La bici è un veicolo. Ma il ciclista è un utente debole, come pedoni e disabili

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Tokyo, ciclista e poliziotto attraversano la strada pedalando. A Tokyo il 70% dei cittadini usa la bici almeno una volta alla settimana.

Per risolvere i problemi di sicurezza e traffico molti vedono nel codice della strada la panacea di tutti i mali, con due mantra ossessivi:

  • “Basterebbe rispettare il codice della strada.”
  • “La bicicletta è un veicolo e deve rispettare il codice della strada come tutti i veicoli”, ovvero biciclette, automobili, suv e camion sono la stessa cosa.

Sembra però che quelli che parlano così non abbiano consultato il codice della strada, non di recente. Infatti da una parte il codice della strada è molto confuso e pasticciato, come dimostra questa serie di ambiguità e svarioni fra cui è difficile orientarsi, dall’altra assimila chiaramente i ciclisti con i pedoni e i disabili, identificandoli come utenti deboli meritevoli di una particolare tutela:

Art 3, comma 53-bis) Utente debole: pedoni, disabili in carrozzella, ciclisti e tutti coloro i quali meritino una tutela particolare dai pericoli derivanti dalla circolazione sulle strade”.

Peccato che per ora tanto per il codice della strada quanto per molti comuni e istituzioni questa tutela si esprima principalmente nell’obbligo tassativo di avere il campanello, in un presunto divieto assoluto di pedalare sui passaggi pedonali, o nel consigliare abbigliamento magico catarifrangente per difendersi dagli automobilisti:

Insomma, tra le tante ambiguità del Codice della strada italiano c’è anche il fatto di definire i ciclisti “utenti deboli” insieme a pedoni e disabili in carrozzella, ma fare abbastanza poco per tutelarli nei fatti, salvo imporre il campanello come panacea per evitare i pericoli e il giubbetto catarifrangente nei tunnel e di notte fuori città, entrambe norme di dubbia efficacia.

Unica consolazione? Dato lo stato di molti marciapiedi nelle città italiane, i disabili in carrozzella sono tutelati ancor meno, salvo quando sono in macchina. In quel caso i disabili in automobile diventano cittadini di serie A e, se hanno l’apposito contrassegno, possono parcheggiare dappertutto.

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A Viareggio la pista ciclabile supplisce ai marciapiedi, disastrati e accidentati. I disabili in carrozzella sono utenti deboli ma anch’essi tenuti poco in conto dai tecnici comunali che si occupano di viabilità e dell’ambiente urbano.

 

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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