Marina di Pietrasanta: pista ciclabile da migliorare

La pista ciclabile di Marina di Pietrasanta è fondamentale per gli spostamenti dei pendolari in bicicletta e dei turisti (se tutti quelli che vanno in bicicletta usassero la macchina, soprattutto in primavera-estate, il lungomare sarebbe paralizzato dal traffico automobilistico) ma è piena di discontinuità e problemi, oltre ad essere insufficiente per le necessità del cicloturismo e per l’alta frequentazione dell’alta stagione. Questo è un potenziale problema per lo sviluppo turistico di tutta la Versilia, vista l’importanza che la bicicletta sta rivestendo in nord Italia e in tutta Europa sia per gli spostamenti urbani, sia per il turismo. Il tratto fa infatti parte della Ciclovia Tirrenica che dovrebbe unire ciclabilmente le piste ciclabili della Liguria (e quindi della Francia) con la Maremma e la parte sud della Toscana in un percorso di grande interesse cicloturistico nazionale e internazionale, oltre che di grande utilità per pendolari, studenti e residenti delle località sul mare.

Il tratto della pista di Marina di Pietrasanta è inoltre del tutto inadatta ai ciclisti sportivi sia per i lunghi tratti di convivenza con i pedoni, sia per i numerosi ostacoli e le numerose gimcane che, se danno fastidio al ciclista urbano che pedala lento, diventano potenzialmente pericolosi per il cicloturista carico di bagagli e molto pericolosi per i ciclisti sportivi, solitari o in gruppo che sono costretti ad andare in strada in mancanza di piste ciclabili adatte per le loro esigenze. Queste considerazioni valgono anche per i tratti di pista ciclabile di Viareggio, Lido di Camaiore e Forte dei Marmi, ognuna delle quali ha le sue problematiche, gimcane e discontinuità.

Qui un esame delle numerosi ostacoli e discontinuità della pista di Marina di Pietrasanta. Foto scattate nel luglio 2015 e nel marzo 2016.

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L’ultimo tratto della pista di Lido di Camaiore (lunga in totale circa 2 km, con diverse discontinuità sue, fra cui, nel tratto che vediamo nella foto, i numerosissimi passi carrabili per accedere ai parcheggi dei bagni), per confrontarla con l’inizio della pista di Marina di Pietrasanta.

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L’inizio della pista ciclabile di Marina di Pietrasanta al confine con Lido di Camaiore, presso la Bussola. Si tratta di una strettissima pista ciclopedonale. Confrontare la larghezza con quella della foto sopra dell’ultimo tratto della pista ciclabile di Lido di Camaiore del tratto Secco-Focette.

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Successivamente si allarga e migliora.

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Prima interruzione, in prossimità del semaforo con via Leonardo da Vinci.

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Qui la pista ciclabile si trasforma in un parcheggio e area pseudopedonale dove molti pedoni transitano insieme alle biciclette che devono scegliere fra pedalare con circospezione nel parcheggio, oppure andare sulla strada.

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Notare l’enorme spazio dedicato alle auto: la strada a doppio senso, una fila di parcheggi sulla strada, una fila di parcheggi a spina di pesce, una corsia per le manovre, una terza fila di parcheggi. I posti auto restano desolatamente vuoti per la gran parte dell’anno. Pedoni e ciclisti devono arrangiarsi in una situazione poco chiara nella segnaletica.

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Terminato il parcheggio, c’è il marciapiede davanti al pontile di Marina di Pietrasanta, con ampie rastrelliere. Quando non è affollato di pedoni si può pedalare senza pericolo, ma solo dopo aver fatto un po’ di gimcana. Non è chiaro lo status del marciapiede: tutti i tratti di pista sono ciclopedonali, e più avanti c’è un merciapiede ciclopedonale, ma qui, nonostante le rastrelliere, non è chiaro se i ciclisti possono pedalare, come normalmente consentito dal codice sulle aree pedonali (art 3 comma 2 del Codice della strada).

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Passato il pontile, un altro parcheggio. Qui è possibile passare su una corsia dallo status non chiaro (potrebbe essere ciclopedonale, ma forse no), oppure andare contromano nel parcheggio facendo attenzione alle auto in manovra.

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Superato il parcheggio, finalmente ricomincia la pista ciclopedonale con la sua segnaletica.

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Che viene interrotta, dopo qualche centinaio di metri, da un distributore di benzina. Lo spazio per fare una deviazione ciclopedonale ci sarebbe, ma è occupato da cinque posti auto. A ciclisti non resta che pedalare con circospezione, oppure scendere e portare la bici a mano per duecento metri.

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Passato il distributore ricomincia la pista ciclopedonale. Notare che pedoni e ciclisti hanno lo stesso spazio riservato ai posti auto a destra (vuoti per gran parte dell’anno).

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La pista si trasforma in marciapiede ciclopedonale, con scomodi su e giù e scivoli mal raccordati, come si vede dalla pozzanghera.

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Finalmente l’ultimo tratto, prima di Forte dei Marmi, il più bello e comodo. La pista sembra sempre ciclopedonale, in condivisione con i pedoni anche se la segnaletica apparentemente la designa come solo ciclabile. Sembra però assurdo voler escludere i pedoni dal lato mare del lungomare e forse la segnaletica è sbagliata.

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A Forte dei Marmi inizia un tratto di pista ciclabile rifatta nel 2014, a tratti molto bella anche se le sorprese non mancano: qui un tratto solo ciclabile di circa duecentometri, a cui segue il tratto più lungo ciclopedonale.

Come si vede la pista ciclopedonale di Marina di Pietrasanta è piena di problemi e discontinuità, dovute a una progettazione frammentaria. Può essere piacevole per correre a piedi e per una passeggiata occasionale in bicicletta. Ma alla lunga è molto scomoda per i pendolari abituali, ed è del tutto inadatta per le comitive di cicloturisti e per i gruppi di ciclisti sportivi.

La Nazione 31 marzo 2016 articolo pista ciclabile Marina di Pietrasanta

AGGIORNAMENTO – il post è stato ripreso dalla Nazione in questo articolo del 31 marzo 2016.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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2 risposte a Marina di Pietrasanta: pista ciclabile da migliorare

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