Come girare il mondo in bicicletta – recensione

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Marco Invernizzi aveva fatto un po’ di esperienza di ciclismo facendo giri in mountain bike nel Parco del Ticino. Un giorno comprò una bici da corsa per premiarsi di un lavoro venuto bene. E decise di partire per Barcellona: circa mille km da Magenta, cittadina a ovest di Milano. Lo ha raccontato presentando a Viareggio il suo libro “Errare è umano. Il giro del mondo in bicicletta” per Fiab Versilia Biciamici.

La scoperta del fascino del cicloturismo
È stato il suo primo viaggio in bicicletta. La strada la conosceva già, l’aveva fatta in camper anni prima. Ma fatta in bicicletta si rivelò totalmente diversa: molto più affascinante, piena di dettagli, con maggiori possibilità di conoscere persone del luogo e fare nuove amicizie.

Da qui vennero un viaggio in bicicletta fino a Oslo, un giro d’Italia in bicicletta elettrica, sponsorizzato dal costruttore, e infine il progetto più ambizioso: il giro del mondo in bicicletta, durato un anno e continuando a lavorare con alcuni dei suoi clienti.

Un libro pieno di aneddoti e curiosità
Il libro è molto leggibile, ben scritto, pieno di aneddoti interessanti anche se a tratti un po’ troppo flusso di coscienza con riflessioni del tipo “che ci faccio qui?”. Si legge rapidamente, voltando una pagina dopo l’altra in una sequenza di scoperte, avventure, scampati pericoli, conoscenze strane, curiosità locali, poliziotti amichevoli, camionisti provvidenziali, qualche malavitoso e numerose donne fondamentali per la riuscita del viaggio.

È comunque un libro da leggere sia per chi si interessa generalmente di turismo, per chi è curioso degli altri paesi del mondo (al di fuori della solita triade Italia-Stati Uniti-Europa) e per chi vuole fare del cicloturismo, ancorché meno estremo.

Ma questo è solo un tipo di cicloturismo
Per chi non sa niente di biciclette e per gli operatori professionali del turismo una nota importante: non tutto il cicloturismo è così. Quello rappresentato da Marco Invernizzi è un affascinante cicloturismo estremo: avventure nel mondo in solitaria, cercando di spendere pochissimo, facendosi ospitare in giro, dormendo in tenda, ricorrendo solo raramente ad alberghi e ristoranti.

Molti cicloturisti attuali sono invece persone di reddito medio-alto, 35-70 anni, con biciclette spesso costose, che pernottano in albergo, mangiano volentieri al ristorante e hanno bisogno di servizi come lavanderia, massaggi, spiaggia, terme, piscina e tutto quello che può rendere piacevole una vacanza. Solo che, a differenza di chi si muove solo in auto o in treno – come Marco Invernizzi al suo primo viaggio in bici confrontando l’analogo viaggio in camper – hanno scoperto che in bicicletta il viaggio è molto più bello, intenso e più ricco di dettagli, profumi e sapori.

Molti cicloturisti “normali” inoltre si muovono in gruppi di due-otto persone, fanno percorsi di 500-1000 km complessivi, facendo tappe di 50-100 km al giorno e coprendo i trasferimenti più lunghi in treno. Alcuni usano biciclette elettriche a pedalata assistita per ampliare la loro portata, compensare un ridotto allenamento o migliorare il rendimento in salita.

Qualche dato tecnico

  • La bici utilizzata per il giro del mondo era una bici da ciclocross con copertoni antiforatura e sella in cuoio;
  • Ruote da 28″
  • Peso complessivo di bici e bagagli: 38 kg circa
  • Percorso complessivo in bici: 35.000 km
  • 35 paesi visitati
  • Materiali di consumo e ricambi effettuati: 5 copertoni, 4 catene, movimento centrale, corona, 8 coppie di pattini dei freni.

 

 

 

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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