Il ministro dell’ambiente finge di agire contro lo smog

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Il Ministro dell’Ambiente Galletti propone una minestrina calda.

Dopo vertici e riunioni di coordinamento, sono arrivati i provvedimenti antismog del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: pannicelli caldi che vengono giustificatamente definiti “Fuffa contro lo smog” da Bikeitalia (nell’articolo di Bikeitalia si possono vedere le due diapositive del Ministero che presentano i provvedimenti).

Due provvedimenti sarebbero sensati, se fossero strutturali e permanenti a scopo profilattico e preventivo di riduzione del danno:

  • Abbassare di due gradi il riscaldamento degli uffici pubblici
  • Ridurre la velocità massima nelle aree urbane di 20 kmh (da 50 a 30 kmh; da 70 a 50; da 90 a 70 kmh a seconda della tipologia di strada)

I due provvedimenti sarebbero utili in questi ambiti:

  • Abbassare il riscaldamento degli uffici  a 18-19 gradi comporta questi vantaggi:
    1. Risparmio energetico
    2. Diminuzione di produzione di inquinanti
    3. Maggiore salubrità degli ambienti domestici e di lavoro (frequentati da persone generalmente vestite in modo completo e attive) perché gli sbalzi di temperatura sono più stressanti per l’organismo e quindi quando fuori ci sono 13 gradi non è una buona idea tenerne 24 in ufficio.
  • Portare su gran parte delle strade urbane il limite a 30 Kmh porterebbe vantaggi altrettanto concreti:
    1. Sicurezza stradale e riduzione del numero di incidenti
    2. Riduzione dei morti e dei feriti gravi fra pedoni, ciclisti e motociclisti (qui l’esperienza concreta del Comune di Torino)
    3. Incentivo all’uso della bicicletta grazie all’aumentata sicurezza
    4. Probabili piccoli vantaggi nei consumi
    5. Probabili piccoli vantaggi nell’inquinamento (perché probabilmente la guida regolare sotto i 30 kmh senza sorpassi e senza accelerazioni e decelerazioni brusche comporta un minore consumo complessivo: in città è impossibile circolare regolarmente a 50 kmh con il motore a regime ottimale).

Secondo un’indagine effettuata a Madrid sugli effetti delle zone 30:

I risultati mostrano che riducendo i limiti di velocità da 50 kmh a 30 kmh , utilizzando uno stile di guida normale, il tempo del tragitto non aumenta mentre i consumi di carburante e le emissioni di biossido di azoto, anidride carbonica a polveri sottili sono chiaramente ridotti.

The results show that by reducing the speed limit from 50 km h-1 to 30 km h-1, using a normal driving style, the time taken for a given trip does not increase, but fuel consumption and NOx, CO and PM emissions are clearly reduced.

Qui il documento originale: ENVIRONMENTAL ASSESSMENT OF LOW SPEED POLICIES FOR MOTOR VEHICLE MOBILITY IN CITY CENTRES

Com’è evidente i provvedimenti suggeriti sarebbero utili a fini di riduzione della produzione di polveri sottili e di prevenzione del danno se fossero permanenti. Come provvedimenti di emergenza dopo sette giorni di sforamenti nei valori di inquinamento, sono una minestrina calda per far finta di fare qualcosa.

[AGGIORNAMENTO – Qui l’analisi della società di Ingegneria dei trasporti e matematica applicata “Polinomia” sui consumi a 30 kmh: dall’analisi risulta che a velocità costante a 30 kmh si consuma di più che a 50 kmh, mentre nelle situazioni miste tipiche del contesto urbano, mantenendo la velocità sotto i 30 kmh scendono i consumi e le emissioni, con maggiori risparmi quanto più il veicolo è grosso e pesante ( a > 30 kmh risparmia di più un suv da una tonnellata rispetto a una Panda da 600 kg.]

[AGGIORNAMENTO – qui alcune riflessioni e dati interessanti sulle fonti di inquinamento in Pianura Padana. Il traffico ha ancora un peso importante, ma emerge una nuova fonte inaspettata: il riscaldamento a legna e a pellet, fortemente cresciuto negli ultimi anni:

In autunno e in inverno, quando le condizioni meteo impediscono la dispersione degli inquinanti, a Milano le biomasse, il traffico e il particolato di origine secondaria contribuiscono ciascuno per circa un terzo alle PM2,5 presenti nell’aria, con un peso leggermente maggiore da parte delle biomasse. Nell’area rurale invece il contributo del traffico sparisce, mentre rimane elevato quello delle biomasse, quasi pari al particolato di orgine secondaria o naturale, a dimostrazione che il problema rappresentato dalle emissioni delle biomasse è diffuso in tutta la pianura.

Quindi non è corretto affermare che ormai l’inquinamento prodotto dal traffico sia trascurabile. Ha ancora un impatto importante ed è giusto continuare a lavorare per ridurlo, anche se ormai si deve cambiare strategia: la riduzione ancora possibile delle emissioni nei motori a combustione interna è molto limitata e i provvedimenti una tantum come i blocchi del traffico sono poco più che palliativi;

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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