Da quando è nata, l’auto è molto più pericolosa di quel che ci fa credere la pubblicità

classic volvo ad welding and writer

“Se la saldatura non è abbastanza forte, l’auto cadrà sull’autore dell’annuncio”. Ma i longheroni ben saldati a sostegno del tetto quando servono? Soprattutto quando l’auto “perde il controllo”, “carambola” e cappotta su sé stessa…

La pubblicità delle automobili insiste sempre, in modo implicito ed esplicito, su quanto è sicura per gli spostamenti e quanto protegge te e la tua famiglia (un po’ meno i ciclisti e i pedoni, sui cui problemi in genere gli spot sorvolano).

Infatti, per essere “sicura”, l’automobile ha bisogno di:

  1. Airbag frontali
  2. airbag laterali
  3. cinture di sicurezza
  4. poggiatesta per assorbire il colpo di frusta
  5. sistema di frenatura ABS (anti-lock braking system) per non perdere aderenza
  6. parti collassabili per assorbire l’energia dell’urto
  7. piantone dello sterzo costruito in modo che non si pianti nel torace del conducente in caso di incidente frontale
  8. telaio e componenti rinforzati fino a raddoppiare il peso del veicolo (negli anni ottanta un’utilitaria pesava circa 500-700 kg, mentre una berlina o una station wagon circa una tonnellata; oggi le utilitarie pesano intorno alla tonnellata, le berline e i suv da 1,5 a 2,5 tonnellate)
  9. revisioni periodiche ogni sei-dodici mesi (tagliandi) e revisione obbligatoria ogni due anni

E poi aiutini come:

  1. Sistema a ultrasuoni per individuazione degli ostacoli
  2. telecamere e sistemi di aiuto per il parcheggio
  3. sistemi di navigazione automatica
  4. scatola nera per l’assicurazione
  5. Un complesso sistema di segnaletica orizzontale e verticale, con numerose soluzioni urbanistiche per limitare al massimo gli omicidi stradali fra automobilisti e fra gli automobilisti e altri utenti della strada (semafori, rotonde di ogni dimensione, dossi, passaggi pedonali, isole salvagente, spartitraffico, dissuasori, guardrail eccetera).

Praticamente, prive della maggior parte di questi dispositivi e soluzioni tecniche, le auto costruite prima del 1980 erano quasi tutte bare a quattro ruote.

Ciononostante, ancor oggi quando c’è un incidente stradale, nella stampa e nelle discussioni online, si scatena la ridda delle ipotesi e della caccia al colpevole per individuare le responsabilità (spoiler alert: non è mai l’automobilista…):

  1. Forse un malore,
  2. L’asfalto viscido
  3. la pioggia che impediva la visibilità
  4. il sole abbagliante che impediva la visibilità
  5. la nebbia killer che impediva la visibilità
  6. il buio che impediva la visibilità
  7. le strisce pedonali sbiadite
  8. le strade viscide
  9. la strada male illuminata (perché i fari dell’auto servono per bellezza)
  10. ci sono le buche sulla strada
  11. manca il guardrail
  12. il guardrail c’era ma era installato male
  13. c’è un guardrail assassino
  14. c’è la curva killer
  15. colpa dell’albero
  16. colpa della pozzanghera
  17. colpa della segnaletica
  18. colpa del semaforo
  19. colpa del muro
  20. l’automobilista ha perso il controllo del mezzo
  21. l’auto ha fatto carambola.

È quindi evidente che l’auto è molto più pericolosa di quel che ci dicono se ha bisogno di tutti quei dispositivi tecnici per essere “sicura” e ciononostante – lo dice la stampa – ogni giorno gli automobilisti “perdono il controllo” e “carambolano” come biglie impazzite.

Quindi l’auto sicura è come un’armatura: ti difende se vai in guerra. Ma il pericolo è proprio la guerra…

E infatti, grazie a tutti i dispositivi elencati in alto, negli anni sono calati in numero assoluto i morti per incidente stradale, ma restano alti i morti fra i pedoni: oltre metà dei morti per incidenti stradali in Europa sono pedoni e ciclisti. Che non sono difesi da airbag, cinture, poggiatesta, abs…

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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4 risposte a Da quando è nata, l’auto è molto più pericolosa di quel che ci fa credere la pubblicità

  1. Paolo ha detto:

    Tra le cause, che la stampa “stufosamente” indica, manca la principale, quella mentale, ideologica: l’automobilista si sente sicuro nella sua vettura (così si crede autorizzato a far di tutto mentre guida), e, padrone della strada, si vede obbligato a sviluppare la maggiore velocità possibile. Pertanto chi (o cosa) può o potrebbe vanificare la sua missione viene considerato un intollerabile intralcio….. o qualcosa di simile, credo.

    Mi piace

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