Perché la norma dei gilet riflettenti per ciclisti è astratta e vessatoria [AGGIORNAMENTO: è anche inutile]

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In Italia dal 2010 per i ciclisti è obbligatorio indossare giubbotti catarifrangenti in questi due casi:

  • Sulle strade extraurbane mezzora dopo il tramonto e mezzora prima dell’alba;
  • Sempre nelle gallerie e nei tunnel.

Per quale motivo è una norma astratta e vessatoria?

  1. Per il momento non è documentata l’efficacia in termini di prevenzione degli incidenti dell’abbigliamento ad alta visibilità.
  2. Perché nella parte che riguarda le strade extraurbane è di complessa gestione e applicazione: nel tessuto urbanistico italiano non sempre è chiaro quando una strada è urbana o extraurbana.
  3. Perché per quanto riguarda i tunnel e le gallerie il ciclista non sempre è in grado di sapere o prevedere che in un suo percorso c’è una galleria.
  4. Perché nei tratti di strada che precedono gallerie e tunnel non sempre questa presenza è adeguatamente segnalata per il ciclista in modo da consentirgli di fermarsi e indossare il gilet, oppure cambiare strada se possibile, e in prossimità dell’ingresso in genere non ci sono piazzole dove potersi fermare per indossare il giubbotto catarifrangente, rendendo spesso impossibile o pericoloso il rispetto della norma per chi ha il gilet al seguito ma non lo ha indossato prima di partire.

Si può obiettare che il ciclista, come fa l’automobilista, potrebbe portare sempre con sé un giubbotto catarifrangente e indossarlo quando serve, ovvero quando sul suo percorso potrebbe esserci una strada extraurbana o una galleria.

Ma non è così semplice:

  1. Se per l’automobilista è facile tenere abbigliamento e altro materiale a bordo dell’auto (osservando che un automobilista che si ferma in una strada di campagna deserta per fare la pipì in un canale, dovrebbe diligentemente indossare il giubbotto “salvavita”), l’incombenza è molto più complessa per un ciclista. Un ciclista non sempre dispone di borse a bordo del veicolo e non può essere obbligato a circolare con un gilet sempre in tasca “caso mai gli capitasse di prendere la bici o di usare una bici in prestito”.
  2. Come già detto, non sempre i tunnel sono adeguatamente segnalati per i ciclisti né offrono apposite piazzole o adeguato spazio dove fermarsi prima del tunnel per indossare il gilet quando serve. Naturalmente si può obiettare che il ciclista potrebbe indossare il gilet sempre, ma questa obiezione si può fare anche all’automobilista, in modo che sia sempre pronto in caso di fermata di emergenza: nessuno garantisce che, in caso di incidente, l’automobilista abbia il tempo e l’agio di indossare il prescritto gilet riflettente.

La norma è quindi astratta e vessatoria, finalizzata a scaricare la coscienza del legislatore (che così si autoassolve dall’obbligo di rendere più sicure le strade per gli utenti deboli), e a colpevolizzare l’utente debole in caso di incidente.

Per la sicurezza di tutti, sarebbe molto meglio, visto che nei tunnel in genere è già vietato il sorpasso, prevedere un limite di velocità a 30 km/h in tutte le gallerie che potrebbero essere frequentate da ciclisti, valutando un analogo limite notturno nelle strade extraurbane che potrebbero essere frequentate da ciclisti, visto che spesso sono strade nelle quali possono esserci anche animali sperduti, sia domestici sia selvatici (nel mondo gli animali uccisi ogni giorno dagli automobilisti sono milioni).

AGGIORNAMENTO: L’Università di Bologna ha esaminato l’effetto della legge sugli incidenti, che in cinque anni dal 2010 al 2015 è stato nullo: Giubbini catarifrangenti: renderli obbligatori non ha ridotto gli incidenti.

La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Transport & Health: The effect of an italian nationwide mandatory visibility aids law for cyclists

La notizia è stata ripresa anche da Bikebiz: Hi-vis clothing has ‘little to no impact’ on crashes.

 

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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