Come ci si muove nelle città europee [Il Sole 24 Ore] e perché l’auto non funziona

Come si viaggia in Europa Parigi Berlino Madrid Londra Roma Milano Napoli

Dal Sole 24 Ore. Confronto sulla mobilità fra città europee e italiane.

Il Sole 24 Ore pubblica un confronto sulla mobilità a Madrid, Londra, Parigi, Berlino, Roma, Milano e Napoli:

Il trasporto pubblico è molto utilizzato a Madrid (42%), Londra (37%), Parigi (33%). Nella capitale francese il 47% della popolazione si muove a piedi, modalità di spostamento molto diffusa anche a Berlino e Napoli (30%). La città europea dove si pedala di più è Berlino (13%), a seguire, con grande distacco, Milano (4%), Londra e Parigi (3%). L’Italia si posiziona al primo posto per quanto riguarda l’utilizzo di mezzi privati: Roma (57%), Napoli (51%) e Milano (47%).

Questi dati smentiscono la tesi che per ridurre le auto in circolazione nelle città italiana (in Italia abbiamo il record mondiale di auto private) occorre prima di tutto avere mezzi pubblici efficienti.

Le percentuali di utilizzo dei mezzi pubblici vanno dal 18% di Napoli al 42% di Madrid, ma:

  • A Napoli molti spostamenti vengono fatti a piedi (30%, una percentuale sorprendentemente alta per l’Italia, anche se inferiore al 47% di Parigi, che forse spiega perché le donne francesi non ingrassano…)
  • A Roma, nonostante la nota inefficienza dell’Atac e i numerosi difetti attribuiti ai mezzi pubblici romani, i mezzi pubblici hanno la quota del 27%, che è di tutto rispetto. A Berlino è inferiore (26%) e a Parigi è del 33%.
  • Milano ha mezzi pubblici di buon livello, ma la quota di traffico in auto privata è del 47%, molto superiore a quella di tutte le altre città europee citate. La quota di spostamenti sui mezzi milanesi è del 27%, uguale a Roma.

Va inoltre considerato che il traffico automobilistico (congestioni, ore di punta, code) e i problemi di parcheggio sono presenti in tutte le città, indipendentemente dal numero di auto presenti o utilizzate: dimostrazione che l’auto privata in città è un mezzo di trasporto inefficiente, principalmente per motivi di ingombro fisico, a meno che non ci siano pochissime auto con una grande rete di strade (come succede di notte o in periodi di vacanze di massa).

Ergo: se ti dicono “per rinunciare all’auto occorrono mezzi pubblici efficienti”, non è vero. In Italia si usa molto l’auto privata per pigrizia culturale e istituzionale. I cittadini sono pigri e i comuni sbagliano politiche della mobilità.

AGGIORNAMENTO – Qui i dati di una ricerca ANCI sulla mobilità nelle città metropolitane italiane presentata l’8 luglio 2016 a Catania.

Annunci

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
Questa voce è stata pubblicata in Automobile, Bici nel mondo, Camminare in città, Ciclismo urbano, Trasporto sostenibile e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Come ci si muove nelle città europee [Il Sole 24 Ore] e perché l’auto non funziona

  1. Stefano Gerosa ha detto:

    Interessante articolo. Forse c’è un altro dato che differenzia l’Italia da altri Paesi. L’intermodalità. A Berlino, come altrove in Europa, c’è un sistema di mezzi pubblici ottimo ma, come è noto, i mezzi pubblici non ti possono portare ovunque. Così si scende dal mezzo pubblico e si va a piedi o in bici (il metro a Berlino pullula di ciclisti, che possono portare la loro bici!!). Lo stesso con l’auto.
    In Italia, e me lo spiegava il mio docente di Economia e Tecnica dei Trasporti nei lontani anni ’80 (uno che non era di certo un rivoluzionario, ma sapeva il fatto suo), non si è mai capito il concetto di intermodalità. Pertanto si arriva alla assurda e inattuabile pretesa del trasporto pubblico “door to door” e, di conseguenza, si continua ad usare prevalentemente l’auto. Aggiungiamo la pigrizia non solo culturale (a piedi o in bici, siamo pazzi?) e la frittata è fatta.
    Ovviamente poi si capisce perchè i cittadini si lamentino sostanzialmente della possibilità di non parcheggiare sotto il palazzo dove lavorano e perchè ogni limitazione all’auto è vissuta come una deprivazione di libertà individuale. Così è l’Italia.
    Tantochè negli anni ’80, ricordo, litigai con un consigliere di opposizione, l’unico di Democrazia Proletaria, che tanto si faceva bella di essere ambientalista, ma difendeva strenuamente un comitato di dipendenti, solo per il fatto che erano “lavoratori”, che pretendevano gli venisse dato il posto auto sotto l’ufficio in centro. Lo slogan che lanciò fu “Senza l’auto come veniamo?”. Insomma l’auto come strumento masturbatorio. Mi sembra l’apoteosi dell’autodipendenza italiota.

  2. marcopie ha detto:

    L’articolo sorvola sulla questione della ‘forma urbis’: una città densa ha più possibilità di offrire servizi essenziali a breve distanza, laddove la città ‘diffusa’ obbliga all’uso dell’automobile. Una città densa circondata da urbanizzazioni diffuse (tipo Roma) deve scegliere se limitare l’accesso delle auto delle popolazioni periferiche al centro città, penalizzandole, o lasciare libero transito penalizzando le popolazioni della ‘città densa’. Fin qui ha operato la seconda scelta, non so quanto consapevolmente. Quindi non solo le politiche della mobilità sono state sbagliate (problema minore, le politiche si possono cambiare), ma l’errore ha riguardato principalmente le politiche urbanistiche, lasciando una città consolidata molto più difficile da riconvertire.

  3. caliod ha detto:

    Ok tutto ma ci dimentichiamo di un particolare importante. Le istituzioni possono sbagliare o addirittura fregiare un tubo ma la parte del cittadino? Oppure ognuno di noi vive in un’isola deserta? È questa parte che mi fa paura, che a nessuno frega un tubo della società ma tutti poi si lamentano se le cose non vanno bene. E la tua parte caro? Il tuo granello di sabbia? Io la mia parte la faccio, non ho nemmeno la patente, non dò da mangiare ai porci come fai te, io voglio essere libero nella misura che posso senza privarmi di nulla, te invece? ( ipotetica discussione tra un patito dell’auto e uno che vorrebbe cambiare le cose)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...