L’inquinamento non è il problema principale dell’automobile, ma… [aggiornamento]

Millano Piazza del duomo aperta al traffico

Piazza del Duomo a Milano negli anni 60. L’asfalto rosso dell’epoca evidenzia bene l’enorme quantità di spazio dedicato alle auto.

Durante i picchi di inquinamento invernale parte il dibattito contrapposto:

  • È colpa del traffico;
  • No, è colpa dei riscaldamenti domestici e dell’industria.

La risposta è semplice: è colpa di tutti coloro che accendono qualcosa: caldaie, bruciatori, motori a scoppio: tutti producono, chi più chi meno, qualche inquinante. I migliori, i più perfetti, producono vapor acqueo e anidride carbonica che, come si sa, contribuisce all’effetto serra e al riscaldamento globale. Figuriamoci i danni che fanno i motori diesel, che producono comunque PM10 e PM2,5 (e sono molto meno puliti di come ci dicevano, come dimostra lo scandalo Volkswagen).

L’auto inquina, ma meno di venti anni fa.
Molti sostengono, dati alla mano, che l’inquinamento urbano è diminuito negli ultimi trent’anni. Questo è vero: le auto degli anni 70 e 80 non avevano marmitte catalitiche, consumavano molto di più, inoltre sempre in quegli anni non c’erano grandi controlli sulle emissioni dei riscaldamenti domestici, molti scaldavano a gasolio e carbone, nessuno usava il metano, eccetera. Le città erano molto più inquinate di oggi. Qualcuno sostiene che un’auto del 1970 inquinava come venti auto moderne. In parte è vero (se hanno il motore in ordine, se l’automobilista non pesta troppo sull’acceleratore, non è un fanatico della guida sportiva e “prestazioni brillanti anche in città” ecc), ma uno dei problemi è anche il fatto che le auto in Italia dal 1970 ad oggi sono quasi triplicate: l’Italia ha il record mondiale di auto per famiglia, a cui vanno aggiunti numeri record di autocarri (le merci in Italia viaggiano principalmente su gomma, al contrario di quel che avviene in Francia e Germania) e motocicli (altro record mondiale).

Ma comunque l’auto inquina. Lo dicono anche i produttori di auto
Ma comunque il motore a scoppio inquina, creando polveri sottili in tre modi:

  1. Combustione interna del motore
  2. Rotolamento e consumo dei pneumatici sulla strada (cosa che consuma anche le strade, come dimostrano le buche che si creano con grande frequenza sulle strade mentre “nascono” con molto minore frequenza sui marciapiedi e sulle piste ciclabili, salvo quando le auto ci parcheggiano sopra)
  3. Usura dei freni

Non ci sono dubbi in questo. Lo documenta anche questo comunicato stampa dell’ANFIA Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica e dell’Unrae Unione Nazionale Rappresentanti Veicoli Esteri, quindi coloro che le auto le fabbricano e le vendonoCS_STUDIO_INQUINAMENTO. Il comunicato, del 2006, è finalizzato a dimostrare che l’inquinamento automobilistico è minimo, usando nel titolo un argomento surrettizio: “minime le responsabilità delle auto Euro3 ed Euro4” (cioè modelli che oggi, dieci anni dopo, vengono considerati piuttosto inquinanti e che comunque all’epoca erano la minoranza del parco circolante, composto da auto ancora più inquinanti).

In tutti i casi, a un certo punto il comunicato stampa ammette:

Il trasporto stradale nel suo insieme incide per il 29% [dato Anfia – Unrae – riguardo l’attendibilità di questi dati, vedi l’aggiornamento in fondo al post]

Se il trasporto stradale “nel suo insieme” incide per il 29%, nei contesti urbani dove è meno rilevante l’inquinamento da fonti industriali, incide di più, quindi non è una fonte di inquinamento esattamente trascurabile, anche tenendo conti di questi altri dati:

A sua volta quel 29% riferito al trasporto stradale viene suddiviso come segue: veicoli industriali e bus 9%, autovetture 8%, veicoli commerciali leggeri 5%, non dovuti a combustione 4%, ciclomotori 2%, motocicli 1% [dati Anfia – Unrae – per l’attendibilità del dato, vedi aggiornamento in fondo]

Se auto, furgoni, ciclomotori e motocicli pesano per il 16% complessivo (8+5+2+1), in ambito urbano il contributo all’inquinamento sarà sicuramente maggiore perché in ambito urbano sono meno rilevanti le altre fonti eccetto il riscaldamento domestico. Lo stesso comunicato ammette che:

è noto che le auto al minimo o con fenomeni continui di stop&go alzano notevolmente il loro contributo all’inquinamento

Il traffico pesa. E infatti…

Ma in città il problema vero delle auto non è l’inquinamento
In tutti i casi, in città, il problema principale delle auto non è l’inquinamento quanto questi tre:

  • ingombro
  • inefficienza
  • pericolo

Le auto private sono estremamente ingombranti e inefficienti. Ogni auto occupa 10 metri quadrati da ferma, a cui vanno aggiunti altri 10 mq per gli spazi di manovra. Una persona che abita a Milano e va tutti i giorni al lavoro in auto usa da 20 a 60 metri di spazio solo per parcheggiare, senza contare lo spazio stradale necessario per circolare (20 metri se parcheggia in strada, lato marciapiede, fino a 60 metri con spazi di manovra a seconda della tipologia di posto auto usato*). Quanto valgono 40 metri di terreno a Milano? A New York questo ragionamento l’hanno fatto decenni fa e infatti nelle aree centrali il parcheggio sulla strada è vietato quasi dappertutto, e il 56% delle famiglie newyorkesi non hanno l’auto privata (a Milano la situazione è peggio che inversa: 60 auto ogni 100 abitanti).

Ogni auto privata sta parcheggiata in media per oltre il 90% del tempo, ovvero sta ferma per 20 ore al giorno occupando spazio urbano preziosissimo e molto costoso (e parliamo dell’auto di chi va al lavoro tutti i giorni. figuriamoci l’auto di chi la usa solo nel weekend).

Infine le auto sono pericolose, perché uccidono e feriscono decine di migliaia di persone l’anno. E in città si accaniscono in particolare contro pedoni e ciclisti, in controtendenza rispetto alla tendenza generale alla diminuzione della mortalità stradale.

 

*È vero che il posto auto in strada, quando un veicolo se ne va, può essere usato da un altro. Ma non sempre questo accade. In tutte le città ci sono quartieri prevalentemente residenziali dove c’è un sacco di posto per parcheggiare di giorno, e quartieri prevalentemente di uffici dove c’è un sacco di posto di notte. I posti auto sono difficili da ottimizzare.

[AGGIORNAMENTO – Riguardo l’attendibilità dei dati forniti dall’Anfia-Unrae, i costruttori e importatori di automobile, c’è questa interessante tabella dell’Arpa Lombardia relativa alle diverse fonti di emissione nell’Area Metropolitana di Milano nel 2014. In fatto di PM10 e PM2,5 il contributo del trasporto su strada è rispettivamente del 42% e del 46%. Molto di più del 29% del comunicato stampa Anfia-Unrae del 2006, dato che probabilmente era un dato nazionale utilizzato disinvoltamente per argomentare contro l’utilità dei blocchi del traffico in ambito locale.

Inventario delle Emissioni in Atmosfera della Provincia di Milano 2014 ARPA Lombardia

Qui l’intero rapporto ARPA Lombardia relativo alle emissioni inquinanti nell’Area Metropolitana di Milano nel 2014 da cui è stata tratta la tabella.  (Documento segnalato da Marco Mazzei)]

 

 

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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2 risposte a L’inquinamento non è il problema principale dell’automobile, ma… [aggiornamento]

  1. Massimo ha detto:

    Il problema non è solo l’inquinamento, e non si risolve con le auto elettriche.

    Ma ogni volta che sento dire che l’inquinamento “è colpa anche dei riscaldamenti”, vorrei dire: ok, scegli: o vai in auto, o riscaldi casa. Se vuoi andare in auto, a casa stai al freddo, a 10° centigradi. Grazie.

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  2. caliod ha detto:

    Quoto Massimo.

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