Le sciocchezze degli incompetenti in fatto di bicicletta [Agi, Ansa, Facile.it, Quattroruote]

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Un articolo pieno di errori: nella maggior parte dei casi non sono infrazioni o non c’entrano con gli incidenti auto-bici.

Un articolo superficiale e pieno di svarioni, ripreso da un sondaggio di Facile.it su presunte infrazioni e “regole non rispettate” dei ciclisti. In realtà si tratta di addebiti che nella maggior parte dei casi NON sono infrazioni e sono spesso anche poco rilevanti con l’incidentalità auto-bici (vedi i link in fondo a questo post). Ecco le presunte infrazioni secondo l’Agi:

  1. Biciclette sprovviste di faretti e catarifrangenti (87%) [È un’infrazione, ma solo di notte perché in bici è consentito circolare di giorno senza luci]
    In realtà 9 incidenti su 10 con bici coinvolte avvengono di giorno, quando fari e catarifrangenti non servono a molto. Molti incidenti mortali avvengono ai ciclisti sportivi sulle strade extraurbane, in pieno giorno, con tempo bello e buona visibilità (Aci e Istat). Inoltre i catarifrangenti vengono installati in fabbrica in tutte le bici urbane (modelli non sportivi). Che l’87% delle bici da città siano prive di catarifrangenti è impossibile. Inoltre le bici hanno luci e non faretti, quindi la terminologia usata nell’articolo è anche sbagliata.
  2. Mancato utilizzo del casco (71%) [Non è un’infrazione]
    Il casco in Italia e nella maggior parte dei paesi europei NON è obbligatorio. In Italia è obbligatorio solo per i bambini. In Olanda, dove il casco non lo usa quasi nessuno, la bici si usa molto di più e l’incidentalità per km percorso è più bassa rispetto agli stati degli Usa dove è obbligatorio. Negli Stati Uniti il tasso ciclisti uccisi in incidenti stradali va da 58 a 109 ogni miliardo di km percorsi, mentre in Olanda si parla di 12 ciclisti, ovvero meno di un quinto del tasso di uccisioni stradali americane (The Economist qui). Inoltre, venendo alla situazione italiana, la maggior parte degli incidenti mortali su strade extraurbane riguardano i ciclisti sportivi che il casco lo indossano quasi sempre.
  3. Assenza dello specchietto retrovisore, presente solo su 3 bici ogni 10. [Non è un’infrazione]
    Lo specchietto retrovisore in bici non lo usa quasi nessuno in nessun paese del mondo.
  4. Zig zag fra i pedoni sul marciapiede [È l’unica infrazione oggettiva (andare sul marciapiede, non “pedalare fra i pedoni”), ma non c’entra niente con gli incidenti auto-bici]
    Cosa c’entra con l’incidentalità di cui sono vittime i ciclisti? Dire che i ciclisti corrono pericoli sulle strade per presunte infrazioni e poi lamentarsi che, proprio per paura dei pericoli della strada, vanno sul marciapiede, è insensato. Inoltre lo “zig zag fra i pedoni”, in sé non è un’infrazione, visto che il codice della strada autorizza esplicitamente i ciclisti a pedalare nelle aree urbane (Art. 2 comma 2) ed esistono le piste ciclopedonali.
  5. Passeggiate senza giubbotto catarifrangente [Non è un’infrazione]
    Vedi punto 1: nove incidenti su dieci che riguardano le bici avvengono di giorno. L’efficacia del giubbotto catarifrangente per prevenire gli incidenti a danno dei ciclisti è inoltre del tutto indimostrata, almeno per ora. Inoltre nella maggior parte dei casi non è un’infrazione: è obbligatorio solo di notte sulle strade extraurbane (e di solito la notte non è il periodo preferito per le “Passeggiate” in bici) e nei tunnel.

Consigliamo sia a Facile.it sia all’Agi di ripassare il codice della strada e di informarsi meglio sulle problematiche e sulla sicurezza dei ciclisti:

Aggiornamento: Anche l’Ansa ha parlato della notizia, [poi rimossa, vedi sotto] in modo più sfumato ma molto superficiale, soprattutto considerando è che è inserita nella sezione Ambiente & Energia, dove dovrebbero essere più competenti sul tema.

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L’anteprima su Facebook dell’articolo Ansa, con il titolo fortemente fuorviante basato sul presunto sondaggio.

Qui anche Quattroruote dimostra di conoscere in modo molto superficiale le “regole” che riguardano le bici. Il casco in bici non è obbligatorio in quasi nessun paese europeo, e gli specchietti non sono obbligatori in nessun paese europeo. È quindi incoerente e ingiustificato titolare su un “mancato rispetto delle regole” collegandolo surrettiziamente all’aumento degli incidenti.

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Quattroruote nell’articolo specifica tra le righe che casco e specchietto non sono obbligatori, ma fa il titolo su un presunto “mancato rispetto delle regole”.

Aggiornamento: Ansa ha rimosso la pagina su richiesta di Bikeitalia che ha documentato la mancanza di basi scientifiche del presunto “sondaggio” di Facile.it. La url dell’articolo infatti dà la risposta che si vede in questa immagine dello schermo:

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Aggiornamento: Quattroruote ha modificato l’articolo sostituendo alla parola “sondaggio” la parola “ricerca” e modificando la punteggiatura del titolo. Piccoli escamotage per salvarsi l’anima. 🙂

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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