Quiz. Chi sostiene la bici in città in alternativa all’auto è “anti-tecnologia”?

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Molti dicono che l’automobile è il progresso e chi sostiene un maggiore uso urbano della bicicletta come mezzo privato prioritario è “contro il progresso” e contro la tecnologia.

Quiz. È vero che chi sostiene la bici in città in alternativa all’auto è “anti-tecnologia”?

No. Il ragionamento è doppiamente sbagliato e per certi versi paradossalmente retrogrado, perché è fermo a concetti degli anni ’30 e ’50, quando l’automobile veniva vista come il veicolo del futuro in grado di offrire a tutti la libertà di movimento più ampia.

  1. La bicicletta è un prodotto tecnologico esattamente come l’auto, e per certi versi è un prodotto molto più efficiente in termini di costi/prestazioni ed energia/prestazioni. Infatti in città è spesso più veloce dell’auto per andare da un punto all’altro, e consuma 200 volte meno energia. Inoltre ha sorprendenti capacità di carico: è vero che un’automobile può agevolmente trasportare 500-800 kg di carico fra bagagli e passeggeri ma in realtà raramente un’auto viaggia a pieno carico ed è comunque un veicolo di 1,5-2,5 tonnellate di peso. La proporzione veicolo/carico utile non è molto buona. Al contrario una bicicletta può essere usata per trasportare da tre a cinque volte il suo peso, più il ciclista. Una cargo-bike può pesare 15-25 kg e trasportare fino a 125 kg di carico, più il ciclista. Anche se in termini assoluti l’auto può trasportate carichi più pesanti, in termini relativi è evidente la maggiore efficienza della bicicletta, sia quella tradizionale sia quella a pedalata assistita.
  2. La bicicletta elettrica a pedalata assistita attualmente è un prodotto tecnologicamente più avanzato e completo dell’automobile elettrica, la quale soffre ancora di problemi di autonomia e ricarica, senza contare gli storici problemi di ingombro, consumi e pericolo, più costi tuttora molto più elevati dell’auto con motore a scoppio. La tecnologia dell’automobile con motore a scoppio è sostanzialmente sempre quella del secolo scorso, salvo ottimizzazioni elettroniche aggiunte successivamente. Per non parlare delle soluzioni tecnologiche di meccanica ciclistica e componentistica adottate per le biciclette da corsa e le bici sportive, anche in modelli accessibili per costo alle persone comuni.

Va aggiunto che storicamente l’automobile deriva dalla bicicletta e non il contrario: la trasmissione a catena, la camera d’aria, il pneumatico, la ruota a raggi furono sviluppate per la bicicletta e solo successivamente adattate all’uso automobilistico. La stessa prima automobile di successo era un quadriciclo, costruita con soluzioni tecniche di evidente derivazione ciclistica (come, peraltro, era costruito con pezzi di derivazione ciclistica anche il primo aeroplano dei Fratelli Wright, i quali commerciavano biciclette).

Considerando la notevole inefficienza dell’automobile in città per consumi, costi, inquinamento e pericolo, è chi sostiene l’uso indiscriminato e totalizzante dell’automobile in ambito urbano che spinge per una tecnologia superata e inefficiente.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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