Italia. Metà dei ciclisti morti in strada hanno +65 anni [Polizia di stato]

 

2014-05-17 13.21.05

In un articolo per la pubblicazione informativa della Granfondo “Il diavolo in Versilia” edizione 2016, Roberto Sgalla, Direttore delle Specialità della Polizia di Stato ha evidenziato alcuni numeri drammatici ma significativi degli incidenti stradali che coinvolgono i ciclisti (fonte dei dati ACI- Istat):

  1. In Italia le moto sono il veicolo più a rischio, segue la bicicletta;
  2. Dal 2013 al 2014 i ciclisti morti in strada sono aumentati dell’8,8% (22 deceduti in più, 273 nel 2014 contro 251 l’anno prima); tale incremento è dovuto anche al fatto che c’è stato un grande aumento di biciclette sulle strade;
  3. La probabilità di morte pedalando in bicicletta è direttamente proporzionale all’età: oltre metà dei deceduti hanno più di 65 anni (50,9%, pari a 139 morti); segue la fascia d’età fra 45 e 65 anni, con il 29,3% (80 vittime).

Il fatto che oltre metà dei morti abbiano più di 65 anni evidenzia che, al contrario del luogo comune che vede i ciclisti “indisciplinati e ignari del codice della strada”, la verità probabilmente è l’opposto:

in Italia vengono investite e ferite o uccise in altissima percentuale (più della metà delle vittime) persone anziane che hanno scelto di usare la bicicletta, per motivi di salute, praticità o economia di gestione (molti pensionati non possono permettersi l’auto o non vogliono gli impegni economici e gestionali che questo costoso e ingombrante veicolo comporta).

Da notare anche che nel 2013 in Italia sono morti 549 pedoni,  altra categoria in cui sono molto rappresentati gli anziani con più di 65 anni. Ed è improbabile che ciclisti e pedoni si buttino volontariamente sotto le ruote di auto, furgoni e mezzi pesanti.

Non si capisce quindi per quale motivo debbano essere sempre tutelati gli anziani che hanno bisogno dell’auto per andare a messa, in farmacia o all’ospedale (i tipici esempi di categorie penalizzate ogni volta che si parla di sopprimere posti auto in città per dedicare lo spazio ad altre risorse) mentre nessuno tutela o vuole tutelare gli anziani che vengono investiti, feriti o uccisi camminando o pedalando in città. Per esempio estendendo le zone 30 in tutti centri e gran parte delle aree urbane delle città italiane.

Riguardo le responsabilità, una ricerca della Regione Lombardia dice: “I sinistri in bici si concentrano nelle città (90 per cento del totale) e la causa non è quasi mai legata al comportamento del ciclista.”

 

 

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Informazioni su Gianni Lombardi

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3 risposte a Italia. Metà dei ciclisti morti in strada hanno +65 anni [Polizia di stato]

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