se il traffico è sufficientemente intenso…
  3. Coda o rallentamento in prossimità del secondo svincolo di raccordo (Barberino, venendo da Bologna per Firenze), più intenso di quello del primo punto per due motivi:
    1. avendo aumentato la velocità media, arrivano più veicoli nello stesso spazio di tempo, costretti a un rallentamento proporzionalmente maggiore;
    2. questo è un vero collo di bottiglia: mentre prima una strada raddoppiava, adesso due strade tornano una, quindi la dimensione stradale disponibile diminuisce, mentre non diminuiscono i veicoli.

Più strade costruisci, più incroci crei.
Questo processo di degrado del traffico quasi è inevitabile perché ogni volta che si costruisce una nuova strada “per alleggerire il traffico” si creano inevitabilmente nuovi bivii e incroci, che sono i punti deboli dove il traffico si crea più facilmente. In particolare è inevitabile in questo caso, perché è difficile ipotizzare che molte auto escano dai caselli intermedi, alleggerendo la pressione sul secondo bivio.

 

Code-a-elastico_tecnologia_honda_per_evitare_le_code_da_traffico_intenso_19667

Questa immagine che illustra un sistema elettronico Honda per mantenere le distanze in caso di traffico intenso, chiarisce come si formano le code a elastico e in generale le code in autostrada. In caso di traffico intenso, se un’auto rallenta induce una serie di frenate nelle auto dietro che, se i veicoli non hanno tenuto le distanze corrette, costringono alcuni automobilisti a frenare del tutto, generando il rallentamento e la coda a macchine ferme. Questo genere di code si formano anche con la strada libera, quando gli automobilisti rallentano per guardare un incidente avvenuto nella corsia opposta…

Unica soluzione per diminuire il traffico? Diminuire il numero di auto in circolazione, ottimizzandone l’uso da una parte (car sharing, ride sharing, auto a guida automatica), incentivando mezzi pubblici e mezzi alternativi dall’altra.

I soli paesi dove si viaggia bene in auto sono quelli con poca densità di popolazione e tante strade, come alcune regioni rurali o desertiche degli Stati Uniti. Dove però pagano il vantaggio della grande scorrevolezza con un numero più alto di morti in strada, in proporzione alla popolazione, perché dove non c’è traffico, le auto vanno troppo veloci…

AGGIORNAMENTO 6 novembre 2016 – Come previsto:

L’imbuto d’Italia non è più sull’Appennino tra Roncobilaccio e Barberino del Mugello, come per decenni è stato, con le code interminabili permanenti sui viadotti della grande A1, ma con la Variante di Valico, detta anche Direttissima (stradale) il grande imbuto si è spostato a sud, dopo Barberino, a cavallo dello svincolo di Sesto Fiorentino Prato Calenzano. Qui l’articolo completo: Quel grand’imbuto di Sesto Calenzano –Risolviamo i grandi problemi del Valico ma spostiamo le strozzature con cantieri e deviazioni a valle senza troppi avvisi come se il traffico sparisse.

 

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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