Perché Roma come Amsterdam non si può ma come Los Angeles è ok?

Tutte le volte che si parla di soluzioni ciclabili per la mobilità urbana nella Città A, e si fanno degli esempi di buone pratiche in altre città, viene immediatamente fatta l’obiezione:

La Città A non è la Città B.

Roma non è Parigi, Milano non è Amsterdam, Genova non è Grenoble, Viareggio non è Groeningen; Firenze non è Zurigo… l’obiezione è immediata, come un riflesso condizionato. E in genere viene da persone che sui temi della mobilità sanno solo quello che hanno studiato per prendere la patente, a volte anche meno.

Solo raramente è frutto di un ragionamento. Si invece tratta di un’obiezione quasi sempre tanto intuitiva quanto infondata:

  1. Anche Amsterdam non era Amsterdam: 40 anni fa era una città inquinata e piena di traffico come le odierne città italiane, i commercianti facevano le stesse polemiche, però la città intraprese una serie di cambiamenti nella mobilità.
  2. Se ogni città avesse una sua esclusivissima specificità a proposito della mobilità, dell’andare a scuola o al lavoro, come mai il Codice della Strada, salvo piccole modifiche nei dettagli e nella segnaletica, è sostanzialmente simile in tutta Europa e nel mondo?
  3. Se ogni città avesse una sua esclusivissima specificità a proposito della mobilità come mai la patente di guida è valida in tutta Europa invece di obbligare gli automobilisti a prendere una patente specifica per ogni città?
  4. Le soluzioni che valgono per una città di 500.000 abitanti possono valere per un quartiere di una città di 3 milioni di abitanti: molti si spostano in ambito di quartiere o di pochi isolati; mica tutti devono attraversare tutta la città ogni volta che fanno qualcosa. Infatti a Los Angeles e a New York per le soluzioni di mobilità locale pedonale e ciclabile studiano le soluzioni adottate a Copenhagen, Amsterdam, Groeningen, Malmø e altre città europee.
  5. Il municipio di Londra ha usato questo studio della Polizia di Toronto per valutare i problemi relativi all’incidentalità auto-bici. I tecnici di Londra evidentemente non hanno pensato “Londra non è Toronto”: le problematiche di mobilità sono analoghe in tutto il mondo urbanizzato, cambiano le percentuali di incidente e la distribuzione fra mezzi utilizzati.

In tutti i casi, se Roma non è Amsterdam, non è neanche Los Angeles.

Quindi, come mai a Roma ci sono più auto di quelle presenti a Los Angeles? A Roma sono stimate fra 71 e  97 auto ogni 100 abitanti, il doppio di quelle presenti a Parigi (la prima cifra è dell’Aci, la seconda del Comune di Roma e probabilmente comprende anche le auto dei non residenti che però vivono o lavorano a Roma). Le auto di Roma, in proporzione alla popolazione, sono di più di quelle presenti a Los Angeles, una città costruita su misura per le auto, dove ci sono 18 milioni di parcheggi per circa sei milioni di veicoli. A cui va aggiunto questo: è anche la città statunitense con la peggiore qualità dell’aria.

Come mai Roma non può essere come Amsterdam, ma va bene se ha un traffico peggio di Los Angeles?

Qui un articolo e un documentario che dimostrano che Amsterdam, nel 1972, era come oggi Roma, Napoli, Milano e Firenze. Ma se ne sono resi conto e hanno fatto di tutto per cambiare.

 

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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