Persone uccise in Europa per incidenti stradali [mappa, @JakubMarian]

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La mappa illustra visivamente la diversa pericolosità di strade e soprattutto modo di guidare delle diverse regioni geografiche europee.

La mappa illustra la diversa pericolosità delle strade europee. Gli incidenti mortali sono di meno (in proporzione alla popolazione) nelle aree urbane densamente popolate, mentre salgono nelle aree con autostrade e strade veloci, a dimostrazione che la velocità del veicolo è il principale fattore di rischio. Nelle strade urbane muoiono più spesso ciclisti e pedoni investiti da veicoli a motore, sulle strade extraurbane muoiono più spesso gli automobilisti e i passeggeri dei veicoli a motore. L’isoletta viola al centro dell’Europa è il Lussemburgo, in cui a un’altissima presenza di automobili ogni cento abitanti, va registrata anche un’altissima presenza di auto sportive e di lusso che, evidentemente, incoraggiano a correre un po’ troppo.

Differenze culturali comportano più o meno incidenti e morti
La mappa illustra anche visivamente che il differente numero di morti in proporzione alla popolazione non dipende tanto dalle buche nelle strade o dalla manutenzione delle auto quanto dalla maggiore attenzione alla sicurezza sia dal punto di vista legislativo sia dal punto di vista culturale. Nel nord Europa le cinture in auto sono diventate obbligatorie negli anni 70 (installarle e indossarle), mentre per esempio in Italia negli anni 70 ci si è limitati all’obbligo di installarle a bordo, mentre l’obbligo di indossarle è arrivato a metà anni 90. Qui le proporzioni di vittime fra diverse categorie di utenti della strada in Europa: il maggior numero di vittime è fra i pedoni: circa 10.000 su 26.000 vittime totali.

Bisognerebbe valutare anche il numero di feriti
Il numero di morti è però un indicatore parziale della pericolosità delle strade. Andrebbero valutati anche il numero assoluto di incidenti, con o senza feriti, e il numero di feriti che richiedono un intervento medico o qualche intervento di pronto soccorso.

Per esempio i numerosi dispositivi di sicurezza imposti negli ultimi decenni dalla normativa e dal mercato sulle automobili (cinture, poggiatesta, airbag frontali e laterali, abs, telecamere, sensori di pericolo ecc) comportano che molti più automobilisti si salvano dalla morte, ma restano ugualmente feriti in modo più o meno grave, come si vede dalla figura qui sotto e da questo approfondimento relativo agli incidenti in Italia.

istat incidenti stradali in italia 2016

In automobile ci sono 98 feriti gravi per ogni morto, segno che i numerosi dispositivi di sicurezza dentro le automobili salvano molte vite rispetto al passato ma non diminuiscono di molto il numero di incidenti, ovvero non sempre il evitano.

 

Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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