Gallarate per la sicurezza: i ciclisti si arrangino

Gallarate campagna informativa biciclette ciclisti

Quella sopra è una locandina-infografica del Comune di Gallarate, firmata da Ivan Basso, per sensibilizzare i ciclisti per la loro sicurezza. A parte il fatto che in genere i ciclisti vengono investiti dalle auto e quindi sarebbe meglio sensibilizzare gli automobilisti, l’infografica è una miscellanea di divieti e prescrizioni alcuni dei quali vaghi o discutibili, dagli esclamativi vagamente mussoliniani. Vediamole una per una.

  1. “In bicicletta proteggiti!” Nei paesi dove il casco è obbligatorio (Usa, Australia, Gran Bretagna) ci sono più morti in bicicletta rispetto a quelli dove non è obbligatorio (Francia, Spagna, Olanda, Belgio, paesi scandinavi). A parte l’uso sportivo, non sembra un consiglio efficace, o almeno la sua efficacia in termini di prevenzione incidenti non è documentata. Qui sopra un filmato olandese, dove di biciclette se ne vedono tantissime, e di caschi ben pochi.
  2. “In bicicletta orecchie libere!” L’incidentalità determinata dall’uso di auricolari o cuffie in bicicletta è da dimostrare. È invece chiara e ben documentata la distrazione determinata in auto dall’uso di smartphone e navigatori. È certamente una cattiva abitudine usare il telefonino in bici, ma non sembra così pericoloso come usarlo in auto.
  3. “In bicicletta fatti vedere!” Ok per l’uso delle luci, ma manca un dettaglio importante: per farsi vedere è utile anche non pedalare troppo a destra, al contrario di come prescritto dall’antiquato codice della strada italiano. Altro dettaglio importante: nessuno ha ancora documentato l’utilità del giubbino catarifrangente, norma che nel caso dei tunnel è da considerare vessatoria nei confronti dei ciclisti (sarebbe molto più ragionevole e sicuro obbligare i mezzi a motore a rallentare nei tunnel, invece di costringere i ciclisti a indossare abbigliamento apposito). Se qualcuno conosce studi che documentano l’utilità del gilet catarifrangente, è pregato di indicarli nei commenti.
  4. “In bicicletta attenzione in rotatoria!” Lo sappiamo: le rotatorie fluidificano il traffico auto ma sono scomode per i pedoni e pericolose per i ciclisti. Secondo la polizia svizzera in caso di incidente auto-bici in una rotatoria la colpa è dell’auto nell’89% dei casi (Livello di sicurezza e incidentalità nella circolazione stradale 2015 Svizzera upi-SINUS-2016). Sarebbe quindi utile sensibilizzare anche gli automobilisti, oltre a progettarle meglio dal punto di vista di ciclisti e pedoni.
  5. “In bicicletta attenzione alle portiere!” È un incidente abbastanza frequente: oltre ad essere vietato aprire la portiera senza guardare, è una disattenzione grave da parte dell’automobilista. Il consiglio più pragmatico e utile è quello del Ministero dei Trasporti Britannico: pedalare a un metro dalle auto parcheggiate. Molto meglio di generici inviti all’attenzione.
  6. “In bicicletta attenzione ai sorpassi!” Certamente. Ma l’immagine sembra rappresentare un’auto parcheggiata in modo irregolare che ostacola una bicicletta. Anche qui forse sarebbe meglio sensibilizzare (e multare più spesso) le auto parcheggiate male e le pericolose auto in seconda fila piuttosto che fare generici appelli all’attenzione.
  7. “In bicicletta fila indiana!” Questo è un consiglio pericoloso e sbagliato, soprattutto con questa formula perentoria, anche perché, contrariamente alle credenze, NON è vero che sia sempre obbligatorio andare in fila indiana. Il discorso è complesso ed è più approfondito qui: Gruppi di ciclisti: l’art. 182 comma 1 è contraddittorio, pericoloso, scritto male. Basti dire che una lunga fila indiana incoraggia sorpassi pericolosi da parte degli automobilisti.

    Sorpasso fila indiana biciclette ciclisti singlefileovertaking-176x300

    Molto pericoloso.

  8. “In bicicletta reggiti bene!” Questa sembra inserita per fare numero tondo completare l’impaginazione 🙂
  9. “In bicicletta rispetta il codice stradale!” Sì, certo, ma andrebbero corretti i suoi numerosi svarioni a proposito dei “velocipedi” e andrebbe inoltre aggiornato per portarlo in linea con altri codici europei, in particolare per quel che riguarda le bici contromano e i semafori.
  10. “In bicicletta attenzione all’entrata in carreggiata!” Questa è un po’ presa alla lontana. Data l’immagine era meglio scrivere “In bicicletta attenzione agli stop” anche se non sembra che ci sia una grande incidentalità di ciclisti che si scagliano contro le auto negli incroci (se qualcuno ha statistiche attendibili in proposito, e non singoli casi, è pregato di segnalarle nei commenti). Inoltre nell’immagine la bici è già in una carreggiata.

La campagna è firmata e presentata da Ivan Basso, campione di ciclismo e direttore sportivo, e forse proprio per questo c’è un po’ di confusione fra l’esperienza del ciclista sportivo e quella del ciclista urbano.

Ciclisti sportivi e ciclisti urbani hanno esigenze diverse e alcune raccomandazioni essenziali per i ciclisti sportivi (il casco, ad esempio) possono essere facoltative, volontarie o poco utili per i ciclisti urbani. Oltretutto andrebbe ricordato, soprattutto agli automobilisti, che la maggior parte dei traumi cranici avviene dentro l’automobile, e non fuori…

Fila indiana? Quali vantaggi comporta, per i ciclisti?
Stupisce inoltre la raccomandazione perentoria di andare in fila indiana proprio da parte di un ciclista sportivo. La norma italiana è pressoché unica in Europa (negli altri paesi è generalmente sempre consentito andare in coppia e in gruppi composti da due file) e le lunghe file indiane sono più difficili e più pericolose da sorpassare rispetto ai gruppi compatti.

  • Quale sarebbe il motivo di sicurezza per andare in fila indiana? Qual è il vantaggio per i ciclisti? Qualcuno è in grado di spiegarlo e di documentare gli effetti in termini di prevenzione incidenti?

Qui come superare i ciclisti in UK. Come si vede, andare affiancati è più sicuro, ed è meglio anche dal punto di vista dell’automobilista.

 

Qui come superare i ciclisti in Spagna

 

In ogni caso, è frequente che i comuni facciano un po’ di confusione sulle politiche ciclistiche: il codice della strada è confuso e pieno di contraddizioni, e i tecnici comunali spesso ne sanno poco:

Qui il parere di Bikeitalia sulla vicenda: La triste fine di Ivan Basso è una campagna sulla sicurezza stradale. Curiosamente Ivan Basso è un ciclista professionista contrario alle piste ciclabili. Forse non è molto documentato sul tema: a New York, per esempio, la presenza di piste ciclabili migliora il traffico e il commercio locale.

Qui VareseNews riprende commenti e polemiche sulla campagna: La campagna sui ciclisti del Comune di Gallarate non piace ai ciclisti urbani.

Annunci

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
Questa voce è stata pubblicata in Ciclismo sportivo, Ciclismo urbano, Prevenzione incidenti, Pubblicità. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Gallarate per la sicurezza: i ciclisti si arrangino

  1. Pingback: Anche i vigili di Torino fanno sicurezza “educando le vittime” | Benzina Zero

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...