La maggior parte dei traumi cranici avvengono in automobile [aggiornamento]

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Gli automobilisti non amano farsi ricordare che guidare l’auto è pericoloso. Però, nonostante cinture e airbag (e tante raccomandazioni di guida prudente), la maggior parte dei traumi cranici avvengono in auto:

  • Automobile 48%
  • Attività ricreative e sportive 26%
  • Motociclismo 13%
  • Incidenti sul lavoro 9%
  • Criminalità 2%
  • Ciclismo 1%
  • Camminare 1%

Nel corso di un incidente d’auto guidatore e passeggeri possono sbattere la testa contro i piantoni di parabrezza e finestrini, contro il parabrezza e anche fra di loro: i passeggeri dietro, se non hanno le cinture allacciate, diventano proiettili umani che vanno a sbattere contro i passeggeri davanti. Idem per il cane che sta sul sedile posteriore o nel portabagagli della station wagon (se manca la rete protettiva di divisione o questa è installata male).

Quindi se dovessimo essere realmente attenti alla sicurezza, dovremmo rendere obbligatorio il casco prima di tutto in automobile.

Invece, ogni volta che si parla di biciclette, presunti esperti di sicurezza raccomandano l’uso del casco prima di tutto in bicicletta. In realtà va fatto un distinguo importante:

  1. Un conto è fare ciclismo sportivo, mtb, downhill
  2. Un altro è andare a comprare il pane in bicicletta in città.

In città, più del casco, per la sicurezza dei ciclisti sono importanti le infrastrutture e il comportamento degli automobilisti.

Qui l’incrocio più frequentato da biciclette del mondo, in Olanda. Quanti ciclisti indossano il casco? Eppure l’Olanda ha la percentuale di incidenti in bicicletta fra i più bassi del mondo in rapporto ai milioni di km percorsi.

Safety at the World’s Busiest Cycle Intersection (Copenhagen) from STREETFILMS on Vimeo.

Filmato e grafico visti su: Enough with the Helmetsplaining, there is a difference between racing a bike and riding it to the store, con interessanti e utili approfondimenti sul tema.

Qui il parere di un neurochirurgo: Brain surgeon: There’s no point wearing bicycle helmets. Secondo il neuro chirurgo inglese Henry Marsh i caschi per ciclisti sono troppo leggeri per essere efficaci e inoltre possono dare un falso senso di sicurezza incoraggiando a correre più rischi.

Inoltre per confrontare l’incidentalità fra auto, moto e biciclette, qui un’infografica basata sui dati Istat relativi agli incidenti stradali in Italia nel 2016.

AGGIORNAMENTO – I dati provengono da uno studio tedesco dell’ente Kuratorium ZNS. Non è uno studio che determini con esattezza il livello di pericolosità delle diverse attività, ma con quali proporzioni di traumi cerebrali avvengono nelle diverse attività (automobile, motocicletta, sport, lavoro, bicicletta e camminare). Dato alto numero di traumi cranici in auto (in percentuale e come quantità assoluta) se si consiglia o si sostiene l’obbligo di usare il casco in bici ci sono buoni motivi per consigliare di usarlo/obbligarlo anche in auto.

Detto questo, l’uso del casco in bici è certamente consigliabile in caso di uso sportivo (ciclismo sportivo, mountain bike, downhill) e in caso di uso urbano se per proprio stile personale si pedala spesso velocemente o se si usa normalmente la bici elettrica a pedalata assistita per lunghi percorsi a velocità superiori ai 20 km/h. Per l’uso normale urbano, con velocità di 4, 8, 12 km/h, è una scelta assolutamente personale perché il rischio di caduta è basso. E, in quest’ultimo caso, per prevenzione probabilmente servono di più i guanti del casco: chi cade a bassa velocità – se è in buona forma e ha buoni riflessi – normalmente riesce ad attutire la caduta con le mani. Da notare che i caschi da ciclismo normalmente sono omologati in previsione di cadute a 25 km/h, quindi anche nel caso del ciclismo sportivo la protezione è molto parziale.

[AGGIORNAMENTO] Qui uno studio australiano sull’opportunità di indossare il casco guidando l’auto per prevenire traumi alla testaHead injury in car crashes accidents atsb160. Pagina 66:

L’analisi dei dati degli incidenti mostra chi è ferito abbastanza seriamente da essere ospedalizzato o ucciso [in un incidente d’auto], in tre quarti dei casi ha avuto un trauma cranico, cervicale o al viso. Un trauma cranico ha avuto luogo nel 66% dei casi di morte, e in circa due terzi dei casi il trauma cranico è stato la principale causa di morte.

Analysis of the in-depth and CVF real world crash data shows that for those injured seriously enough to be hospitalised or killed, a head, neck or facial injury was sustained in more than three-quarters of all cases. A fatal head injury was sustained by 66% of fatal cases where in approximately two-thirds of these, the head injury was the sole cause of death.

Il documento pdf dello studio è scaricabile qui.

[AGGIORNAMENTO] – Secondo uno studio del Children’s Hospital of Philadelphia gli incidenti stradali sono la principale causa di trauma cranico per bambini e adolescenti. Qui il comunicato stampa dello studio: Head Injuries Are Most Common Injury in Teen Crashes.

[AGGIORNAMENTO] Da una ricerca medica sui traumi subiti dal ciclista in incidenti auto-bici, pubblicata sull’International Journal of Advanced Research in Orthopaedics:

Durante il periodo di studio, 1454 pazienti sono stati ricoverati a seguito di incidente in bicicletta. Il caso di incidente più comune era la collisione con un veicolo a motore senza caduta (44%), seguito da collisione con un veicolo a motore seguito da caduta. L’uso del casco era del 14%. […] Complessivamente 292 pazienti hanno riportato un trauma cranico grave (AIS>2). Un trauma cranico significativo (head AIS>2) è stato diagnosticato in 142 pazienti (10%). La prevalenza di traumi cranici era del 35% nel gruppo di pazienti con il casco, e 34% nel gruppo di pazienti senza casco. Va inoltre notato che la presenza di traumi significativi era del 26% nel gruppo di pazienti con il casco e del 20% nel gruppo senza casco. La mortalità generale era dell’1%. Non è stata registrata differenza di mortalità fra i pazienti col casco e quelli senza casco.

During the study period, 1454 patients were admitted following bicycle injuries. The most common mechanism of injury was collision with a motor vehicle without being thrown off (44%) followed by collision with a motor vehicle and subsequently being thrown off (26%). […] Overall, 292 patients had severe trauma (AIS>2). Significant head trauma (head AIS>2) was diagnosed in 142 patients (10%). The prevalence of significant head trauma was 35% in the group of patients with helmet and 34% in the group without helmets (p-value=0.84). It should also be noted that the prevalence of all significant trauma was 26% in the group of patients with helmet and 20% in the group without helmets (p-value=0.048).
The overall mortality was 1%. There was no difference in mortality between helmeted and non-helmeted patients.

Qui il documento PDF della ricerca: IJARO180008 The Prevalence of Bicycle Injuries in a Large Urban Hospital

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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8 risposte a La maggior parte dei traumi cranici avvengono in automobile [aggiornamento]

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