Quiz. È vero che i ciclisti non possono pedalare sui marciapiedi?

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Interpretando in modo coerente dal punto di vista della logica gli articoli di legge esistenti, chi va in bici può pedalare sui marciapiedi, quando non è di pericolo per i pedoni. Per esempio, non ci sarebbe nulla di male nel pedalare su un marciapiede deserto, o nel pedalare a passo d’uomo molto lentamente e con prudenza quando il marciapiede non è affollato. Andrebbe anche aggiunto che molti disabili usano bici a due o tre ruote per circolare, e per loro il presunto divieto assoluto di andare sui marciapiedi è particolarmente vessatorio.

Contrariamente a quel che si crede, è difficile rispondere. Anche questo è un pastrocchio all’italiana dove è difficile dipanare la matassa a causa delle numerose contraddizioni fra le diverse istituzioni e la mancanza di chiarezza della legge.

L’articolo riprodotto nella foto sopra (e scaricabile anche  qui in formato pdf: art_pag_50_n_187_ASAPS_biciclette_sui_passaggi_pedonali) fa un’analisi logica e coerente dei diversi articoli del Codice della strada. Purtroppo esistono sia forti credenze popolari sia interpretazioni vessatorie e restrittive da parte di forze di polizia locale, polizia stradale e singoli comuni che non aiutano né la chiarezza, né la buona armonia fra gli utenti della strada.

Gli elementi logici da considerare nella questione sono:

  1. Nelle aree pedonali il codice della strada autorizza esplicitamente le bici a circolare, (art 3 comma 2) salvo ordinanza motivata del sindaco (nei comuni dove in alcune aree pedonali è vietato circolare per ordinanza del sindaco, spesso non è chiarita la motivazione, oppure l’ordinanza avviene a seguito di un singolo e sporadico incidente… logica che comporterebbe la chiusura al traffico auto di moltissime strade italiane). A proposito di chiarezza e informazione, nonostante in questo caso il codice sia chiarissimo (i ciclisti possono pedalare nelle aree pedonali), esiste la diffusa credenza popolare che nelle aree pedonali la circolazione delle bici sia vietata.
  2. Per il Codice della strada italiano i ciclisti sono utenti deboli, come pedoni e disabili, per cui meritano una particolare tutela. Non si capisce in che modo i ciclisti vengano tutelati dai pericoli della strada con un presunto divieto assoluto di circolazione sui marciapiedi. Si può dire che in questo modo si tutelano i pedoni: vero, ma allora è contraddittorio consentire la circolazione delle bici nelle aree pedonali, come è contraddittorio realizzare piste, percorsi e marciapiedi ciclopedonali in cui bici e pedoni circolano insieme o a stretto contatto. Forse si potrebbe tutelare di più sia i ciclisti (dalle auto) sia i pedoni (dalle bici) imponendo la circolazione a passo d’uomo sui marciapiedi e attribuendo senza dubbi la responsabilità al ciclista in caso di incidente.
  3. Le norme italiane prevedono le piste ciclopedonali. Non si capisce quindi in base a quale logica legislativa e di senso comune le istituzioni possono usare porzioni di marciapiede per fare piste ciclopedonali, ma se un ciclista pedala su un marciapiede questo è un crimine pericolosissimo.
  4. La definizione di marciapiede data dal codice della strada non chiarisce il problema. Infatti il comma 33 dell’articolo 3 dice: Marciapiede: parte della strada, esterna alla carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata e protetta, destinata ai pedoni. “Destinata ai pedoni” evidentemente non è sinonimo di “riservata ai pedoni”. Infatti in corrispondenza dei passi carrabili è consentito il transito dei veicoli attraverso il marciapiede per entrare e uscire da parcheggi e aree private, e talvolta è consentito ad automobili e motocicli il parcheggio sui marciapiedi.
  5. L’articolo 182 comma 4 (ricordato anche nell’articolo in immagine sopra) dice: I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. Quindi è evidente che ci sono condizioni normali e non eccezionali in cui i ciclisti possono pedalare anche in presenza di pedoni. Tale articolo è stato ripreso anche in alcune sentenze della Cassazione riguardanti ciclisti che pedalavano attraversando una strada.
  6. Molti disabili usano bici a due o tre ruote per circolare in ambito urbano, e per loro il presunto divieto assoluto di andare sui marciapiedi è particolarmente vessatorio.

Quindi la risposta alla domanda è: sì, no, ni, forse, non si sa, perché dipende dall’interpretazione e dalla prevenzione pro anti-ciclistica del singolo vigile, poliziotto, comune o assessore.

L’ennesima dimostrazione di quanto sia pasticciata la normativa italiana anche in questioni apparentemente semplicissime.

 

NOTA: L’articolo riportato in alto è stato scritto da un funzionario di polizia municipale, e pubblicato sul mensile dell’Asaps, Associazione Amici della Polizia Stradale e scaricabile anche dal link riportato sopra. Quindi è l’articolo di un professionista del ramo, pubblicato da un organo di stampa autorevole.

AGGIORNAMENTO – Qui un articolo dal blog Segnaletica e Sicurezza dove secondo alcuni pareri e delibere i ciclisti possono circolare pedalando sui marciapiedi se la segnaletica lo consente. Ovvero, non sembra ci siano problemi di principio relativi alla sicurezza dei pedoni o alla presunta pericolosità dei ciclisti che impediscano in modo assoluto la circolazione dei ciclisti sui marciapiedi.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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2 risposte a Quiz. È vero che i ciclisti non possono pedalare sui marciapiedi?

  1. pubblisport ha detto:

    Alla fine basta avere un po’ di buon senso.
    Certo mi stupisce il fatto che un ciclista sia paragonato ad un pedone, e qui servirà maggior chiarezza.

    Mi piace

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