L’ignoranza che alcuni Comuni dimostrano sulle biciclette

Il Comune di Modena ha emesso un comunicato stampa relativo alla sicurezza in bici con diverse inesattezze. Potrebbe non essere un problema se il comunicato non si intitolasse “Uso corretto della bicicletta” e se non venisse da un Comune italiano.

Ecco il testo con evidenziati errori e motivi di perplessità. Le note sono fra parentesi quadre. [ ]

Attenzione al funzionamento dei dispositivi e rispetto delle norme sono le prime regole per ridurre i rischi. Il casco non è obbligatorio ma può salvare la vita

Il comportamento dei ciclisti in strada è regolamentato dall’articolo 182 del Codice della Strada mentre i dispositivi di equipaggiamento obbligatori delle bici (luci, catadiottri rifrangenti, indumenti ad alta visibilità, campanello e freni) rientrano nell’articolo 68 del Codice della Strada [L’art. 68 non parla di indumenti ad alta visibilità per chi usa la bicicletta, i quali peraltro sono obbligatori solo su strade extraurbane nelle ore notturne e nei tunnel].

I ciclisti devono circolare su unica fila [scritto così in modo generale non è vero: questo obbligo è stabilito dal Codice come tassativo unicamente fuori dalle strade urbane, dove comunque non si vieta il sorpasso fra biciclette e non si vieta di stare appaiati nel caso un ciclista sia minore di anni 10. Sulle strade urbane è consentito circolare appaiati se le condizioni del traffico lo consentono, art. 182, comma 1. Che i ciclisti debbano circolare sempre su un’unica fila è una leggenda dovuta alla lettura frettolosa di un articolo scritto in modo poco chiaro] , utilizzare le piste ciclabili se presenti, non circolare sotto portici o in zone riservate ai pedoni come i marciapiedi e rispettare la segnaletica stradale in particolare scendere dal velocipede per attraversare la carreggiata su attraversamento pedonale nel caso manchi quello ciclabile [punto controverso: il codice non dice che sia obbligatorio scendere ma solo che il ciclista perde la precedenza. Si tratta di un punto in cui il codice della strada italiano è poco chiaro e forse anche fonte di pericolo]. Proprio quest’ultimo aspetto è elemento che causa numerosi incidenti soprattutto su strade urbane dove molti ciclisti utilizzano gli attraversamenti pedonali rimanendo in sella alla bici e dimenticando che in tal caso non hanno la precedenza rispetto alle auto. [osservazione: in caso di incidenti sui passaggi pedonali non è che il problema è più il comportamento delle auto che il comportamento dei ciclisti? Mentre non è chiarissimo sul comportamento dei ciclisti, al contrario il codice della strada prescrive molto chiaramente ai veicoli a motore di rallentare in prossimità di passaggi pedonali.]

Inoltre, il ciclista deve condurre a mano il proprio velocipede quando diventa pericoloso per i pedoni, soprattutto in centro storico o all’interno di fiere e mercati, quando si verifica la presenza di numerose persone a piedi.

Il Codice della Strada prevede sanzioni dai 25 ai 50 euro per l’inefficienza dei dispositivi o il mancato rispetto della segnaletica e vieta la conduzione dei velocipedi dopo aver assunto sostanze alcoliche e stupefacenti, prevedendo anche conseguenze anche penali.

È bene anche ricordare che non è possibile caricare altre persone sulla bici (a meno che non si tratti di bambini e utilizzando adeguati sistemi di trasporto) e nelle ore notturne è obbligatorio l’uso delle luci e di indumenti ad alta visibilità.

Un consiglio importante per i ciclisti è quello di rendersi sempre visibili, utilizzando nei casi di scarsa visibilità indumenti rifrangenti e, anche se la legge non lo impone, di utilizzare il casco che se ben allacciato previene l’85 per cento dei traumi in casi di incidenti. [È una grossolana inesattezza: come fa il casco a prevenire traumi al ginocchio o al torace? Forse intende “previene l’85% dei traumi alla testa“, ma sarebbe comunque opportuno citare la fonte di questa statistica mirabolante, circostanziandola meglio.]

Per  la sicurezza di ciclisti è stato predisposto da tempo, a cura del settore Polizia Municipale e Politiche per la Legalità e le Sicurezze, del materiale info-formativo “Conoscere e utilizzare in sicurezza La Bicicletta” in distribuzione presso i punti informativi (Urp) del Comune, distribuito anche durante gli incontri di educazione stradale condotti dalla Polizia municipale nelle scuole oltre che negli incontri sul territorio dedicati alla sicurezza stradale. Il materiale è anche scaricabile sul sito www.comune.modena.it/politichedellesicurezze

 

Forse sarebbe più opportuno se il comune di Modena invitasse gli automobilisti a guidare con più prudenza e non investire né pedoni né ciclisti, invece di inventare norme restrittive per i ciclisti urbani e diffondere informazioni inesatte. Soprattutto se si considera che gli incidenti gravi sono in aumento nelle aree urbane e non certo per colpa dei ciclisti.

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Il Comune di Modena per i ciclisti: raccomandazioni paterne e diverse inesattezze.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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2 risposte a L’ignoranza che alcuni Comuni dimostrano sulle biciclette

  1. Massimo ha detto:

    In difesa della lingua Italiana vorrei anche sottolineare che il casco non previene i traumi al capo ma casomai protegge il capo da traumi.

  2. Pingback: Norme per i ciclisti secondo il passaparola su Facebook… Ma c’è qualche errore | Benzina Zero

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