Il tassametro è uno strumento obsoleto

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Il tassametro oggi ha l’unico scopo di scaricare sul cliente del tassista tutto il rischio d’impresa. Il tassametro come mezzo per stabilire il prezzo di una corsa in città è uno strumento chiaramente superato dal punto di vista tecnologico.

Poteva essere giustificato anni e decenni fa ma oggi, lo dimostra l’esperienza e la tecnologia utilizzata da Uber, è superato. Grazie a GPS, mappe digitali e tecnologia digitale, sarebbe anzi è semplicissimo, data la partenza e la destinazione, quotare al cliente un prezzo per la corsa prima di partire, in modo che il cliente possa valutare la spesa senza sorprese.

Vero che questo non terrebbe contro di imprevisti come traffico e condizioni della strada su uno specifico percorso, ma il tassametro a consumo, invece di una tariffa predefinita basata su km ed eventuali fasce orarie scarica il rischio della singola corsa sul singolo cliente invece di distribuirlo fra tutti i clienti. È apparentemente giusto e imparziale, ma crea una forte incertezza nel rapporto cliente-tassista: “quanto mi costerà?”. È assurdo che molte professioni di consulenza e molte prestazioni di servizio debbano essere fornite a preventivo anche in condizioni di grande incertezza del progetto, laddove in una prestazione oggi facilmente quantificabile (questo percorso = tanti km) si lavori quasi esclusivamente a consumo, con grande incertezza tutta a carico del cliente.

Vantaggi: riduzione dell’incertezza e probabile ampliamento del mercato
L’abolizione del tassametro o la sua generale sostituzione a favore di una tariffazione a preventivo sulla base di percorso e fascia orari probabilmente andrebbe a beneficio anche della categoria dei tassisti allargando il mercato potenziale, soprattutto fuori dagli orari di punta: attualmente in Italia usa il taxi solo chi può farselo rimborsare dall’azienda, chi ne scarica il costo sul proprio cliente e chi ne è assolutamente costretto.

Un maggiore uso dei taxi, insieme al car sharing, mezzi pubblici e mezzi alternativi all’auto privata, andrebbe a beneficio anche della riduzione del traffico e dello smog urbano, riducendo o eliminando per molte famiglie la necessità di possedere una o più auto private.

Se fosse possibile sapere in anticipo “domani alle 5 del mattino la corsa in stazione le costerà 15,45 euro” probabilmente il taxi verrebbe utilizzato da più persone, invece di rivolgersi al taxi solo come estrema possibilità e chiamare col patema “mi costerà 10 euro o 30 euro?” a seconda degli imprevisti, del percorso scelto o della buona fede del tassista che magari allunga la strada visto che il turista non conosce la città…

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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