Quiz. In bici serve lo specchietto retrovisore?

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In commercio ci sono molte soluzioni diverse, dalle più conservatrici alle più fantasiose.

In bici serve lo specchietto retrovisore? Dipende. Molti automobilisti che non vanno in bicicletta considerano un’inspiegabile omissione il fatto che lo specchietto retrovisore non sia obbligatorio anche in bicicletta. Si tratta in genere di automobilisti che non vanno in bicicletta da anni ma che, chissà perché, pensano che lo specchietto retrovisore obbligatorio per le biciclette potrebbe essere l’uovo di Colombo per la sicurezza attiva dei ciclisti.

Lo specchietto retrovisore per l’automobile è stato inventato intorno al 1910, e in pochi anni fu rapidamente adottato da tutti i costruttori, perché ovviava, almeno in parte, a uno dei maggiori problemi di chi guida auto, camion e furgoni: la visibilità e la percezione di cosa succede nel mondo esterno all’abitacolo.

Al contrario nel mondo delle biciclette, nei circa 200 anni della sua storia, non si è mai sentita la particolare esigenza di averlo né fra i ciclisti professionisti, né fra i dilettanti o chi usa la bicicletta semplicemente per spostarsi in città.

C’è chi lo usa, ma è una piccola minoranza di chi va in bicicletta, indipendentemente dal fatto che la usi per lavoro, per sport, per turismo o per spostarsi in città. Se fosse utile come pensano chi lo propone, probabilmente la quota di ciclisti che lo adotterebbero spontaneamente sarebbe molto più elevata.

Escludendo dalla considerazione i ciclisti sportivi, i motivi sono due:

  1. Chi pedala in bicicletta sente molto bene i rumori esterni, quindi sente bene eventuali segnali o rumori di veicoli in arrivo;
  2. Siccome la velocità in bici è bassa, generalmente è agevole voltare la testa per un secondo per guardare con la coda dell’occhio cosa c’è dietro.

Da notare che, siccome molte bici non sempre sono ammortizzate,  quando la strada non è perfettamente liscia le vibrazioni rendono lo specchietto retrovisore installato sul manubrio della bici spesso inservibile.

In ogni caso, lo specchietto retrovisore in bicicletta può essere utile per chi ha problemi di udito, o per chi ha il collo rigido, ma difficilmente la sua adozione generalizzata potrebbe essere la panacea per la sicurezza che immaginano gli automobilisti che non vanno in bicicletta.

In bici è soprattutto una scelta personale.

Se pensi che uno specchietto retrovisore possa aumentare la tua sicurezza in bici, prova uno dei numerosi modelli in commercio (ce ne sono diversi tipi: che si applicano al manubrio, al proprio polso, al casco, oppure agli occhiali da vista o da ciclismo), e poi decidi. Ma difficilmente un’eventuale adozione generalizzata può servire a qualcosa in termini di sicurezza e prevenzione, visto che per i ciclisti è un obbligo che probabilmente non esiste in nessun paese del mondo.

Guardando questo video non si nota alcun ciclista con specchietto retrovisore. Probabile quindi che non serva o serva molto poco.

Qui altri quiz per verificare se conosci veramente automobili, traffico, biciclette e altri problemi di mobilità urbana.

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Ex segretario ADCI, IAB. Istruttore di Yoga. Copywriter. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/benzinazero
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7 risposte a Quiz. In bici serve lo specchietto retrovisore?

  1. angelo velatta ha detto:

    caro lombardi, utilizzo lo specchietto “take a look” (quello montato sugli occhiali) da oltre cinque e mi creda è un elemento di sicurezza non indifferente: poter continuare guardare sempre avanti (con un impercettibile spostamento della pupilla: questa la differenza di questo tipo di specchietto, “take a look” o “third eye” che sia) dando consistenza materiale a quello che rimarrebbe un rumore, soprattutto quando questo procede infischiandosene di ogni limite ragionevole di velocità, o riuscendo a distinguere tra rumori, incrementa e non di poco la sicurezza passiva (che con questi chiari di luna sulla sicurezza attiva dobbiamo comunque massimizzare, a prescindere da obblighi e divieti).
    il punto è che specchietti efficaci in commercio in Italia (e in Europa più in generale) non si trovano (provi lei su amazon o e-bay a cercare quelli che le ho indicato) e occorre rivolgersi al mercato USA.
    E’ un vero peccato.

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    • Gianni Lombardi ha detto:

      Infatti la mia risposta è “dipende” 🙂 Personalmente l’ho usato per due anni e poi quando si è rotto l’ho abbandonato. Preferisco voltare la testa (fortunatamente ho articolazioni molto flessibili). Conosco un ciclista molto esperto che lo usa sempre per andare al lavoro (fa 60 km al giorno in bici), ma i ciclisti che usano lo specchietto mi sembrano comunque una piccola minoranza, per vari motivi, fra cui anche, come sottolineato, la qualità dei prodotti disponibili in Italia.

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  2. carlo cangini ha detto:

    Può accadere che alcune auto siano poco rumorose e lo specchietto in quei casi è molto utile-

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  3. matteo ha detto:

    Ma come si fa a scrivere con una tale approssimazione e superficialità?
    La bicicletta in quanto mezzo che si muove su strada necessita di specchietto al pari di uno scooter o di un’auto: Il problema non è (ovviamente) la velocità della bicicletta, ma è quello di monitorare l’andamento degli altri mezzi che invece sono veloci ed imprevedibili (vedi autobus). tra l’altro con il caos in strada , ma quale ciclista avvertirebbe un mezzo in avvicinamento?? nessuno. forse su di una strada campagna.
    Lo specchietto oggettivamente renderebbe la guida più sicura al pari del casco che fino a che non è diventato obbligatorio non era utilizzato praticamente da nessuno (tanto per dire sull’ingenuità di giustificare i comportamenti di massa: lo fanno tutti quindi andrà bene. vogliamo forse dire che il casco non aumenta la sicurezza del guidatore???).

    saluti

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    • Gianni Lombardi ha detto:

      Forse dovresti documentari meglio prima di scrivere di biciclette. Il casco in bici NON è obbligatorio in Italia. In tutta Europa è obbligatorio solo in UK e pochissimi altri posti (ma NON in Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Danimarca, scandinavia, Germania…).

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      • Massimo Gabrielli ha detto:

        scusa, il casco non e’ obbligatorio, ma lo specchietto, il clacson, le luci all’ anteriore e al posteriore con i rifrangenti sono obbligatori come da art. 68 e 69 del codice della strada

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      • Gianni Lombardi ha detto:

        Lo specchietto NON è obbligatorio per le bici, né il ‘clacson’, che forse confondi col campanello (obbligatorio). L’obbligo del campanello è comunque del abbastanza inutile perché alle velocità a cui si va in bici si può anche urlare o fischiare. Il campanello, anche perfettamente regolare, non viene mai sentito dagli automobilisti.

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