Filtri per auto: analisi di un comunicato stampa Bosch

Quando si dice che l’aria dell’abitacolo delle auto nel traffico è più inquinata di quella fuori (e quindi di quella che respirano pedoni e ciclisti), anche citando scienziati inglesi e ricerche francesi, emerge sempre il paladino dell’automobile che obietta:

“Sì, ma io ho i filtri antipolline” “Sì, ma esistono i filtri a carboni attivi”, eccetera.

Sono realmente efficaci questi filtri oppure è marketing?

Esaminiamo questo comunicato stampa della Bosch, un’azienda molto seria che produce una sterminata componentistica di qualità per autotrasporti, fra cui appunto anche filtri per abitacoli:

Aria pulita in auto: filtro per abitacolo a carboni attivi di Bosch trattiene pollini, ozono e batteri

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Alcune cose da notare subito:

  1. Il titolo dice che il filtro trattiene pollini, ozono e batteri. NON parla di gas tossici e polveri sottili. Probabilmente non è casuale: in pubblicità la promessa più forte di solito si fa nel titolo. Se qui nel titolo si evita di parlare di gas tossici e polveri sottili, è quantomeno strano.
  2. Il comunicato inizia con questa frase: “Nelle automobili, senza un efficace filtro per l’abitacolo, si annidano e volano nell’aria sostanze nocive – con una concentrazione di sei volte superiore rispetto a quanto accade all’aria aperta.” Bosch quindi conferma che gli abitacoli delle auto sono normalmente inquinati fino a SEI VOLTE di più rispetto all’aria aperta, almeno in assenza di filtri efficienti. TRADUZIONE: la Bosch sta dicendo candidamente che, nel 90% delle auto commercializzate al mondo dal 1920 ad oggi, nell’abitacolo chiuso c’è una concentrazione di inquinanti sei volte superiore all’aria esterna.
  3. Inoltre Bosch sostiene che “Il [nostro] filtro assorbe sino al 90 percento dei gas nocivi e maleodoranti, che provengono dall’aspirazione dell’aria esterna e, inoltre, trattiene quasi completamente sostanze nocive, pollini e batteri.”Attenzione: in pubblicitese “fino al 90%” può voler dire qualsiasi cifra sotto il 90%, ovvero che alcuni gas vengono trattenuti molto meno del 90%, oppure che tale efficacia vale solo quando il filtro è nuovo, perdendo efficacia col tempo (consigliano di cambiarli ogni 15.000 km). In tutti i casi, più del 10% delle sostanze nocive comunque passano. Come considerereste una prigione in cui il 10% dei detenuti scappano? Se l’abitacolo è chiuso, vuol dire che comunque queste sostanze entrano, si accumulano e vengono respirate. Se invece l’abitacolo è aperto (perché abbasso un finestrino, o perché viene aperta e chiusa al portiera per far salire e scendere un passeggero, per caricare qualcosa, eccetera) inoltre entrano anche da lì, accumulandosi “in una concentrazione sei volte superiore”, come dice la Bosch. Se in una barca una falla lascia entrare 10 litri d’acqua al minuto, un tappo che riduce l’ingresso di acqua “fino al 90%” lascia comunque entrare UN LITRO di acqua al minuto. E magari anche due o tre.

Nel comunicato manca infatti un confronto molto importante: se un abitacolo senza filtri può ospitare “sei volte” la concentrazione di gas tossici rispetto all’aria esterna, quanto diminuisce la concentrazione di gas tossici con l’uso di filtri?

Non viene detto. Se la concentrazione nell’abitacolo senza filtri è sei volte, e la diminuisco (forse) dell’80-90% grazie ai filtri, mi trovo comunque una concentrazione di gas e polveri analoga all’aria esterna, o poco inferiore.

Bel risultato. Tanto vale tenere tutti i finestrini aperti!

 

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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2 risposte a Filtri per auto: analisi di un comunicato stampa Bosch

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