Breve FAQ per gli ignoranti della mobilità urbana in bicicletta

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“Fidati, vado sempre in macchina, ma so com’è fatta una bicicletta.”

Ci sono tre obiezioni frequenti che vengono fatte sempre da chi è totalmente incompetente di mobilità e ciclismo urbano:

  1. Andando in bici sudi e poi puzzi;
  2. La bici può essere usata solo dai giovani;
  3. Ci vorrebbe la targa per le bici.

Sono tre cretinate.

Andando in bici sudi e poi puzzi.
Sì, se fai quindici km in salita. Ma nella maggior parte dei casi gli spostamenti in città sono sotto i cinque km (in tutte le città, anche a Los Angeles), e le strade sono in pianura o con salite modeste (anche le città con colline hanno la maggior parte delle strade principali in piano). Inoltre andare in bicicletta richiede molta meno energia rispetto a fare lo stesso percorso a piedi, quindi andando a 8-12 km/h (velocità perfettamente concorrenziale con la velocità media delle auto in città) non si suda di più di quanto si suderebbe camminando normalmente. Infine: la leggera ventilazione provocata dal movimento contribuisce a rinfrescare il corpo anche quando fa molto caldo. In sintesi: se non si fanno le corse, il problema del sudore in bici è inesistente o molto modesto.

La bici può essere usata solo dai giovani.
Altra stupidaggine. Data la sua estrema efficienza meccanica (richiede cinque volte meno energia che camminare a piedi), un novantenne autosufficiente che ha imparato ad andare in bicicletta da piccolo può agevolmente usarla anche alla sua età. Se ha problemi di equilibrio o ha paura di cadere può usare una bici a tre ruote e incrementare la sua mobilità in grande sicurezza (salvo il pericolo di essere investito da un’auto: ma in quel caso il problema è l’auto, non la bicicletta). Nei paesi dove la bicicletta è diffusa si vedono numerosissimi anziani che vanno in bicicletta tenendo la stampella o il bastone da passaggio (che usano quando scendono dalla bici) attaccato al manubrio. Ovviamente una persona che non sa andare in bicicletta avrà difficoltà ad imparare da adulto, ma questo vale anche per i trentenni in ottima forma fisica.

Ci vorrebbe la targa anche per le biciclette.
In nessun paese europeo esiste la targa per le biciclette. L’unico era la Svizzera, che l’ha abolita nel 2010. Basta questo per chiarire che si tratta di un’idea che probabilmente non serve a niente. Normalmente questa idea emerge periodicamente nei social network o da figure pubbliche di vario genere (presidenti di associazioni, politici locali) che formulando questa proposta si identificano automaticamente come totalmente incompetenti in tema di mobilità urbana e ciclismo urbano.

 

 

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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