10 leggende sbagliate su auto, strade, parcheggi e traffico

Dieci leggende sul traffico, demistificate e resi più chiare e comprensibili.

1.  Più strade uguale meno traffico. Falso: le nuove strade dopo un po’ attirano nuove auto e creano nuovi punti di congestione

Molti pensano che se si costruendo nuove strade il traffico diminuisce. In realtà, nella maggior parte dei casi questo non succede, per due fenomeni:

2.  Più trasporto pubblico significa meno traffico. Falso: come nel caso delle strade, se qualcuno rinuncia all’auto per usare il treno o l’autobus e lascia libera strada e parcheggi, qualcun altro preferirà tornare all’auto, mantenendo alto il livello di congestione.

Il trasporto pubblico, per essere competitivo, deve offrire vantaggi che l’auto non offre: corsie preferenziali, accesso in aree ristrette alle auto, maggiore velocità nel traffico. Nel lungo periodo, se il trasporto pubblico si limita a “liberare la strada”, qualcuno vedendo lo spazio libero sarà incentivato a usare l’auto, senza vantaggi nelle percorrenze nelle ore di punta.

 

3.  Le piste ciclabili peggiorano il traffico. Falso: se la pista è ben progettata, riduce il traffico e i tempi di percorrenza.

Lo dimostra l’esperienza nientedimeno di New York, dove nel caso di diverse piste ciclabili si è verificato un miglioramento dei tempi di percorrenza complessivi sia delle auto, sia delle biciclette.

Aggiungendo una pista ciclabile e una corsia di parcheggio a Columbus Avenue (New York City) i tempi di percorrenza si sono ridotti del 35%.

4.  Le strade più larghe sono più sicure. Falsissimo: più una strada è larga più auto, furgoni e motociclette sono incoraggiate a correre, aumentando sia la probabilità di incidente sia la pericolosità degli stessi.

Lo dimostrano questa ricerca, e i dati sugli incidenti mortali negli Stati Uniti: gli stati con minore densità di abitanti hanno più morti stradali in percentuale, perché strade più ampie e meno congestionate incoraggiano a tenere velocità medie più elevate.

5. In coda la fila di fianco si muove più velocemente. Generalmente falso: è una percezione dovuta al fatto che quando le auto di fianco si muovono ti senti “superato”, mentre quando ti muovi tu ti sembra di andare comunque troppo lentamente. 

E cercare di cambiare fila per migliorare, in genere peggiora il traffico per tutti.

6. Se gli altri guidassero meglio, ci sarebbe meno traffico. Falso: nel traffico intenso tutti commettono errori di valutazione delle distanze, di frenata e di accelerazione, peggiorando il traffico per tutti.

Il traffico intenso può essere fluidificato efficacemente solo con sistemi automatici di controllo della velocità e delle distanze. I guidatori umani, semplicemente, in media non sono capaci e peggiorano le cose frenando al momento sbagliato o tentando di cambiare corsia nella speranza di andare più veloci (e facendo rallentare tutti quelli dietro).

Le code e gli imbottigliamenti sono fenomeni collettivi dovuti a due fattori: alto numero di veicoli, e incapacità di tutti o quasi tutti i piloti di mantenere distanze e velocità ottimali.

 

7. Per ridurre il traffico occorre levare dalle strade molte auto. Falso: verifiche sperimentali hanno scoperto che in caso di congestione basta togliere dai punti critici l’1% delle auto per migliorare sensibilmente i tempi di percorrenza perché le congestioni da circolazione veicolare non sono lineari.

Pochi veicoli in più o in meno in alcuni punti critici possono creare congestione o rallentare il traffico in un’area molto più ampia. Riducendo il transito in alcuni punti critici, si può migliorare il traffico in un’area molto più ampia.

8. Chiudere una strada comporta un aumento del traffico intorno. Falso: esattamente come costruire una strada attira nuove auto, chiuderne una semplicemente ne fa sparire un certo numero.

Gli automobilisti si adattano abbastanza rapidamente alle novità del traffico. È più traumatica la chiusura di una strada a causa di un incidente, rispetto alla chiusura della stessa strada per tre mesi di lavori. In questo secondo caso gli automobilisti si adattano in vari modi: qualcuno cambia orario per evitare il traffico, qualcun altro prende i mezzi pubblici, eccetera.

 

9. Il petrolio a prezzo basso conviene per tutti. Parzialmente falso: con la benzina a basso prezzo tutti gli automobilisti risparmiano, ma l’incentivo ad usare di più l’auto comporta più ore perse nel traffico, maggiore inquinamento e maggiore usura delle strade.

10. La manutenzione stradale la pagano gli automobilisti col bollo e le tasse sulla benzina. Falso:  le autostrade sono state finanziate in parte dalla fiscalità generale, mentre il pedaggio copre manutenzione e profitti dei concessionari. Le strade comunali sono pagate con le tasse locali, perché bollo e tasse sulla benzina vanno allo stato.

 

Negli Usa attualmente gli automobilisti coprono il 40% dei costi relativi alla rete autostradale (nel 1957 era il 67%). In Italia bollo e accise sulla benzina vanno a Stato e Regioni, mentre le strade comunali, cioè la gran parte della rete stradale in termini di lunghezza, vengono pagate con le tasse locali. I comuni forniscono inoltre la gran parte dello spazio per i parcheggi pubblici, il cui costo di costruzione può essere stimato fra 5.000 e 20.000 euro per posto auto a seconda della tipologia e degli spazi di manovra necessari.

Qui l’articolo completo “10 Tired Traffic Myths That Didn’t Get a Rest in 2015”.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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