Il traffico è una concausa di buche e voragini stradali [Roma Today]

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Dall’intervista al Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio di Roma Today:

C’è qualcos’altro che interviene nel causare questi crateri stradali?

Sì, la causa determinante è data dagli eventi meteorici e dalle vibrazioni causate dal traffico. Queste ultimi producono la liquefazione del terreno. Nel sottosuolo la prima parte viene asportata, e la seconda crolla.

Raccontata così sembra inevitabile. Non si può fare nulla?

Si deve lavorare sulla prevenzione, anche se politicamente non premia. Per questo sono molto poche le amministrazioni disposte a scommetterci realmente. Poi mi rendo conto che in un paese che non investe per pervenire terremoti nè rischi idrogeologici, possa sembrare paradossale chiedere il monitoraggio di fogne ed acquedotti. Eppure è quello che andrebbe fatto, fissando chiaramente delle priorità:

Qui il resto dell’intervista.

Gli enormi costi di manutenzione stradale sono una conseguenza dell’eccessivo uso di trasporto su gomma in Italia: automobile privata e autobus invece di tram, le cui linee sono state in gran parte smantellate in due tempi negli anni 30 (su indicazione di Mussolini probabilmente spinto dalla Fiat e da altri costruttori di automobili) e negli anni 50 (su indicazione dei sindaci e governi di allora, anche qui su probabile spinta  di Fiat e altri costruttori del settore automobilistico).

La difficile situazione delle strade romane e di quelle italiane in genere è dovuta a molteplici fattori:

  • Frequente cattiva qualità dei lavori di costruzione e asfaltatura stradale, dovuta talvolta a incompetenza, mala fede, corruzione, collusione fra politica e imprese appaltanti. Il problema principale in genere è la qualità dei materiali e lo spessore del manto stradale. Una volta coperta la strada, lo spessore non si vede e soprattutto quando l’asfalto è nuovo il cittadino non vede differenze fra uno spessore minimale di 3 cm e uno spessore di 10. La qualità buona o cattiva del lavoro emerge durante l’esecuzione solo se c’è adeguato e competente controllo da parte dell’amministrazione pubblica di capitolati ed esecuzione, oppure due anni dopo quando ai aprono le prime crepe che poi diventano buche eccetera.
  • Costruzione di strade ad elevata frequentazione automobilistica e di mezzi pesanti su terreni inadatti dal punto di vista geologico, come evidenziato nel caso dell’apertura di “improvvise” voragini.
  • Estensione della rete stradale, che le amministrazioni locali e nazionali tendono a estendere ulteriormente con nuovi progetti di autostrade, bretelle, svincoli, varianti. Più km di strade ci sono, maggiore è la manutenzione necessaria.
  • Frequente cattiva qualità delle riparazioni (il filmato sotto spiega molte cose).
  • Mancanza di metodicità nel controllo, nella prevenzione e nella riparazione. Se le crepe vengono segnalate e riparate appena si formano, le buche conseguenti vengono prevenute. Per farlo occorre che gli addetti comunali (vigili, ausiliari del traffico, addetti alla manutenzione, ma anche operatori ecologici, semplici impiegati comunali e semplici cittadini) sistematicamente prendano nota della localizzazione e segnalino crepe e discontinuità che vedono nei loro percorsi. Raramente nei comuni c’è un sistema metodico di gestione delle segnalazioni, che vengono spesso gestite solo in base a emergenza e urgenza (“C’è una buca e può caderci un bambino? Provvediamo a transennare subito,”  ma non necessariamente a riparare subito”; “segnalano una crepa… non è urgente, archiviamo”, e passa nel dimenticatoio)

 

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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