È competente un assessore al traffico che incolpa i pedoni degli incidenti stradali?

Vittime incidenti stradali in Europa 2015

Vittime degli incidenti stradali in Europa. I pedoni uccisi sulle strade sono oltre 10.000 l’anno, su un totale di 26.000 morti. Il rapporto morti feriti, inoltre, è in media circa 1 a 50, ovvero per un morto sulla strada ci sono circa 50 feriti (e fino a 98 nel caso di automobilisti e passeggeri all’interno dell’abitacolo).

L’assessore al traffico Irene Priolo di Bologna ha scoperto che i pedoni passeggiano distraendosi: “Ho denunciato che in questo momento c’è un’altra piaga che è quella della distrazione e la distrazione è dovuta all’uso dei telefoni cellulari – ha detto Priolo – Io questa affermazione la rivendico e la ribadisco, non si può negare che i comportamenti sono da parte di tutti gli utenti della strada, è ovvio che sono i pedoni gli utenti deboli, ce lo dicono le statistiche. Però le statistiche ci consegnano anche il fatto che la distrazione non aumenta solo per chi guida l’auto ma anche per chi, come i pedoni, passeggiano distraendosi. Lo ha detto a Radio Città del Capo ed è stato riportato da Repubblica qui: Bologna, l’assessora: “Pedoni travolti perché spesso distratti”.

Vediamo se è vero.

Un’auto che percorre una strada a 50 km/h percorre circa 14 metri al secondo. Se un pedone distratto che viaggia a 2 km/h percorre mezzo metro al secondo, abbiamo che, nel tempo di reazione di 1″ più il tempo di frenata di 1″ di un automobilista attento e non distratto, l’auto percorre circa 25-28 metri mentre il pedone in rotta di collisione percorre UN metro.  Se l’automobilista è distratto, i tempi di reazione e di frenata sono ancora più lunghi. (Lo spazio di arresto teorico a 50 km/h in condizioni ideali è circa 25 metri. In condizioni ideali si intende: automobilista attento e non distratto, riflessi buoni, freni efficienti, terreno asciutto. Se l’automobilista è distratto e ci mette un solo secondo in più a reagire, l’auto percorre ulteriori 14 metri senza rallentare, ovvero quasi 40 metri totali)

Ergo, quando l’auto sta per investire il pericoloso pedone distratto è almeno a 25-28 metri dal pedone stesso, il quale sta viaggiando a mezzo metro al secondo.

È realmente sostenibile quindi che è colpa o corresponsabilità del pedone o, invece, il vero problema è la velocità?

E questi pedoni distratti che viaggiano alla velocità di circa mezzo metro al secondo, sono loro che si buttano sotto le auto fino a totalizzare oltre 10.000 morti l’anno in Europa?

Incidenti stradali, in Europa 26 mila morti l’anno. Principali vittime i pedoni

 

Notizia da un tweet di Vivinstrada.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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2 risposte a È competente un assessore al traffico che incolpa i pedoni degli incidenti stradali?

  1. massimo ha detto:

    la distrazione di un automobilista è molto più pericolosa di quella di un pedone, detto questo bisogna mettersi in testa che l’ATTENZIONE ed il rispetto del codice della strada sono da tenersi a tutti i livelli, compresi i pedoni.
    A Bologna il controllo per le strade è poco percepibile: mai visto un vigile presidiare un passaggio pedonale, o la “zona 30” (che pochissimi rispettano) o sanzionare gli innumerevoli motorini che oltrepassano le righe continue e si ammassano davanti ai semafori ben oltre le linee d’arresto. Se esistono delle priorità, al primo posto metterei il controllo del territorio: l’assenza di controllo ha reso “normale” la totale deriva, nessuno rispetta più nessuno.
    Se ti fermi con l’auto davanti alle strisce, altri mezzi ti sorpassano in ogni modo rischiando di investire chi attraversa, e lo dico per esperienza, non per sentito dire. Per contro, se attraversi dove caspita ti pare, almeno accertati di farlo in sicurezza e se possibile non a passo di lumaca e con telefonino davanti agli occhi (capita anche questo).
    Il problema principale è l’ignoranza dell’essere umano, che ha effetti via via più impattanti a seconda del mezzo condotto.
    Notoriamente gestire gli esseri umani non è facile, e gestire il traffico lo è ancora meno perché alla componente umana si sommano le questioni ambientali, urbanistiche e logistiche.
    Le nostre amministrazioni hanno lo spessore culturale e la capacità analitica e progettuale per affrontare tutto ciò?
    O danno un colpo al cerchio ed uno alla botte e bona lé?
    Tralascio il tema politico che richiede tempi e spazi.
    Sappiamo già che l’auto, o meglio chi la conduce, è più pericoloso del pedone.
    La sfida è educare al rispetto reciproco di tutti gli utenti della strada.
    Io conduco sia auto che bici, mi sposto anche a piedi e coi mezzi pubblici: se sono irrispettoso da automobilista , lo sarò anche come pedone o ciclista.
    Per questo mi piacerebbe che questo blog continuasse così, ma tenendo ben presente che il problema non è l’auto in sé. Chi sceglie l’auto come unico mezzo di trasporto è causa ed effetto di politiche del traffico tattiche, non abbastanza lungimiranti da vedere la soluzione, ovvero un mix di mezzi di trasporto sostenibile. Se è troppo difficile che lasciassero la poltrona a qualcuno più bravo: non è così che funziona la politica?

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    • Gianni Lombardi ha detto:

      Vero. Ma l’auto è comunque il problema principale del traffico. Mettere tutti sullo stesso piano, come fa l’assessore in questione e in parte tu, è un errore metodologico che favorisce il più forte, ovvero l’auto e la sua potente industria.

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