La pericolosa ottusità di alcune norme del Codice della Strada

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Il Codice della strada italiano ha scarsa considerazione delle biciclette come veicoli “seri” per circolare, andare al lavoro, fare commissioni, andare a divertirsi o semplicemente fare turismo.  Qui alcuni esempi di svarioni, leggende urbane e articoli dalle mille interpretazioni del Codice italiano.

Una norma controversa, fonte di confusione e interpretazioni opposte è quella sui passaggi pedonali.

Qui per esempio qualcuno che dice che passare sulle strisce pedalando non è solo vietato ma anche un reato.

Qui qualcun altro che dice che si può passare sulle strisce pedalando ma bisogna dare la precedenza a tutti gli altri veicoli.

In tutti i casi c’è un grosso problema di sicurezza e di prevenzione degli incidenti:

Se un’automobilista investe un ciclista che passa sulle strisce pedonali con la bici a mano, gli basta affermare che il ciclista stava pedalando per creare una situazione di contenzioso difficile da risolvere senza testimoni o filmati. Se l’eventuale passeggero dell’auto testimonia il falso per solidarietà con l’amico o parente automobilista, il ciclista è in difficoltà (succede: qui il caso di un ciclista investito che viene messo in difficoltà nella causa legale perché il passeggero dell’auto testimonia il falso. Il ciclista fortunatamente ha filmato l’incidente) . Se poi il ciclista è morto e non ci sono testimoni inoppugnabili a suo favore, facilmente la cosa sarà archiviata a favore dell’automobilista, visto anche l’interesse della società assicuratrice a minimizzare eventuali danni e risarcimenti.

La norma attuale, mal concepita e variamente interpretata, è finalizzata a non penalizzare i veicoli a motore rispetto ai ciclisti.

Un’eventuale modifica a favore di ciclisti e pedoni con bicicletta a mano che dicesse “se investi qualcuno sulle strisce hai sempre torto” potrebbe essere astrattamente ingiusta verso gli automobilisti e alcune casistiche di incidente (suicida che si butta sotto un camion, bambino che improvvidamente sfugge alla mamma, bambino che insegue il pallone, ciclista incosciente che “sfreccia”) ma avrebbe una conseguenza importante, utile e preziosa in ottica di prevenzione incidenti:

Se investendo qualcuno sulle strisce hai sempre torto, impari a stare più attento a quello che succede sui passaggi pedonali e nelle loro immediate vicinanze, in particolare rallentando la velocità.

Probabilmente si salverebbero delle vite umane.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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