Novità 1959: l’auto che non ammazza i bambini

Pubblicità Buick 1958

Con la nuova Buick non ammazzi tuo figlio facendo retromarcia. Pagina pubblicitaria del 1958

Nei primi 70 anni della motorizzazione, praticamente dal 1900 fino agli anni 70, un’alta quota di vittime della strada erano i bambini.

Negli Stati Uniti e in Europa i bambini erano tanti (l’età media della popolazione era molto più bassa di quella odierna) ed erano abituati a giocare per la strada, in genere senza supervisione degli adulti. Fino ad epoche molto recenti, era normale vedere gruppi di bambini circolare e giocare da soli nelle strade dei paesi e dei quartieri cittadini.

Per esempio strage di bambini e ragazzi negli anni 70 fu tale che in Olanda nacque un movimento anti-auto che portò alla grande ciclabilità delle loro strade (con vantaggio anche per gli automobilisti, che oggi si trovano uno dei paesi dove si guida meglio). Per dare una misura della strage, negli anni 70 in Olanda morivano 400 bambini l’anno per incidenti stradali, con divrese migliaia di morti totali. Oggi il totale dei morti per incidenti stradali nei Paesi Bassi è di circa 500.

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Morti per incidenti stradali in Europa dal 1970 al 2015 (da Wikipedia)

Le industrie automobilistiche nel corso dei decenni reagirono in due modi principali:

  1. Attribuendo la principale responsabilità degli incidenti stradali alla presunta indisciplina e imprudenza di pedoni e ciclisti, per sorvolare sull’oggettiva pericolosità dei loro veicoli, soprattutto a velocità superiori a 20-30 km/h;
  2. Migliorando marginalmente la sicurezza dei loro veicoli, come si vede per esempio nella pagina pubblicitaria della Buick qui sopra. Grossi miglioramenti sono stati fatti nella sicurezza passiva e attiva per guidatori e passeggeri (interventi che giustifcano gran parte dei progressi nella mortalità stradale), col risultato però che ci sono molti feriti per ciascun morto, e che non ci sono stati particolari miglioramenti per la mortalità di ciclisti e pedoni, salvo nelle aree geografiche dove i limiti di velocità sono stringenti e soprattutto sono fatti rispettare.

È significativo notare che ci vollero migliaia di bambini morti a causa manovre imprudenti perché l’industria dell’auto arrivasse a scoprire la necessità di lunotti posteriori ad ampia visibilità, scoprendo il problema dei numerosi angoli ciechi dei loro veicoli.

Si tratta di un problema che peraltro è tuttora largamente irrisolto nell’ambito dei veicoli professionali: camion e furgoni hanno ancora oggi amplissimi angoli ciechi che fanno numerose vittime fra pedoni e ciclisti agli incroci e nelle strade urbane.

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Informazioni su Gianni Lombardi

Autore di libri e scrittore freelance. Ex pubblicitario. Istruttore di Yoga. -Blog, E-mail, Facebook, Twitter, Web, Pranayama, Filosofia Yoga -Tweet su Yoga, Internet, Bicicletta, Politica. Libri: http://owl.li/CESmh https://twitter.com/yogasadhaka
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