L’America nel 1890 era traversata da piste ciclabili, in città e fuori, per lavoro e turismo

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1896. Cartina pubblicitaria della California con le principali piste ciclabili dell’epoca. 

Il luogo comune storico vuole che si sia passati dai cavalli alle automobili nei primi trent’anni del 1900. In realtà dal 1870 circa fino al 1950 due veicoli hanno dominato il mondo: il treno e la bicicletta. L’espansione dell’automobile, con tutti i suoi costi e le sue inefficienze (infrastrutture costosissime, traffico e congestione urbana, e infine l’irresolvibile problema dei parcheggi), avvenne negli anni 30 negli Stati Uniti, e dopo il 1950 in Europa. Nei decenni precedenti il veicolo privato più diffuso era la bicicletta, più veloce ed economica del cavallo nelle distanze brevi e medie, mentre il treno era il mezzo pubblico della modernità per le distanze medie e lunghe.

“Le bici presero piede nelle città perché rappresentavano il primo mezzo di trasporto privato alla portata di molti,” dice Evan Friss, storico dell’urbanizzazione alla James Madison University. “I cavalli erano costosi, e le auto, in gran parte, non esistevano ancora.”

“Bikes really took off in cities because they provided the first affordable private transportation,” says Evan Friss, an urban historian at James Madison University. “Horses were expensive, and cars, by and large, didn’t exist yet.”

Qui l’articolo del National Geographic “Mapping the Urban Bikes Utopias of the 1890s”.

Nel suo libro, The Cycling City, Friss  scrive che la bicicletta diede alla classe media urbana la possibilità di viaggiare quando voleva: la bici permetteva di girare la città con maggiore efficienza, e permetteva anche di uscire dalla città con altrettanta efficienza.

Per rendersene conto, basta leggere o rileggere “Tre uomini a zonzo” di Jerome K. Jerome: si tratta del racconto di un viaggio in Germania, svolto in bicicletta nel 1900, agli albori del turismo moderno.

Qui altre informazioni sulla storia della bicicletta e dell’automobile: “Le strade non sono state costruite per le auto.”“Le strade non sono state costruite per le auto.”

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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