Incidenti auto-bici: di chi è la colpa? [aggiornamento]

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Le stime vanno dal 90-10 (90% delle responsabilità degli automobilisti) al 49-51 45-55 circa, ovvero metà e metà. In termini assoluti la maggior parte degli incidenti stradali sono causati da automobili, principalmente per il fatto che circolano di più. Però ci sono poche indagini sulle responsabilità relative alle diverse categorie di utenti.

Le ricerche e i dati sul tema sono frammentari ma in genere, contrariamente a quanto sostiene chi ha pregiudizi contro i ciclisti, attribuiscono le maggiori responsabilità ai veicoli a motore. Si va appunto dal 90-10 di una ricerca canadese della Polizia di Toronto a “metà e metà” di uno spot svizzero della Polizia Cantonale.

Ovvero: la stima migliore è “colpa al 90% delle auto” e la peggiore è “metà e metà”.

  1. Indagine della Polizia di Toronto su 2.572 incidenti: nel 90% dei casi la responsabilità è dell’automobilista, dall’apertura della portiera senza guardare alla mancata precedenza. (Qui i dettagli della ricerca e il documento pdf originale, utilizzato anche dalla municipalità di Londra per le politiche di ciclabilità londinesi).
  2. Dichiarazione della Préfecture de police de Paris (l’autorità di polizia di Parigi) a Liberation: i ciclisti sono responsabili di incidenti nel 40% dei casi in cui sono coinvolti e provocano incidenti meno delle altre categorie di veicoli.
  3. Secondo uno studio sull’incidentalità in bicicletta in Lombardia riportato dall’Eco di Bergamo: “I sinistri in bici si concentrano nelle città (90 per cento del totale) e la causa non è quasi mai legata al comportamento del ciclista.” Qui il documento pdf della ricerca della Regione Lombardia sui ciclisti per chi vuole approfondire: ter14022_cmr_quaderno_1_ciclisti (Pagina 34 del documento:”In Lombardia, dalle analisi sulle circostanze per le quali avvengono gli incidenti e in cui muoiono ciclisti risulta come, nella maggioranza dei casi, chi si trovava in sella alla sua bicicletta procedeva regolarmente e senza svoltare”).
  4. Secondo questa indagine della League of American Bicylists negli Usa il 40% dei ciclisti morti in strada sono stati tamponati e un’alta percentuale di incidenti sono causati da guida distratta degli automobilisti.
  5. Qui invece dei dati della Royal Society for the Prevention of Accidents secondo cui metà delle morti in bicicletta in UK avvengono sulle strade di campagna (dove è difficile immaginare una particolare indisciplina dei ciclisti rispetto agli automobilisti: più facile ipotizzare eccessi di velocità o disattenzione di questi ultimi).
  6. La Polizia Cantonale Svizzera ha recentemente diffuso un filmato pubblicitario-educativo secondo cui “più della metà degli incidenti auto-bici che riguardano i ciclisti sono causati da comportamento scorretto del ciclista”, ma senza citare dati e fonti. “Più della metà” in questo contesto probabilmente significa circa il 51%: ovvero in pratica la responsabilità sarebbe circa condivisa 49-51 ovvero metà e metà. [in realtà significa 2/3 in tutti gli incidenti che riguardano bici, comprese le cadute da soli, ma significa solo il 45% negli incidenti che coinvolgono più veicoli, vedi aggiornamento sotto]
  7. Qui una ricerca dell’Università Alma Mater di Bologna: Le bici in strada? Gli automobilisti non le considerano, ecco perché ci sono incidenti.

Come si vede, allo stato delle indagini e delle dichiarazioni, è difficile affermare che “la colpa è dei ciclisti”. Le indagini e dichiarazioni citate sono frammentarie e incomplete ma si va dall’indagine canadese che attribuisce il 90% di responsabilità agli automobilisti (probabilmente la più rigorosa e ampia di tutte, almeno per ora: è l’analisi di 2.572 incidenti) alla dichiarazione televisivo-pubblicitaria della Polizia Svizzera che stima in “più del 50%” le responsabilità dei ciclisti. Il filmato dice testualmente “più della metà degli incidenti in bici sono causati dai ciclisti stessi”.

Questa frase merita particolare analisi. “più della metà” senza specificazione significa, al massimo 51% perché se i dati in mano alla Polizia Svizzera dicessero 52, 55 o 60%, ovvero una percentuale chiaramente superiore al 50%, con un differenziale superiore al 4%, probabilmente questa percentuale verrebbe citata con precisione. Inoltre la frase è sibillina: senza un riferimento statistico preciso, così formulata potrebbe anche comprendere tutti gli incidenti in cui ciclisti cadono da soli, si urtano fra loro oppure urtano o vengono urtati da un pedone e vanno al pronto soccorso per una ferita o una contusione minore (dove l’evento viene comunque segnalato alla polizia). [AGGIORNAMENTO – in effetti è così: la frase si riferisce a tutti gli incidenti che coinvolgono biciclette, compresi gli incidenti per sbandamento o altro in cui il ciclista cade da solo –  Vedi citazione e link più sotto]

Qui i dati sull‘incidentalità stradale in Europa: 39% delle vittime sono i pedoni, 31% sono ciclisti e motociclisti. Sono pedoni, ciclisti e motociclisti ad essere “indisciplinati” oppure sono auto, furgoni e camion che sono molto pericolosi? Da notare inoltre che la Svizzera era l’unico paese europeo a prevedere targa e assicurazione obbligatoria per le biciclette, abolendone l’obbligo dal 2012. Se, come fa pensare il filmato della Polizia Cantonale, l’incidentalità dei ciclisti svizzeri oggi è così ampia rispetto alla norma, perché abolire targa e assicurazione obbligatoria?

Da notare che in ogni caso, se l’affermazione svizzera è basata su dati statistici reali e attendibili, il fatto che le responsabilità in Svizzera siano circa metà e metà implica che i comportamenti indisciplinati e le infrazioni fra automobilisti e ciclisti sono paritarie… ma le auto sono molto più pericolose. 

AGGIORNAMENTO – La Polizia Cantonale Svizzera ha segnalato via Facebook la fonte dei suoi dati. Si tratta di questo documento: Livello di sicurezza e incidentalità nella circolazione stradale 2015 Svizzera upi-SINUS-2016, scaricabile anche qui.

A pagina 38 specificamente dice (neretto nostro):

I ciclisti che s’infortunano gravemente in una collisione, per oltre la metà dei casi sono vittime senza colpa (55%). Nel 29% delle collisioni sono gli unici responsabili, e per il 16% sono i responsabili principali o almeno corresponsabili. Risulta particolarmente marcata la percentuale di collisioni gravi dei ciclisti che s’infortunano nelle rotatorie, dove i veicoli antagonisti vengono registrati come unici responsabili nell’89% dei casi.

Se si considerano tutti gli incidenti gravi, inclusi gli sbandamenti/incidenti per colpa propria, prevedibilmente il tasso di ciclisti come principali responsabili sale a circa 2⁄ 3. Tuttavia, anche in questo caso sono evidenti le differenze correlate all’età: nei ciclisti tra i 25 e i 64 anni gli incidenti gravi sono leggermente meno spesso causati da loro stessi rispetto alle altre fasce d’età. Contrariamente ai bambini, che con l’81% sono registrati in misura superiore alla media come responsabili principali.

Ovvero: nelle collisioni in Svizzera la responsabilità per il 55% NON è del ciclista.

Se si includono gli incidenti per colpa propria, il tasso di ciclisti responsabili di incidente sale a “circa due terzi”. (per fare un confronto, anche i motociclisti cadono per colpa propria nel 40% dei casi, pagina 42 del documento, mentre gli automobilisti sbandano da soli nel 33% dei casi, pagina 44).

Da notare anche le correlazioni con l’età e il dato sui bambini che “con l’81% sono registrati in misura superiore alla media come responsabili principali.” Questa nota chiarisce forse un’eccessiva attenzione all’aspetto formalistico del codice rispetto alla tutela degli utenti deboli: è più intelligente pretendere il rispetto del codice della strada dai bambini o fare in modo che possano pedalare più sicuri in città meno dominate dalle automobili?

A pagina 40 del documento vengono analizzati gli incidenti relativi alle bici elettriche, considerate una categoria a parte rispetto alle biciclette tradizionali.

Se qualcuno conosce ricerche o dati più recenti o più approfonditi, particolarmente su Italia e paesi europei, è invitato a segnalarli nei commenti.

[AGGIORNAMENTO] Qui uno studio sull’incidentalità auto-bicicletta svolto ad Adelaide (Australia): facendo la media fra cinque strade, i ciclisti feriti erano NON responsabili in 191 su 245 incidenti, ovvero il 76%.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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3 risposte a Incidenti auto-bici: di chi è la colpa? [aggiornamento]

  1. Pingback: La Polizia Cantonale Svizzera fa sensazionalismo con i dati degli incidenti [Video] | Benzina Zero

  2. Nociclismosportivo ha detto:

    Cerchiamo di fare chiarezza: una cosa è il ciclista utente della strada, un’altra il ciclista sportivo.
    La strada non è un luogo dove ci si allena, serve ad altri scopi.
    Allora nella statistica degli incidenti in bici, separiamo quelli degli utenti della strada che usano la bici come mezzo di trasporto da quelli di chi usa la bici per allenarsi in mezzo di strada.
    Forse ci renderemo conto che gli incidenti non sono causati da una difficile convivenza fra bici e altri veicoli, ma da comportamenti non responsabili di ciclisti che usano la strada per allenarsi.
    Quindi la causa di incidenti non è la pericolosità della bici, ma un utilizzo della stessa non consono ai fini della strada.

    Urge una legge che regolamenti la pratica di allenamento del ciclismo sportivo sulla strada: vietiamolo!!
    Le statistiche calerebbero vertiginosamente e salveremmo molte vite.

  3. Pingback: Più auto più pericolo. Più biciclette più sicurezza | Benzina Zero

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