Come fare pubblicità automobilistica

Fare pubblicità per una marca automobilistica è semplicissimo. Occorre seguire, almeno in parte, queste semplici indicazioni:

  1. Avere un sacco di soldi a disposizione. È essenziale avere un grosso budget per la produzione e per l’eventuale testimonial di lusso, questo perché ci saranno un sacco di spese e un sacco di scene in esterno da girare con attori, controfigure, cascatori, piloti professionisti capaci di fare testacoda e andare su due ruote;
  2. Mostrare il prodotto, dentro e fuori, dall’inizio alla fine dello spot, con rare eccezioni. Normalmente i pubblicitari si ribellano se devono mostrare troppo il prodotto. Se possibile lo confinano alla fine dello spot nel cosiddetto “pack shot”, la foto del prodotto: la famiglia felice fa colazione, i biscotti si vedono per un attimo durante lo spot, quindi la confezione si vede alla fine, per 5″ al massimo. L’ideale, per i creativi, è se il prodotto non si vede mai. Ma nel caso delle automobili fanno volentieri eccezione e le mostrano dall’inizio alla fine, in spettacolari paesaggi esotici, ferma e in movimento, dall’alto e dal basso, e in audaci inquadrature dell’interno;
  3. Mostrare il prodotto in un contesto lontanissimo dal reale utilizzo, soprattutto se l’auto è di lusso o con qualche pretesa. Ovvero, sempre in spettacolari strade di campagna, montagna, tundra, savana, deserto. In alternativa, l’auto viene presentata in situazioni assolutamente improbabili, fino al lancio dalla portaerei come in un famoso spot Citroën. E, comunque, sempre in assenza di traffico, code, congestione urbana;
  4. Se l’auto è piccola, dire che è facile da parcheggiare (ammesso di trovare posto, ovviamente).
  5. Se l’auto è grande, sorvolare sul tema ma parlare invece di prestigio e affidabilità;
  6. Vantare sempre la grande sicurezza. E come capita spesso, excusatio non petita, accusatio manifesta: le automobili sono molto meno sicure di quanto viene detto in pubblicità, altrimenti non sarebbero piene di dispositivi per la sicurezza, appunto;
  7. Parlare sempre di tecnologia e progresso. Il motore a scoppio è sempre lo stesso da circa cento anni, e i progressi fatti negli ultimi decenni dipendono principalmente dall’inserimento di computer al controllo della meccanica e delle varie funzioni… col risultato che le auto moderne sono riparabili solo sostituendo centraline elettroniche costosissime, senza contare che chiedono loro l’intervento del meccanico quando serve… un po’ come chiedere al barbiere se è il caso di tagliarsi i capelli;
  8. Mostrare un bambino o una bambina, in queste varianti: sogna l’automobile; passa la strada ma non viene investito perché l’auto frena a un metro da lui o lei; è dentro l’automobile e guarda fuori; accoglie il papà che scende dall’auto; sale in auto con la mamma, ecc.
  9. Dire da qualche parte “il futuro è adesso”. 

Ecco come trattano il prodotto i pubblicitari (quando possono), in questo famosissimo spot inglese per Kellogg’s:

Come già detto, fanno però eccezione per le auto, che vengono tenute in mostra il più possibile.

Il punto più importante comunque è il primo: se ci sono tanti soldi a disposizione si può chiamare un regista di grido, andare nei posti più belli, noleggiare giornate di elicottero per le riprese aeree, pagare un attore famoso come testimonial, spendere in post produzione per inserire effetti speciali, primissimi piani, particolari macro e micro, riflessi, visioni e doppie esposizioni, dettagli scintillanti delle ruote, del marchio, del tubo di scappamento.

Strane contraddizioni pubblicitarie: se fai pubblicità alla birra, meglio se si vede poco, verso la fine. Se fai pubblicità alle auto, è meglio se il prodotto si vede dall’inizio alla fine in tutti i modi possibili.

In questo spot Volkswagen (uno dei più grandi e apprezzati investitori pubblicitari del mondo, nonostante una certa tendenza a mentire su consumi ed emissioni…) il prodotto invece viene mostrato in tutti i modi possibili, inventando anche i sogni ad occhi aperti della cara vecchietta per mostrare stili di guida decisamente sconsigliabili.

L’apoteosi dell’ambientazione improbabile in una mega-produzione che ha fatto la storia della pubblicità: la Citroën Visa GTI viene letteralmente lanciata da una portaerei della Marina Militare francese. Con tanti saluti per la razionalità dell’acquisto.

 

 

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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